Il Sindaco Corrado Figura non aveva ancora smesso la fascia tricolore per le foto sul terrazzo di Palazzo Ducezio e davanti la Cattedrale, aveva appena giurato che ogni sua azione sarebbe stata nel solo ed esclusivo interesse della città, ed ecco il suo primissimo atto.
Non l’ospedale, non i rifiuti, non l’acqua.
Piuttosto bloccare l’iter di approvazione del Piano Regolatore Generale. Atto di inaudita gravità.
Il principale strumento urbanistico di cui la città è priva da 30 anni, senza il quale non potrà mai avviarsi una pianificazione dello sviluppo delle aree, trovarsi soluzioni razionali e coerenti alle criticità, avviare uno sviluppo economico-sociale, accedere ai fondi del PNRR per quegli assi strategici afferibili alle previsioni di piano.
Blocca l’iter chiedendo al Genio Civile di sospendere un parere esclusivamente di natura tecnica: la coerenza del piano alle caratteristiche geomorfologiche del territorio ai fini della tutela antisismica.
Blocca l’iter sulla base di un presupposto falso ed ipocrita: la necessaria partecipazione della città alla discussione.
Ipocrita e falsa perché il Sindaco ben sa che quando era il Presidente del Consiglio Comunale la terza Commissione Consiliare, presieduta da me e che aveva fra i componenti Pippo Bosco, Salvatore Veneziano e Giovanni Campisi, suoi attuali alleati, ha organizzato diversi incontri fra i progettisti e portatori di interesse: albergatori, operatori economici, geometri, ingegneri, architetti, geologi. Incontri, assemblee, dibattiti che ci sono pure stati durante la scorsa consiliatura.
Ipocrita e falsa perché il Sindaco ben sa che i successivi passaggi dell’iter per il PRG, prevedono una fase di adozione da parte del Consiglio Comunale e di osservazioni dei cittadini, che aprono di fatto un ulteriore confronto con tutta la comunità.
Bloccare l’iter del PRG significa abbandonare il territorio a chi ne vuole farne scempio, ai cementificatori, ai lottizzatori di Eloro.
“Giuro di agire per il bene di tutti i cittadini”.
Mai giuramento è stato così velocemente, miseramente e spudoratamente tradito.
Aldo Tiralongo










