Per le Edizioni Pro Noto, è stato pubblicato e presentato il 29 Novembre nei locali della Pro Loco, il libro dal titolo: Il filo conduttore, un libro di Aforismi del Dott. Vincenzo Arancio, che ha in copertina l’immagine di una sua Tela dal titolo: “Il Primario“, in cui sia l’aspetto che la postura, fanno pensare a un Medico rigoroso di vecchio stampo, che sembra alludere simbolicamente ad un suo riferimento e a un modello di Medico autorevole e responsabile nella sua professione.
Il Dott. Vincenzo Arancio è un Medico aperto culturalmente, dall’ironia sottile, che oltre ad avere fatto il Medico di famiglia, ha esercitato ed esercita ancora anche quello di Dermatologo, conosciuto a Noto e fuori Noto, che ha sempre avuto e praticato un’Etica professionale dallo stile e dalla passione di Medico alla Charles Bovary.
Ed è l’Etica professionale di Medico, che come metodo ha trasfuso nella sua attività culturale e artistica della Pittura, della Scultura, nel Jazz, ed ora negli Aforismi, collocandosi sulle spalle dei giganti del passato.
Si potrebbe dire, che Il Filo conduttore vuole evidenziare questo concatenamento tra la sua professione di Medico e l’attività Artistica, perché in fondo l’Etica e l’Estetica vanno a braccetto, essendo aspetti basati sulla ricerca, sullo studio e sulla creazione, che hanno permesso a Vincenzo Arancio e ad Alberto Frasca, — (quest’ultimo un soggetto di primo piano a Noto, sotto l’aspetto culturale e politico, unico Sindaco dello storico PCI, che organizzò nel 1977, durante il suo mandato il famoso Simposio sull’Architettura, con studiosi e ricercatori come Cesare Brandi e Andrè Chastel ) — di incontrarsi per dare ognuno il proprio contributo al libro, scrivendolo a quattro mani, che Gilles Deleuze definisce una “doppia cattura”, cioè un incontro che può essere anche uno scontro, in cui viene prodotta l’Opera, aprendosi entrambi a un divenire “ anche altro “ , rispetto ai loro precedenti processi culturali.
Di questo libro mi limiterò a commentare una serie di Aforismi, che ritengo si prestano a più di una interpretazione cominciando da
N. 20) Si può conoscere una persona da ciò che legge, come dalle compagnie che frequenta.
Per quanto possiamo conoscere una persona anche attraverso le letture o le persone che frequenta, possiamo ricevere delle impressioni, farci delle idee attraverso il suo modo di esprimersi, di essere e delle amicizie che frequenta, ma si tratta sempre di personali opinioni, che magari corrispondono alle nostre analisi soggettive, ma sono solo delle conoscenze immaginarie, spesso non oggettive, anche perchè ognuno di noi è potenzialmente insondabile.
N. 24) I bei modi non contano se non sono accompagnati da belle azioni.
Quì l’unità tra i modi e le azioni non possono scindersi, vanno infatti di pari passo perché sono basati su un’Etica, che diviene una disciplina per il corpo e per lo spirito, alimentando la coerenza che permette la crescita e lo sviluppo culturale, politico e sociale.
N. 28) C’è da imparare dalle persone volgari.
Mi viene in mente il romanzo Paradiso perduto, di Enry Miller, dove si parla di due personaggi: Miller e Moricand, in cui Miller fa del bene a Moricand, che di professione era un Mago solo e squattrinato, ospitandolo in casa propria e condividendo anche i pasti insieme alla sua famiglia. Moricand però comincia a creare dei piccoli problemi, chiedendo continuamente dei favori, esigendo da Miller quasi l’eccesso dei favori richiesti, richieste e problemi che si ripetono quasi quotidianamente, al punto che Miller insieme alla moglie decide di mandare via Moricand! Ed infatti, lo mandano via di casa. Penso che in questo romanzo Miller parla del doppio, che è compresente in ognuno di noi, di quel doppio che potrebbe armonizzare l’altro attraverso degli
Shock da parte dell’ospite, che si comporta in maniera bizzarra e volgare. In fondo il bravo e singolare Miller vuole farci notare che ognuno di noi, al di là dei ruoli che frequentiamo e con cui spesso ci identifichiamo, abbiamo dei debiti e crediti inconsci l’uno con l’altro.
