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LETTERA APERTA AI DIRIGENTI CGIL E FIOM CHE VANNO ALLE PRIMARIE

Care compagne, cari compagni in questi ultimi giorni mi è capitato di leggere molti appelli e prese di posizione da parte vostra a sostegno di Bersani o Vendola nelle primarie del centrosinistra.

Naturalmente non è mia intenzione mettere in discussione la legittimità della vostra scelta di cittadini. Come dirigenti sindacali però trovo necessario rivolgervi alcune domande.

Siete a conoscenza del testo ‘Italia bene comune’? Quel documento viene sottoscritto dai candidati alle primarie ed è vincolante per i loro futuri comportamenti. Ebbene in quel testo è seccamente affermata la volontà di mantenere il fiscal compact e tutti gli impegni assunti da Monti. Cioè l’austerità, si proprio quell’austerità contro la quale siamo scesi in piazza il 14 novembre, non si tocca. Altro che ridiscutere le pensioni!

Anche nel testo che firmate per votare, questi impegni sono richiamati come vincolo per tutti i vostri candidati.

Un dirigente sindacale della FIOM e della CGIL è abituato per storia ed esperienza a valutare con grande rigore i testi che sottoscrive, è parte fondamentale della funzione svolta.

Allora mi chiedo quale sia la ragione che vi fa trascurare un vincolo così rilevante per il paese e in particolare proprio per l’iniziativa sindacale.

La più semplice delle risposte è che anche voi alla fine siate d’accordo di mantenere gli impegni di Monti e ciò che ne deriva sul piano del rigore e dell’austerità.

In fondo e vero che le posizioni formalmente assunte dalla CGIL e anche dalla FIOM su questi temi non sono chiare. Si dice no a questa o quella decisione di Monti che ci colpisce, ma non all’impianto complessivo della sua politica e ancor meno a chi a sinistra la sostiene e la fa passare in parlamento.

Si potrebbe quindi concludere che anche voi consideriate immodificabili i capisaldi di quella politica e pensiate di attenuarne solo gli impatti sociali. Insomma, se vi siete convinti che il fiscal compact vada accettato, per favore ditelo.

Se invece siete ancora fermamente avversi all’austerità italiana ed europea, allora sarebbe giusto sapere perché sostenete chi, naturalmente con diverso entusiasmo, si vincola ad essa.

Pensate che il vostro candidato non manterrà gli impegni? Che quegli accordi salteranno da soli e quindi non ci sarà più niente da rispettare? Che la rivoluzione europea cambi tutto? Che Obama dichiari guerra alla Merkel?

Io credo che dovreste spiegarci perché siete contro il fiscal compact e sostenete chi lo ha votato e si impegna a difenderlo, per favore ditelo.

E se invece la banale ragione della vostra scelta di partecipare alle primarie fosse che non ritenete opportuno star fuori da un evento così valorizzato nel palazzo, che bisogna stare nella politica che conta senza guardare troppo per il sottile?

La CGIL non ha firmato il catastrofico accordo sulla produttività voluto dal governo. Solo Vendola tra i candidati è stato critico, ma si è ben guardato dal dire: se vinco lo cancello. Perché non può, perché gli impegni del governo Monti vanno mantenuti.

E allora perché tanto entusiasmo per queste primarie a sovranità limitata? Non sarà che di fronte alle difficoltà e alle sconfitte subite, alla fine il buon vecchio collateralismo al centro sinistra vi sia apparso come un ancora di salvezza? Ditelo per favore.

Giorgio Cremaschi


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