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UNA OFFESA ALLA INTELLIGENZA E ALLA CITTA’

Ricordiamo ai lettori, prima di addentrarci nel secondo capitolo della SAGA DELLA BELLEZZA SECONDO BONFANTI, la dichiarazione rilasciata dal Sindaco in occasione del disastroso incendio di Notre Dame e riportata nel precedente articolo Piano Alto: Come Volevasi Dimostrare: Ed entrambe (le cattedrali di Noto e Parigi, n.d.r.) continueranno ad essere il riferimento di chi crede e di chi pensa e di chi ritiene che la bellezza sia comunque la fonte di un’etica pubblica che guarda al corso lungo della storia (Tutto su Noto, 17/ aprile 2019).

 

Capitolo secondo, i giardini pubblici.

La villa è stata per generazioni di Netini il luogo di incontro, dei primi amori, di divertimento, di discussioni infinite sulle partite della locale squadra di calcio ed è ancora il biglietto da visita per i tanti che vengono a visitare la città barocca.

Ci sembra superfluo soffermarci sulle condizioni pietose in cui si trovano i giardini pubblici, giornalmente documentate in vari giornali on line da esasperati concittadini.

Ricordiamo, invece, i numerosi interventi che Bonfanti, Sindaco con delega all’urbanistica, ha fatto, senza uno straccio di progetto d’insieme, alla villa tanto cara nella memoria di molti netini:

  • Eliminazione della ringhiera
  • Posizionamento di giochi per bambini
  • Parcheggio per auto poi sequestrato dalla Guardia di Finanza
  • Ripristino della ringhiera
  • Posizionamento delle casette per i commercianti in viale Marconi
  • Muro di contenimento in viale Marconi
  • Area attrezzata per la fermata degli autobus e servizi di prima assistenza turistica quale riqualificazione urbana di largo Pantheon e miglioramento della viabilità su via Pola.
  • Nuova fontana.

Quale progetto, quale visione complessiva dei giardini pubblici lega tra loro questi interventi che appaiono slegati, contraddittori e persino dannosi?

Sicuramente Lei, sig. Sindaco, che fa della bellezza il faro della sua azione amministrativa, saprà che un sinonimo di bellezza è armonia (le consigliamo di leggere Ugo Foscolo), potrà quindi spiegare ai lettori quale legame armonico lega questa sequela di operazioni urbanistiche.

Un cenno particolare merita “l’area attrezzata per la fermata degli autobus e servizi di prima assistenza turistica” che sta sorgendo a ridosso della chiesa del Pantheon.

Tutte le città e soprattutto le città d’arte tendono liberarsi dalla morsa del traffico facendo fermare i pullman fuori dal centro abitato (es. Taormina, Perugia, ecc.)

Il nuovo p.r.g. di Noto, concepito in modo da liberare la città dalla stretta del traffico, prevede la fermata degli autobus nello spiazzale della Protezione Civile e navette che continuamente fanno la spola con la città.

Se la fermata dei pullman è prevista fuori la città, perché i servizi di prima accoglienza (si suppone informazioni e bagni) vengono posti nel centro storico, in una zona soffocata dal traffico e a ridosso di un monumento?

Ed il colmo è che l’area attrezzata è posizionata (contro il buon senso e i principi elementari di urbanistica) dalla parte opposta in cui attualmente si fermano gli autobus. Chi vorrà chiedere un informazione o chi vorrà andare in toilette dovrà attraversare la strada e poi riattraversarla per salire sugli autobus o andare al centro monumentale. Immaginate la confusione quando arriveranno centinaia di alunni che sciameranno tra le pensiline, i bagni, l’ufficio informazioni zigzagando tra auto, motocicli e pullman!  In via Pola e nell’adiacente viale Principe di Piemonte il traffico sarà bloccato. Di conseguenza l’infernale caos di viale Confalonieri, all’ingresso della città, subirà una crescita esponenziale e sarà permanente.

E facile previsione che questa colata assurda di cemento nel centro monumentale della città fra qualche anno dovrà essere abbandonata e sarà solamente ricettacolo di topi e sporcizia, un monumento allo spreco e all’insipienza, abbellita da una lucida targa in ottone dove le generazioni future potranno leggere: EDIFICATA ANNO DOMINI MMXIX SINDACO BONFANTI  CHE CREDEVA CHE PENSAVA CHE RITENEVA LA BELLEZZA FONTE DI UN’ETICA PUBBLICA CHE GUARDA AL CORSO LUNGO DELLA STORIA.

Passione Civile

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One Response to UNA OFFESA ALLA INTELLIGENZA E ALLA CITTA’

  1. Daniele Manfredi Rispondi

    7 Giugno 2019 at 08:32

    Buongiorno senza entrare nel merito del concetto di armonia e bellezza mi preme solo fare presente che al momento non vi è nessuna previsione di PRG al riguardo un eventuale terminal bus ne in c.da Faldino ne in nessun altra area periferica della città

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