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AL MIO SEGNALE SCATENATE L’INFERNO ….

CipollaE’ una brutta notte per dormire, come non ne passavo da tempo. Un fastidioso stato di dormiveglia, assurdamente animato da immagini di cipolle e cerchi, cerchi e cipolle, non vuole saperne di mollarmi per lasciar posto al meritato riposo.

Non appena chiudo gli occhi, vinto dalla stanchezza, tac, una rossa cipolla o un immenso cerchio me li fa di nuovo sbarrare. Alle tre del mattino, raggiunto il culmine di questa sorta di supplizio, decido di alzarmi e di ubriacarmi di stupidaggini su internet, magari riesco a prendere sonno.

Vado sulla pagina www.lasicilia.it  del primo marzo e trovo un resoconto della leopolda siciliana, fortemente voluta dal renziano di ferro Faraone. Scorro le dichiarazioni e per un attimo, complice l’ora notturna, mi sento come Nanni Moretti che ascolta D’Alema in tv…. Ma dilla qualcosa di sinistra. Dilla, cazzo. Ecco allora una faziosissima carrellata delle rivoluzionarie dichiarazioni del pro-console siciliano:

Noi qui prendevamo percentuali irrisorie, il centrodestra ci surclassava. Se oggi vogliamo vincere dobbiamo costruire le condizioni per cui chi prima votava dall’altro lato oggi ci voti». 

“Cambiano le parole d’ordine e il modo di concepire la sinistra. Le ideologie che hanno ancorato la sinistra ai totem non hanno permesso di costruire e far fare passi in avanti”.

“Stiamo costruendo UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE …”

“… il Pd è andato OLTRE LA GENTE E I CITTADINI … non siamo una corrente, SIAMO OLTRE LE CORRENTI..”

 Oltre le correnti … di nuovo in dormiveglia.

Mi sento in balia del mare, una corrente (?) mi porta verso il largo. In questa strana condizione, vedo sul bagnasciuga Faraone in mezzo ad una folla sempre più crescente, trasformarsi in Massimo Decimo Meridio (Il Gladiatore, n.d.r.) all’atto di pronunciare la famosa frase ai suoi fedelissimi : “Al mio segnale scatenate l’inferno”….

 … Mi sembra di vedere qualcosa che galleggia. Forse una barca. No, cazzo, è una grossissima cipolla, di nuovo, con tanti cerchi intorno, anch’essi galleggianti. No, sono salvagenti. Almeno sono in salvo, ma anche di nuovo sveglio.  E se le cose di più alto profilo non mi addormentano, allora è la volta di quelle più terra-terra.

 Le cronache di questi giorni di rendono partecipi di un’apparente indecifrabile mossa, al limite dell’auto-lesionismo,  del nostro sindaco Bonfanti.

Nu rusalinaru assessuri a Nuotu … Cosi mai visti …  Siemu terra di conquista ….”. I cassarioti scatenati come non mai, nell’antica arte netina di criticare chi è al potere e, come direbbe qualcuno, ci mette la faccia nelle proprie scelte. I soliti irriducibili provinciali.

Certo, per chi come me non è avvezzo alle raffinate strategie di palazzo, la scelta appare enigmatica.

Azzardo un’ipotesi. Potrebbe essere un’arguta manifestazione delle mire espansionistiche dell’attuale amministrazione che in varie occasioni non ha nascosto l’ambizione di porci (inteso come verbo riflessivo) come cittadina leader della zona sud del consorzio libero (ricordo che la parola “provincia” è ormai superata) del siracusano?.

L’idea sta nel privare pian piano i centri viciniori della loro elite politica, facendola nostra, per nascita, per residenza,  fino a cooptarli nella loro vita politica, attività in cui eccellono più di tanti sedicenti netini. E’ iniziata con i primi consiglieri, oggi, rotti gli indugi, si passa ad assessori ed onorevoli…. banditi (?) i tradizionali ed aridi campanilismi, Noto si apre alle scelte che privilegiano il territorio, inteso come fertile occasione di scambio per soddisfare i reciproci interessi di comunità viciniore.

Così gli ospedali Trigona e Di Maria, si evolvono nell’Ospedale Noto-Avola. Un sinergico e armonioso tutt’uno che vede tutti i reparti al Di Maria di Avola e quelli della lungo degenza a Noto. Un mirabile equilibrio  che potrebbe però essere turbato se qualche clinica privata, magari siracusana,  dovesse decidere di trasferire a Noto ben 60 posti letto. Uno sgarbo non solo per Cannata, ma persino per il fotorenziano Garozzo.

