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LA RETORICA CULTURALE IN SCENA

Non in Sala Dante ma al Teatro Comunale di Noto è stata presentata la stagione teatrale 2012/2013 da parte del nuovo Direttore Artistico, Sebastiano Lo Monaco mentre, l’ex Direttore Corrado Russo ha sempre presentato tutte le sue quattro stagioni in Sala Dante per rompere non solo simbolicamente con una concezione statica e autoritaria del teatro in cui prevalgono gli steccati tra Scena- Attori e Pubblico, mentre il nuovo Direttore ha preferito il teatro Comunale, il tempio, forse perché ha una tradizionale visione del teatro in cui prevalgono le distanze tra Scena – Attori e Spettatori?

Si è iniziato dicendo che il teatro sarà aperto alle Compagnie locali, che il teatro sarà intitolato a Tina Di Lorenzo, poi con tanta retorica mista ad ironia, espressa nel dialetto locale da parte del Direttore Lo Monaco,a cui si è aggiunto uno degli ospiti, il comico catanese, Enrico Guarneri, raccontando barzellette da Bar Sport.

In Sicilia è costume la retorica mista ad ironia, si pratica, la pratica soprattutto il soggetto generico, medio, quando vuole nascondere il vuoto, in questo caso teatrale, infatti,si butta tutto su un’ironia provinciale, ben imbastita col dialetto locale che sostanzialmente nasconde il vuoto culturale, stabilendo un’aria paesana e delle atmosfere grottesche, senza alcun divenire, che cristallizzano le parole e le battute in qualcosa di vago, di insensato,di ibrido, come hanno fatto il Direttore Lo Monaco e il comico Guarneri.

Le nostre impressioni dopo avere assistito alla serata e valutato uno dopo l’altro i venti lavori teatrali presentati, tenendo conto dei titoli, degli autori e dagli interpreti, a parte  Re Lear di Shakespeare, con Michele Placido, Il registro dei peccati, di Moni Ovadia, Per non morire di mafia, di Pietro Grasso, già rappresentato a Noto con lo stesso Lo Monaco, Cirano di Bergerac di Rostand con Alessandro Preziosi poi una serie di altri lavori teatrali che sono stati visti e rivisti, triti e ritriti, da troppo tempo nei vari teatri come se non ci fosse dell’altro teatro a cominciare dalla Sicilia a cui si aggiunge un teatro di serie C, con l’operetta Cin Ci Là, L’aria del continente di Martoglio con il comico Enrico Guarneri, Rap Sodia, un altro lavoro comico, Le ultime sette parole di Cristo di Giovanni Scifoni, L’iliade, da Omero a Omero di Monica Centanni con Sebastiano Lo Monaco, più tre lavori per i Ragazzi…

Abbiamo fatto un confronto con uno dei programmi delle stagioni passate fatto dal Direttore Corrado Russo e ci siamo resi subito conto della differenza, dello spessore e del rispetto reale della pluralità culturale che Russo ha saputo stabilire promuovendo un diverso livello di lavori teatrali, divisi in varie sezioni, ad esempio I grandi classici, Esplora palcoscenico contemporaneo, Teatro ragazzi, Teatro e impegno civile.

Progetti con Compagnie e Attori di alto livello professionale ma, soprattutto, ha iniziato a sprovincializzare il teatro di Noto, sempre ovattato e anacronistico, chiuso dentro il tempio, dandogli “nuova forma“, facendolo vivere nel territorio, nei Palazzi, nelle Chiese sconsacrate, nelle Piazze, nelle Strade, coinvolgendo le Scuole, l’Università, facendo laboratori, dando strumenti, continuando a promuovere lavori teatrali sperimentali fuori programma, legando il teatro di Noto con quello francese, creando degli eventi come “Face à Face“, con una sua presenza costante in Città, al contrario della programmazione fatta dal nuovo Direttore Lo Monaco che a prima impressione ci riporta a prima della Direzione Russo, a giudicare dal programma di stagione presentato, intriso secondo noi di retorica culturale che poi è lo specchio della Noto mediocre, chiusa e arretrata, culturalmente identificata con la sottocultura che non si apre né a se stessa, né alla Città di Noto, nonostante sia divenuta Città Unesco, “Patrimonio dell’Umanità“, purtroppo con una visione teatrale troppo provinciale!

Roberto Bellassai

Comitato per i Diritti del Cittadino


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