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SI RICOMINCIA DA QUI: CITTADINI DI PROFESSIONE

La carta fondante del municipio della città di Noto stabilisce la più ampia partecipazione dei cittadini, singoli e associati all’amministrazione locale e ai procedimenti in cui essa si esprime, garantendo l’accesso all’informazione in possesso della pubblica amministrazione secondo principi di trasparenza, imparzialità ed efficienza. Nelle campagne elettorali, le parole “informazione”, “partecipazione”, “trasparenza”, “democrazia” sono state molto declinate da politici di turno, salvo essere poi abbandonate, quando da amministratori, sono stati chiamati ad applicarle. Crediamo che la crescita di sensibilità democratica diffusa non possa più essere appagata dal solo esercizio del diritto di voto quinquennale, che resta peraltro il fondamento del nostra sistema politico.  L’impegno nella cittadinanza attiva è la soluzione alla tendenza dei politici, locali e nazionali, di confinare il ruolo di cittadino a manifestare solo con un sì o un no il proprio gradimento a soluzioni verticiste, in un contesto troppo spesso segnato da polemiche, contrapposizioni e appelli plebiscitari che fanno precipitare la politica nella “democrazia delle emozioni”. Questo spazio va in questa direzione: informazione fatta dai cittadini per i cittadini. E’ evidente che si sia aperto un dibattito sul concetto di cittadinanza democratica dove, al progressivo distacco dei cittadini dalle tradizionali forme di organizzazione della vita politica e di rappresentanza democratica, si contrappone la nascita di comitati civici, attraverso processi decisionali inclusivi quali conferenze di servizi, accordi di programma, patti territoriali, programmi di riqualificazione urbana, piani di zona per i servizi sociali, progetti di agenda A21 etc. Tuttavia, per una democrazia partecipativa effettivamente inclusiva e non d’èlite (dove a partecipare è una minoranza colta, facilmente fagocitabile dagli apparati di potere), è innanzitutto necessario stimolare i cittadini affinché si riconoscano come anello importante della democrazia. Per questo alcune domande in città sono di una attualità impellente: I cittadini, hanno diritto a sapere quali atti la giunta ha adottato, se e chi ha dato contributi o incarichi e con quali criteri? Hanno diritto a manifestare (anche criticamente) le proprie opinioni? Hanno diritto ad essere difesi da qualcuno (imparziale) nel caso in cui il “palazzo” non faccia il proprio dovere? Hanno diritto le associazioni a dire la propria quando si tratta di adottare atti “di tutti”, come il piano regolatore, i piani commerciali, o quando si tratta di decidere le cose da fare per lo sport, la cultura, le scuole, la sanità, il sociale? Queste domande rischiano di diventare semplice esercizio retorico se, parimenti, non ci chiediamo: com’è possibile nel nostro comprensorio promuovere la cultura della cittadinanza partecipata? In che modo è possibile fornire le conoscenze e le competenze perché i cittadini possano svolgere un ruolo efficiente all’interno della società civile? Quali strumenti creare e mettere in condivisione? Tutto ciò focalizza una chiara convergenza tra la comunicazione e la cittadinanza attiva, poiché è possibile generare una partecipazione consapevole e reale alle decisioni che riguardano il bene comune solo se i cittadini sono informati e posti nelle condizioni di comunicare con l’Amministrazione Pubblica e soprattutto percepiscono l’importanza di instaurare un dialogo costruttivo con le Istituzioni. Il diritto di cittadinanza è infatti strettamente legato al diritto di comunicazione e di informazione. In conclusione, senza qui prolungarci nell’approfondire il rapporto tra giornalisti ed editori, politici e imprenditori, nel fornire informazione corretta e indipendente alla popolazione, riteniamo che sia necessario rendere disponibili strumenti che diano la possibilità di esprimersi su argomenti di varia natura, e realizzare un modello di comunicazione che preveda flussi aperti e bidirezionali attraverso la creazione, di questo portale web di informazione e dibattito e quanto altro si ritenesse utile per attivare forme di partecipazione come mezzo attraverso cui rafforzare il grado di coinvolgimento democratico dei cittadini e la loro partecipazione non solo nell’atto finale della decisione, ma nelle fasi che concorrono a determinare i processi decisionali nelle scelte politiche. Evarco

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