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SIENTU U VIENTU DI UNNI SCIUSCIA

COPPASeguo dal lontano 2007 la vicenda del servizio idrico integrato e ormai, come si suol dire, “sientu u vientu di unni sciuscia” e, peraltro, il condivisibile articolo “IL PIANETA OSCURO” dello stimato “precisino” e le recenti interviste rilasciate della curatela fallimentare contro i Sindaci “ribelli” e “responsabili” e addirittura contro il Dott. Buceti, rafforzano la mia idea che la “curatela fallimentare” ha come obiettivo strategico la vendita o l’affitto della fallita SAI8 a qualche ancora sconosciuta, si fa per dire, azienda privata.

Certamente la legge fallimentare prevede che il curatore acquisti l’amministrazione del patrimonio fallimentare e che possa compiere tutte le operazioni relative alla procedura, tra cui anche l’affitto d’azienda o di rami d’azienda e di un programma di liquidazione da sottoporre, acquisito il parere del comitato dei creditori, all’approvazione del giudice delegato, tuttavia, nel caso nostro, la curatela non deve assolutamente dimenticare che ad oggi sono valide le delibere del commissario dell’ ATO idrico di Siracusa che hanno revocato la vigenza del contratto di affidamento all’ormai fallita SAI8.

In parole povere i curatori possono affittare o vendere l’azienda o i rami d’azienda ma non hanno nella disponibilità l’offerta all’eventuale acquirente del subentro negli obblighi e nei diritti del contratto a suo tempo stipulato tra il consorzio dei Comuni e la famigerata azienda SAI8.

E poiché il menù che rende appetibile agli occhi di eventuali acquirenti un società con oltre 90 milioni di euro di debito è senza dubbio formato da un primo piatto costituito dalla gestione del contratto trentennale e da un “secondo rinforzato” costituito dai fondi europei dell’APQ idrico è in corso un braccio di ferro tra la curatela fallimentare, che probabilmente ritenendosi padrona anche del contratto, travalica le proprie competenze bacchettando sindaci e commissari, e la parte pubblica che finalmente sembra  determinata a far valere le ragione referendarie della ripubblicizzazione dell’acqua e del buon senso.

Ecco perché bisogna ancora stare con gli occhi aperti su questa vicenda!

Siamo ad un passo dalla soluzione però bisogna fare presto e bene nel rispetto dell’”ordinamento” per dirlo con le parole dell’assessore Marino.

Presto perché più tempo passa più si ingenerano ambiguità sulla portate delle reali competenze della curatela fallimentare in ordine al contratto di gestione, bene perché non bisogna dimenticare che l’esercito degli avvocati di SAI8 – Saccecav sono sempre in agguato e pronti a sfruttare ogni cavillo legale.

Conosco Corrado Bonfanti e stavolta “sento” che il Sindaco di Noto, nell’attesa della nuova legge che a mio avviso farà nascere i sub-ambiti provinciali, è fortemente motivato e determinato alla gestione provvisoria “in house” e riportare l’acqua a casa.

Carmelo Filingeri


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