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IL COMUNE, UNA BAD COMPANY?

business planLa democrazia, tra i suoi cardini fondamentali, prevede la partecipazione del cittadino alle attività di gestione della città. Partecipazione alle scelte e controllo sulle attività di governo. Attività che possono svolgersi attraverso le previste forme di rappresentanza politica o in modo diffuso, dal singolo cittadino o da associazioni.

Proporre atti di gestione, controllare gli atti di gestione, affinchè prevalga sempre il bene collettivo è un ruolo che ogni cittadino di “professione” può svolgere anche senza essere istituzionalmente eletto in organismi rappresentativi.

Confesso che l’attività politica di controllo rischia di stancare presto.

Inseguire le circonvoluzioni e le acrobazie del sindaco e della sua amministrazione è opera faticosa.

Il primo cittadino sembra non sia ancora sceso dall’ottovolante delle elezioni, luogo deputato anche alle stramberie, senza scandalo alcuno, perché il voto bisogna conquistare.

Ma conclusa la fase elettorale non possono più ammettersi. Perché ogni strafalcione, ogni leggerezza, ogni errore ricade sulla città.

Archiviamo pro bono pacis l’ordinanza del Sindaco sul taglio delle piume remiganti dei pappagallini, incredibile intreccio di non senso e ovvietà (ordino di sensibilizzare, vieto ciò che già è reato), evitando l’unica cosa giusta da fare, cioè ordinare al personale del Corpo della Polizia Municipale di perseguire e denunciare chiunque in possesso di pappagallini che, per l’obolo del turista, hanno avuto tagliate le penne remiganti per non farli volare!

Ma la delibera di Giunta sull’affidamento del servizio del check point per i bus turistici non può essere sottaciuta, perché trasforma il comune di Noto in una bad company.

L’amministrazione Valvo era riuscita ad ottenere un finanziamento per avviare il servizio di Bike Sharing, pari ad € 566.160, dei quali circa il 70% a carico del Ministero dell’Ambiente, il 30% circa a carico del comune.

Per evitare di sborsare la somma considerevole di circa 190 mila euro, allora si decise di affidare, previa gara d’appalto, ad una ditta privata la gestione del servizio dietro l’esborso della quota parte ricadente sul comune.

Il privato avrebbe potuto recuperare quella cifra, con margini di utile, con la gestione del posteggio a pagamento per bus turistici previsto nello spazio antistante il Palatucci.

Insediatosi il Sindaco Bonfanti quel progetto viene bocciato perché contrario ai programmi della nuova amministrazione, salvo poi riprenderlo profondamente mutato: il privato potrà recuperare quella somma attraverso la gestione di 150 stalli a pagamento per il parcheggio delle auto in città. Non più il parcheggio dei bus turistici presso il Palatucci. La durata del contratto era prevista in 7 anni, salvo una anticipata cessazione qualora la ditta privata avesse raggiunto anticipatamente la quota parte versata.

Cosa assai improbabile, anche nella durata massima dei sette anni.

Tant’è che nel primo anno di contratto la ditta contabilizza una perdita di 10.000 euro, nel secondo di 17.000.

Dispiace che un privato imprenditore debba subire simili danni economici. Ma fa parte del rischio di impresa. Rischio assai evidente già nella proposta di contratto da parte del sindaco Bonfanti: per rientrare nelle spese e magari guadagnarci qualcosa, tutti i 150 stalli avrebbero dovuto essere occupati da autovetture tutti i giorni dell’anno dalle 8 alle 20.

La nuova amministrazione Bonfanti adesso ha deciso quindi di venire incontro alle difficoltà economiche del privato affidandogli il servizio dell’istituendo Check Point per i bus turistici da realizzare presso lo spazio della Protezione Civile in c.da Faldino.

Si legge nella delibera di Giunta: “considerato che si rende necessario aumentare il flusso dei ricavi della società gestore del servizio per il raggiungimento degli obiettivi finanziari entro la naturale scadenza del contratto”.

In altre parole il rischio d’impresa viene trasferito dall’imprenditore al comune che, così, viene trasformato in una bad company, assorbe le sofferenze economiche di una attività privata.

L’istituzione di un servizio che oltre a deflazionare il traffico nel centro urbano avrebbe rimpinguato le modeste casse comunali, viene affidato a privati per aumentare il flusso dei loro ricavi.

Un servizio che per il presunto ammontare avrebbe dovuto essere appaltato tramite una gara pubblica, viene concesso con affidamento diretto.

Suscita amaro sarcasmo “l’atto di sottomissione” allegato alla delibera di Giunta, con il quale la ditta privata accetta queste condizioni.

L’atto di sottomissione il sindaco lo ha fatto firmare ai cittadini.

Carmelo Filingeri


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5 Responses to IL COMUNE, UNA BAD COMPANY?

  1. avatar

    Corrado Bonfanti Rispondi

    28 luglio 2016 at 09:11

    Caro Carmelo capisco il tuo stato d’animo ma fattene una ragione.

    Primo argomento, piume remiganti, risolto con una ordinanza rafforzativa. Obiettivo raggiunto!

    Secondo argomento, check point, nel rispetto della legge e nella direzione di attuare iniziative che sono utili alla città. Se dovessi ravvisare gravi fatti, penalmente rilevanti, attivati.

    Sai, comunque, che questo tua attività di “protesta” non porta a niente e potresti essere, invece, queste capacità te le riconosco, propositivo e pro attivo per il bene della città. Sai bene che io so ascoltare.

    Buona e serena estate!

  2. avatar

    admin Rispondi

    28 luglio 2016 at 09:46

    Nessun problema sul mio stato d’animo, i cittadini hanno stabilito chi deve governare la città per i prossimi cinque anni. Sarebbe inutile e stupido non prenderne atto. Il mio è un atteggiamento propositivo perché, dal mio punto di vista,  continuo a segnalare, ti assicuro senza alcuna animosità, situazioni imbarazzanti. Probabilmente invierò tutto il carteggio, per averne un parere, all’anac. Ps. Non ne avuto ancora l’occasione, auguri per il reincarico.

  3. avatar

    Stefano Alderuccio Rispondi

    28 luglio 2016 at 12:51

    Buongiorno Sig. Sindaco,

    invece di un’ordinanza contro il taglio delle ali degli uccelli, non si potrebbe fare un ‘ ordinanza contro questo tipo di abusivismo e poi farla applicare?

    Sappiamo tutti che il problema non è il taglio delle ali di qualche pappagallo.

    Non si tratta di una critica al suo personale operato a riguardo, ma di semplice suggerimento per l’interesse della città.

    Cordiali saluti,

    S.A.

     

     

  4. avatar

    Topogigio Rispondi

    28 luglio 2016 at 15:52

    Come sempre il sindaco si trincea dietro la sua spavalderia, chiedo a chi ha i documenti di inviarli alk’anac e alla procura, oltre che la Corte dei conti, e non solo sul bikesharing e parcheggi, ma anche su tutti gli affidamenti diretti ecc.

  5. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    31 luglio 2016 at 09:30

    Il Sindaco Bonfanti che ci vorrebbe tutti a sua disposizione come la sua corte?   Non lo sa che il Cittadino ha il diritto di esprimere liberamente il suo pensiero? di dissentire, di protestare, di dare il suo contributo alla Città anche in alternativa a quello che non condivide!

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