N. 34) Oggi la libertà di stampa si limita in uno sfogo licenzioso e maldicente.
Infatti, la stampa di oggi, a parte qualche eccezione, oltre ad avere il Padrone in Redazione, per dirla con Giorgio Bocca, si limita a dare delle notizie di cronaca politica sempre in difesa del Palazzo e di chi ci sta dietro, mentre riguardo alla cultura, siamo ancora a quella cultura consolatoria e ornamentale, denunciata nel passato da Elio Vittorini.
N. 59) Sulla terra non c’è bene che possa diventare male, nè ci sono disgrazie che non possano trasformarsi in benedizione.
Bene e male sono due forze opposti, due forze che sono in ognuno di noi, due forze che per i Presocratici creavano il concetto di Tragedia, che Sofocle ed Eschilo mettevano in scena al Teatro Greco. Tragedia in cui si distingueva la dimensione Dionisiaca da quella Apollinea, cioè la dimensione dei flussi e dei riflussi, rispetto alla dialettica socratica, sia nell’Arte che nella vita.
N. 75) A volte una coppia sposata può scoprire la perdita reciproca di interesse.
Questo succede quando l’energia amorosa si abbassa di livello, per cui viene a mancare il dovuto dialogo, di conseguenza succede che ci si ingloba l’uno con l’altra fino a cristallizzarsi, per poi stabilirsi e stabilizzarsi quella forma di potere fatto di apparenza e rappresentazione, in cui c’è chi esercita il potere fuori casa e chi dentro casa.
N. 89) La più bella donna di pessima cultura non vale più di una bambola ben azzimata.
Ci sono donne che molto spesso assumono ruoli Istituzionali di primo piano, che culturalmente e politicamente offendono la donna con i loro comportamenti politici, soprattutto perché assumono e cavalcano il modello culturale e politico dominante, facendo i forti con i deboli e i deboli con i forti. Così come ci sono “ donne dal basso “ , che oltre ad avere una coscienza politica, fanno la differenza, perché “ divenute donne “ , direbbe Simone De Beauvoir, praticando quella cultura non – violenta, per una reale dimensione culturale, politica e scientifica alternativa al sistema.
N. 95) La virtù del silenzio è spesso più eloquente e conciliante di ogni carattere dominante.
Il silenzio è un pre – linguaggio che permette la riflessione critica rispetto al linguaggio e alle azioni autoritarie, che tendono a manipolare l’altro/a, può anche alimentare nei soggetti delle latenze che permettono di creare la compresenza di un “Testimone interiore “ , per fare crescere la pianta della pratica della cultura non – violenta.
N. 152) Se il patrimonio d’arte potesse sollevare una nazione, l’Italia potrebbe vantare una popolazione modello.
Purtroppo per noi, il ruolo dell’Arte in Italia, a parte eccezioni, è solo Estetico, infatti ogni centro storico con tutte le sue Opere d’Arte viene messo a reddito da parte dei poteri nazionali, regionali e locali, per alimentare il PIL, non per fare crescere culturalmente i Popoli, ma semplicemente e formalmente rappresentarli.
N. 196) Non è leggerezza l’abitudine di considerare le cose dal lato umoristico, leggerezza che spesso ci aiuta a sorridere in mezzo al dolore.
Solo chi è realmente libero riesce ad interpretare la realtà con ironia e umorismo, ridendoci sopra, un po’ come fanno certi Monaci Buddhisti, che davanti a dei fatti tragici, riescono a sorridere praticando lo Zen.
N. 237) La Pittura e la Scultura sono la ginnastica dell’occhio.
Sono due importanti discipline dell’Arte e dello Spirito, che sollecitano l’occhio e lo sguardo fino a farci soggettivamente attraversare processi culturali che si collocano nell’impossibile.
