Sono Giovanni Bressan, architetto a New York, ma nel periodo estivo abito un casolare ristrutturato nelle campagne tra Noto e Palazzolo.
Da anni seguo il dibattito sul nuovo Piano Regolatore e devo constatare che le due aree culturali che per anni si sono confrontate sulla estensione delle zone agricole (zone E) e sulla possibilità o meno di edificare in esse manufatti residenziali, si sono trasformati in schieramenti politici.
I due schieramenti politici fanno capo ai signori Figura e Tiralongo che, non avendo avuto il piacere di conoscere, non influenzeranno le mie considerazioni basate esclusivamente (in attesa di conoscere i loro programmi) su loro dichiarazioni e/o su quelle di persone e gruppi politici a loro vicini, presenti sui vari social.
A tal proposito noto che mentre il “raggruppamento Tiralongo” ha rilasciato precise dichiarazioni sul nuovo p.r.g. , altrettanto non posso dire del “raggruppamento Figura”.
Ma andiamo per ordine.
Il candidato a sindaco Tiralongo ha dichiarato:
“Noi siamo per il p.r.g. così come è stato redatto dai progettisti”.
Sul p.r.g., in assenza di dichiarazioni ufficiali del sig. Figura, debbo necessariamente considerare le posizioni di alcuni gruppi politici che fanno parte dello schieramento Figura come Noto Nostra (pare maggioritario in questo raggruppamento) e noi per Salvini, movimenti da sempre favorevoli a restringere le zone agricole e alle costruzioni di manufatti di tipo residenziale in zona E.
Sono tre i parametri da considerare, come riportato in tutti i manuali di pianificazione urbanistica, perché possa essere intaccato il territorio, il TESORO DELLA CITTA’: l’aumento della popolazione, il patrimonio immobiliare a disposizione, le zone residenziali presenti nel p.r.g..
Esaminiamo questi tre parametri.
- La popolazione di Noto è sostanzialmente stabile, anzi negli ultimi anni si è registrato, come in tutto il meridione, un aumento dell’emigrazione giovanile.
- Il patrimonio immobiliare disponibile per gli acquirenti è enorme: in certe zone della città le case in vendita superano quelle abitate. Le campagne sono piene di masserie, casali deruti, scheletri in cemento, ville e villette tutti immobili messi in vendita.
- Il vecchio p.r.g., attualmente in vigore, individua ben 317.760 mq. ancora non edificati con una capacità insediativa, secondo gli indici dell’attuale p.r.g., di 30.687 abitanti. A questa enorme estensione bisogna naturalmente aggiungere le zone C previste nel nuovo strumento urbanisti
Le mie osservazioni tecniche terminano qui. Ma mi sia concesso concludere con una mia riflessione.
Rivedere l’estensione delle zone agricole avrebbe un’unica conseguenza: il prg, eventualmente cambiato secondo i desiderata dello schieramento Figura, sarebbe sommerso da una valanga di ricorsi, e la sua entrata in vigore sarebbe rimandata sine die con conseguenze gravissime per la città. Ne citiamo solo due:
- Si perderebbero molti fondi del Recovery Plan perché la città sarebbe priva dello strumento di programmazione urbanistica.
- Non si potrebbe dare inizio a opere fondamentali come la strada che dalla statale 115 conduce direttamente all’ospedale.
Non dimentichiamo che la mancanza di tale collegamento è stato uno dei motivi della chiusura del Trigona.
Veramente si desidera questo per la città?
Giovanni Bressan











Condivido quanto suddetto dall’Architetto Bressan, inoltre aggiungo che bisogna avere del coraggio nelle scelte del prg,in una visione di sviluppo che vuole valorizzare il grande patrimonio edilizio a disposizione,che dovrebbe andare a braccio con sviluppo agroalimentare.