I più informati sostengono che ci sia già almeno una manifestazione di intenti, che il nostro primo cittadino vanterà nella prossima pubblica assemblea congiunta con il collega avolese che, ne sono certo, stenterà a non manifestare invidia per questo ennesimo successo della nostra amministrazione. Magari non vedremo gli effetti di questa meritoria adesione, prima dell’estate del 2016. Ma poco importa. Renzi ci ha abituati a considerare gli obiettivi annunciati come traguardi già ottenuti. Ubi maior …..

Di nuovo Renzi. Di nuovo in dormiveglia …  Mi sembra di vedere insieme Faraone, Foti, Cafeo e Garozzo che cacciano via, inveendo, un omino che si fa sempre più piccolo …. Viene verso di me, è mortificato … è …. è …. è Marziano. Solo in sogno potevo avere l’onore di parlare con lui.

Non sapendo cosa dire, tanto per fare conversazione, gli faccio la prima domanda stupida che mi viene in mente: “ma è vero che lei si candiderà a sindaco di Noto il prossimo anno?” . Lo vedo d’un tratto rianimarsi e con tono confidenziale mi confessa. “Se quei brutti ceffi vetero-democristiani di rimbalzo riescono a buttarmi fuori da tutto, se non dovesse esistere più neanche una residua “sinistra diffusa”, vuoi che nel 2017, all’età di soli 65 anni,  dopo aver visto navi da combattimento in fiamme al largo di Orione e i raggi beta balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser (!?) … mi metta da parte, facendo sì che quell’impareggiabile capitale di esperienza e competenze vada perduto nel tempo … come lacrime nella pioggia (!?) …  potendo invece tornare utili alla mia indimenticata città natia? Pensa, se riuscirò a rintuzzare avversari della levatura del “pensionato perditempo”& C. e a chiudere un patto di ferro con l’intramontabile Gennuso, posso permettermi il lusso di tenere il mio PD insieme all’attuale sindaco fino a due o tre mesi dalle prossime elezioni, per poi mollarlo in malo modo. Uno in meno, magari non il più pericoloso, ma sempre uno in meno tra me e dieci anni, te lo garantisco, di indimenticabile sindacatura.”

Minchia, ma certuni non si riposano proprio mai, neanche nei sogni.  E io che vorrei sprofondare in un lungo sonno e invece… Invece, manco a dirlo,  di nuovo l’odiato cipollone, stavolta con tanti cerchi disegnati fuori. Un vero incubo ….. Risultato? Di nuovo sveglio.

 Dicono che l’intelligenza sia essenzialmente la capacità di porre relazioni. E io, pur nella mia estrema limitatezza, continuo ad associare la cipolla a qualcosa di circolare. D’altra parte, penso, la cipolla tagliata si separa a cerchi. E’ perciò un’associazione così banale? Mah. Stavolta però mi sovviene una singolare assonanza. Il neo assessore della discordia vive stabilmente in quell’isola di territorio netino, nei pressi di Rosolini, meglio conosciuta come contrada Cipolla. Sì, ma i cerchi?

 Di nuovo su internet per cercare ispirazione. Nell’archivio di evarconews scovo tre articoli che mi confortano nella mia pur tardiva intuizione. Vi do subito i link:

<http://www.evarconews.it/larte-della-prestidigitazione-4-puntata-sembrava-la-solita-marchetta-elettorale/>

<http://www.evarconews.it/toti-si-nasce-e-noi/>

<http://www.evarconews.it/lettera-aperta-ai-consiglieri-del-pd-di-noto/>

 Cipolla & Cerchi” diventano d’un colpo “Cipolla & Rotatoria”.

 Ricapitoliamo per gli smemorati come me. Il 9 gennaio del 2014 il consiglio comunale netino avrebbe dovuto esprimersi su “Cessione territorio al Comune di Rosolini comprendente il tratto stradale della SS 115 dalla progressiva chilometrica 359+430 coincidente con il confine delle province di Ragusa e Siracusa, alla progressiva +940 coincidente con il comune di Rosolini”. Un capolavoro di tecno-ermetismo che mal celava una strana e infida manovra finalizzata ad accorpare al territorio di Rosolini una parte di territorio netino in cui si sarebbe realizzata una nuova rotatoria (!!) per rendere finalmente più sicuro  l’incrocio tra la strada Ristallo Masicugno e la statale 115.