N. 256) E’ mia convinzione che la forza di volontà non solo contrasta le infermità degli anni, ma le tiene a debita distanza.
La volontà in atto è una potenza che rende autorevoli, alimentando quella volontà di potenza molto cara a F. Nietzsche.
N. 263) Oggi la moda ha colonizzato il cervello.
La moda con le sue continue variante, voluta da Capitalismo dal modello liberista, ha reso il “ soggetto attuale, “ generico “ , e attraverso l’ideologia dei consumi ha cancellato formalmente la coscienza di classe, che serpeggia in maniera sotterranea, esplodendo in violenza, in delitti e in femminicidi, che i Media gestiscono con un linguaggio spettacolare alla moda del momento, colonizzando non solo simbolicamente l’immaginario dei proletari e dei sottoproletari.
N. 314) Oggi a Noto, Città dell’Arte, quel che meno si coltiva è l’Arte, lasciata quasi come privilegio al godimento dei turisti.
La Città di Noto, dallo stile barocco o tardobarocco, ha una dimensione artistica esteticamente armoniosa e singolare, ma a parte le Mostre dei vari Artisti, che vengono da fuori Noto, non si riesce a fare maturare quella cultura civile, che dovrebbe contribuire a sollecitare le dovute regole nel centro storico e nel suo Territorio, soprattutto in chi gestisce la Città, infatti il potere politico è completamente sordo sotto questo importante e basilare aspetto, a cui si aggiungono i vari Media, che nei loro interventi pubblici, trattano la Città superficialmente, cioè da “Post Cartolina” ! Infatti, non vengono applicati i dovuti Piani, a cominciare da quello Estetico, che comprende anche quello del Colore e della Luce, per poi continuare con quello del Verde, del Traffico e quello Antisismico. In breve: nel centro storico di Noto, non vi è nessuna regola che possa educare i Cittadini al rispetto e al gusto estetico, quindi all’identità dei luoghi. Di conseguenza quando una Città non viene gestita nella maniera dovuta, quale senso può avere l’Arte, se non viene trasfusa nel corpo della Città, per curarla, salvaguardarla, tutelarla e valorizzarla realmente? Infatti, non ci può essere nessuno spazio per l’Arte! Si può solo continuare a fare Convegni sul Barocco e sull’Arte, in cui i Relatori comunemente spaccano il capello in quattro su un argomento, per poi continuare in Città a farfugliare di Arte, senza alcun Progetto reale per il centro storico, nè per legarlo alle varie periferie, continuando a vivere politicamente ed esteticamente di rendita culturale!
N. 332) Solo gli uomini forti conoscono l’amore, solo l’amore comprende la bellezza, solo la bellezza forma l’arte.
Solo gli uomini autorevoli, che si sono svegliati dal sonno e si disfano del concetto di soggetto, conoscono l’amore e frequentano le passioni gioiose, che permette la creazione artistica. Tra questi uomini ci sono stati anche chi è divenuto un’Opera d’Arte, liberandosi anche dai suoi feticci. Così anche chi ha sentito il dovere di “ salutare la bellezza “ ,perchè la “ trovava amara ” , come il poeta maledetto geloso dell’attimo, Arthur Rimbaud.
N. 335) L’arte è la gioia di essere se stessi.
E’ un percorso molto singolare, un viaggio per vie alternative, un viaggio senza meta, che in compagnia di quella “ gioia creativa “ , può condurre non solo alla conoscenza di se stessi, ma al superamento continuo di se stessi, per liberarsi dalle gabbie dell’identità e della personalità in serie, ma anche di altri ruoli, che non fanno che ingabbiare lo spirito e il Corpo rettile e non codificabile, che potenzialmente è in noi. Anche perché … “ E’ nella natura dello spirito appropriarsi di tutte le conoscenze… per dirla con il Dott. Vincenzo Arancio, con il suo Aforisma N. 373.
Roberto Bellassai










