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STALLAINI UNA STORIA INFINITA – 1° EPISODIO

Il tentativo di realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti in Contrada Stallaini è la plastica rappresentazione di una imprenditoria che, incurante dei rischi e pericoli per l’ambiente e per le comunità, non esitano ad utilizzare metodi alquanto “spicci” per fare profitti.

Una storia che parte da molto lontano, perché nei primi anni novanta ci aveva provato il comune di Canicattini Bagni a riversare la propria spazzatura in contrada Stallaini.

All’epoca tutto era stato bloccato grazie ad un parere reso dal Prof. Fianchino  e a una indagine geologica redatta dal dott. Cugno .

Una storia che per essere comprensibile ha bisogno di una particolare attenzione e può risultare alquanto  noiosa al lettore, tuttavia, per rendere più invitante la lettura non posso fare a meno di annunciarvi, in premessa, che il presidente della conferenza di servizi preposta alla concessione della autorizzazione integrata ambientale, l’architetto Gianfranco Cannava – ora ex funzionario regionale – è stato ospite delle patrie galere nel 2014 nell’ambito di una inchiesta sulle discariche private in Sicilia ‘Terra Mia’ e poi ancora finito in manette a marzo del 2017 nell’ambito di una inchiesta per traffico di rifiuti pericolosi.

Per quanti volessero scendere nel dettaglio basta andare a bussare in questo link : https://www.slideshare.net/GiuseppeCiampolillo/cannova-ordinanza-di-custodia-cautelare-cannova-architetto-gianfranco-7485-1110308-11-ordinanza-cannova-proto-f-lli-sodano ,  con particolari  riferimenti da pag. 38 a pag.  51 e da pag. 198 a pag. 232. Non sappiamo come siano state pubblicate questi documenti e, sicuramente, millantatori di credito.

L’allora Presidente della commissione antimafia regionale, Nello Musumeci – ora governatore –  commentando l’operazione di polizia del 2017,  annunciò che avrebbe chiesto di rivedere tutte le autorizzazioni che portano la firma dei funzionari coinvolti nelle vicende giudiziarie.

“Ricorderete il caso di Cannova – diceva il Governatore Musumeci – noi siamo convinti che alcuni atti adottati nel recente passato debbano essere revocati perché frutto di un esame non sereno e scevro da condizionamenti esterni”.

Pubblicheremo, in diversi episodi, l’iter endoprocedimentale che ha portato all’autorizzazione e lo stato dell’arte della vicenda.

Per oggi accontentatevi.

Carmelo Filingeri

 

 

 


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