Enrico Gasparri è un artista singolare e poliedrico, un ricercatore che attraverso l’arte e la pittura sperimenta ed esplora saperi e realtà concrete, in rapporto con Università con cui fa dei Progetti, incontrandosi con delle Comunità e dei Popoli che frequenta, dando il suo contributo umano e d’artista, specie se si tratta di minoranze etniche, che per la seconda volta viene a Noto, dopo una sua precedente Mostra, che lo ha fatto apprezzare dal pubblico locale e straniero.
Dal primo Maggio 2026, ha inaugurato un’altra sua Mostra nelle Sale del Museo di Santa Chiara, della Città Barocca, dal titolo: “Un soffio tra i due mondi”
Una Mostra curata da Cristina Nicosia, che è un viaggio nella pittura, in cui il filo conduttore è “l’Etna e il Sudamerica”,due realtà ricche di fascino culturale e dal fuoco vitale sempre acceso.
Un artista nomade della differenza, libero e fuori dalle scuole e dai modi, un viaggiatore instancabile, sempre alla ricerca di nuove realtà, di nuovi mondi, soprattutto di Saperi nascosti, di Civiltà sepolte, tra la Spagna, il Perù, Cuba, il Messico, il Marocco, la Tunisia, con dei ritorni brevi in Sicilia, a Catania, nella sua Città, in cui il Vulcano, l’Etna lo ha forgiato dandogli quell’espressione artistica esplosiva in immagini, in colori che lo caratterizzano e lo rendono unico e sempre in divenire, che esprime attraverso la pittura le sue emozioni e la propria singolarità immanente, bruciando ogni forma, perché la cultura è il movimento dello spirito rettile e incodificabile, che va dal vuoto alla forma e viceversa, in quel divenire che è la costante della creazione continua, soprattutto se condivisa con gli altri.
Un artista persuaso che l’arte deve avere un ruolo sociale reale, che deve soprattutto ridurre le distanze tra gli uomini e iPopoli.
Limitandomi ad accennare di alcuni gruppi di quadri, come ad esempio, Madre Etna, Fuego dell’Etna, Metamorfosi, Unsoffio tra i due Mondi, in cui oltre alla tecnica espressiva del colore prevale soprattutto il rosso acceso delle colate lavichedell’Etna, il tema è quello della donna, della donna vitale, aperta alle metamorfosi, in cui il corpo sensuale ed eroticoprevale su ogni altro suo aspetto, che fa riferimento alla dimensione Dionisiaca, che vivevano e di cui hanno scritto iPresocratici, di quel piacere di vivere e del godere attraverso gli affetti e l’amore la vita sulla Terra, fuori da ogni aldilà.Essendo soprattutto la donna da sempre il principio creativo che da vita, perché senza di lei non esisterebbe vita.
Nell’altro gruppo di tele, in Antica Marina, The Ocean, Mare Dentro, The Perfett Storme, il tema è quello del viaggio,della ricerca, in cui l’artista esplora Paesi lontani, Città, Comunità del passato, per conoscere Saperi perduti o nascosti,come hanno fatto in passato artisti e poeti, come ad esempio, Paul Gauguin e Arthur Rimbaud, che andavano alla ricercadi nuove espressioni artistiche, e nuovi modi di vivere lontano dalla civiltà, da quella civiltà che spesso rende “invivibilela vita“.
In merito alla tela dal titolo: “Navutan”, si tratta di una tela che rappresenta simbolicamente “il Grande Capo degli Atlanti bianchi“, cioè il Cristo gnostico sudamericano, un particolare e singolare quadro di un Cristo non morto in croce, maattaccato a un albero.
Per essere un po’ più chiaro, in fondo mi chiedo: che cos’è questo viaggiare continuo, questo conoscere, sperimentare ilcolore, soprattutto il rosso acceso persistente, che prevale nella pittura di Enrico Gasparri?
Questo rompere le forme, non è forse un divenire e un attraversarsi continuo, che “spezza il linguaggio per raggiungere lavita“ per dirla con Antonin Artaud.
Roberto Bellassai