E dove cascava la rotatoria? Proprio nella contrada Cipolla (!!). Bingo (qualsiasi gratuito riferimento è ovviamente non voluto).

 L’amministrazione attuale, lungimirante e con le idee chiare fin da allora, decise di negare la cessione del territorio a Rosolini e oggi, finalmente, ne sappiamo il perché.

Se ciò fosse successo,  tra i terreni irrimediabilmente perduti, proprio a ridosso della rotatoria,  ci sarebbe stato anche quello in cui insiste l’abitazione del neoassessore, che adesso non avremmo ahimè potuto considerare concittadino, ma “rusalinaru”. Mi piace pensare, anche se non ho conferme in tal senso,  che fu proprio il neoassessore, da stretto collaboratore dell’onorevole che aveva fortemente voluto quell’opera, ad opporsi strenuamente allo scorporo che lo avrebbe irrimediabilmente privato della cittadinanza netina di cui, ne siamo certi, era già tanto fiero.

 E chissà quali contrasti dovette superare il futuro assessore, dato che nel gennaio del 2014, per le difficoltà frapposte dall’amministrazione netina, l’onorevole … bandito (?) ogni indugio, arrivò al punto di dichiarare che “Il primo cittadino di Noto ha dimostrato sin qui di non essere all’altezza di tutelare il territorio. Il suo governo è incapace anche a gestire la raccolta dei rifiuti urbani (altro grande capitolo oggetto di successive trattazioni, n.d.r.) che spesso viene fatta dai Comuni limitrofi come Palazzolo, Pachino e Rosolini. Però è solerte a vessare i cittadini facendogli pagare le tasse per un servizio che non viene effettuato.”.

Per fortuna l’onorevole si è oggi ricreduto (!?), e mi pare perciò giusto che Medica , per il suo attaccamento alla netinità, mostrato in tempi non sospetti, venga oggi premiato con questo riconoscimento.

E ancor più giusto che sia proprio lui, da assessore ai lavori pubblici,  a sovrintendere ai prossimi lavori di realizzazione della rotatoria che arriveranno, pensate, persino a espropriargli   una parte della sua proprietà. Se questo non è anteporre il bene comune ai propri interessi ….

 Un bel tratto di statale interessato dalla rotatoria, verrà declassato a strada comunale netina, per cui la relativa fascia di rispetto si ridurrà drasticamente rispetto agli attuali 40 metri. Così gli edifici che prima si trovavano in quella fascia (sicuramente oggetto di sanatoria) ora potranno legittimamente essere ampliati, ovviamente se l’estensione dei terreni  in cui insistono glielo permetterà.

Mi rivolgo ora ai soliti “libero-consortili” (ex provinciali) cassarioti. Pur di dire la vostra, ventilerete che tra le numerose case “graziate” dal declassamento c’è pure quella del neoassessore, ipotizzando fantomatici conflitti di interesse e chissà che altro.

 Vergognatevi, meritate di essere governati solo da netini.

Precisino


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2 Responses to AL MIO SEGNALE SCATENATE L’INFERNO ….

  1. avatar

    Corrado Bonfanti Rispondi

    15 marzo 2015 at 08:57

    Caro Precisino, siamo alle solite con i cuor di leone, sono dispiaciuto per la notte insonne, ma, per pietà, un po’ di rispetto per chi la notte dorme e il mattino deve leggere queste emerite castronate. Fantasia tanta, realtà inesistente.
    La sola scusante è che la notte insonne ci trasforma, ci confonde e ci estranea dalla realtà.
    Anche in questo caso, disponibile ad un confronto pubblico o privato su tutti gli argomenti trattati; fatti e non supposizioni.
    Cordialità sempre, spazio agli impostori di mestiere mai.
    Buon lavoro.

  2. avatar

    Corrado Bonfanti Rispondi

    15 marzo 2015 at 08:59

    Caro Precisino, siamo alle solite con i cuor di leone, sono dispiaciuto per la notte insonne, ma, per pietà, un po’ di rispetto per chi la notte dorme e il mattino deve leggere queste emerite castronerie. Fantasia tanta, realtà inesistente.
    La sola scusante è che la notte insonne ci trasforma, ci confonde e ci estranea dalla realtà.
    Anche in questo caso, disponibile ad un confronto pubblico o privato su tutti gli argomenti trattati; fatti e non supposizioni.
    Cordialità sempre, spazio agli impostori di mestiere mai.
    Buon lavoro.

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