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SUGLI SPAZI ESPOSITIVI DEL COMUNE DI NOTO

LogoPASSIONE CIVILESpazi espositivi pubblici e loro destinazione

Noto è una città d’arte che sta diventando sempre di più sede di mostre importanti, meta prescelta e crocevia di artisti del territorio, italiani e stranieri, importanti, più o meno affermati, emergenti. Tale vocazione è stata ben interpretata dalle politiche culturali che da anni oramai hanno consolidato questa linea di indirizzo. Manca tuttavia il vero e proprio salto di qualità che è un’organizzazione disciplinata  da regole certe e trasparenti che mettono gli amministratori di turno al riparo da qualunque possibilità di arbitrio o uso clientelare degli spazi da assegnare, anche involontario e in buona fede. Poichè l’interesse di Passione Civile è realmente il bene comune e la volontà di vedere Noto ben amministrata, prendendo spunto dall’episodio che ha visto bloccare l’inaugurazione della mostra fotografica “ Le certezze di Mario” ai bassi di Palazzo Ducezio un’ora prima dall’orario prefissato da tempo, ci sembra opportuno sottolineare che, a nostro avviso, è la confusione che regna ancora in questo settore così strategico, ad aver determinato il fatto così poco elegante e certamente non comprensibile dal comune cittadino, il solo vero soggetto leso e di cui noi prendiamo le parti.

La destinazione degli spazi espositivi nel nostro lo Comune infatti, non è regolamentata in maniera del tutto trasparente, non esiste uno strumento certo con cui si specifica dove debbano essere esposte le opere di artisti riconosciuti e dove debbano andare invece quelle dei dilettanti e se questi spazi debbano essere concessi gratuitamente o a pagamento, dato che quasi sempre gli artisti vendono anche le loro opere più o meno palesemente.  Uno spazio pubblico comunale non regolamentato diventa a tutti gli effetti una galleria d’arte privata senza che al Comune stesso ne venga alcun profitto. Scelte tutte che per essere legittimante devono passare dalla costituzione di un regolamento, dalla condivisione con le categorie interessate, dalla sua approvazioni nella commissione Cultura e quindi dal Consiglio Comunale.

Negli anni passati si è cercato di spingere per l’approvazione di tale regolamento, già redatto e conservato nei cassetti dell’ufficio preposto, cioè l’ufficio Cultura, ma non ritenuti prioritari da chi infine ha l’ultima parola su tutto.

Per evitare spiacevoli situazioni in cui il confine fra la confusione, l’arbitrio e l’abuso diventa labile, sarebbe opportuno aprire un tavolo di confronto fra amministrazione, artisti e associazioni culturali per discutere sulla destinazione da dare agli spazi espositivi, per creare un regolamento più condiviso possibile, al fine di attivare un processo partecipato e democratico che metta gli amministratori in una posizione più interlocutoria e corretta nei confronti dei cittadini che possono legittimamente essere all’oscuro delle ragioni burocratiche che portano a bloccare una mostra un’ora prima della sua inaugurazione.

Poco convincenti anche le spiegazioni date in merito alla scelta di accogliere nei bassi di Palazzo Ducezio solo artisti professionisti. Ricordiamo che per più di un anno ( è stato così fino al 2015) tali spazi hanno ospitato una mostra di bonsai. ( Infiorata 2015 inaugurazione 16 maggio “Bonsai e Suiseki di Sicilia”, a cura del Bonsai Club Contea di Modica)

Passione Civile


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