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SI CONTINUA CON GLI SCANDALI

Tratto da Siracusanews.it   http://www.siracusanews.it/node/32675

La Guardia di Finanza di Noto ha sottoposto a sequestro una vasta area, di oltre 10.000 mq, situata in Noto, c.da Coffitella, nonché oltre una decina di immobili insistenti sui terreni sottoposti a sequestro. In tale contesto, complessivamente, sono state denunziate 41 persone. Tale attività segue, in termini temporali, di poco analoga iniziativa operativa condotta dalle Fiamme Gialle netine in contrada Codalupo di Noto, che ha portato alla denunzia all’A.G. competente di oltre 30 soggetti, al sequestro preventivo di un’area di oltre 14.000 mq e di oltre 20 immobili.

Le indagini di polizia giudiziaria, dirette dall’A.G. aretusea, nella persona del sostituto procuratore della Repubblica – dott. Andrea Palmieri –  hanno permesso ai finanzieri di ricostruire i complessi meccanismi di frazionamento di lotti a fini edificatori dell’intera zona ed i vari passaggi, negli anni,  tra i proprietari originari e gli acquirenti. Peraltro, tali illecite lottizzazioni sono state rese possibili attraverso il concorso necessario di professionisti e tecnici compiacenti: se, come si ricorderà,  nell’indagine  “Codalupo” era stato deferito un notaio, nell’odierna attività è stata individuata ed approfondita la posizione di un noto avvocato netino che attualmente, unitamente agli altri soggetti coinvolti, ricopre la qualifica di indagato.

In particolare, la ricostruzione operata dalle Fiamme Gialle ha permesso di appurare che l’intera area, di pertinenza esclusivamente agricola, è ormai da decenni di proprietà di una fantomatica s.a.s. denominata ‘Asinaro’, nata, sulla carta, per occuparsi di coltivazione di mandorle. Una vocazione agricola, però, solo paventata: tale società, nei fatti, non è stata mai operativa nel settore imprenditoriale in questione. E’ stato infatti appurato nel corso delle indagini, sia attraverso l’audizione di molti soggetti che dallo screening e dall’esame dei numerosissimi documenti reperiti, che il vero scopo della società, sin dall’atto della sua costituzione, era chiaramente quello di acquistare un’area indivisa, oggetto dell’odierno sequestro, da assegnare informalmente, per quote, ai singoli soci.

L’area fu ‘spartita’ considerando, per ogni socio, una porzione di terreno pari alla metà del capitale versato e così fino agli scorsi mesi: a confermare tale ipotesi accusatoria sono state le numerose scritture private – molte delle quali recentissime – attestanti tutti i passaggi di quote tra la società e gli acquirenti finali e preparate ad hoc dal professionista netino che ha curato – dal punto di vista formale – gli aspetti relativi ai vari frazionamenti e passaggi di terreni. In qualche caso, addirittura, erano già state predisposte pratiche concessorie presso l’ufficio tecnico del Comune, circostanza davvero curiosa stante la precisa destinazione urbanistica dell’area e la mancanza, per ognuno dei soggetti indagati, di un titolo di proprietà ‘reale’ alla base dell’avvio dell’iter amministrativo. Coerentemente al disposto dell’art. 44 del Testo Unico per l’edilizia, gli indagati dovranno rispondere del reato di lottizzazione abusiva che prevede specifiche sanzioni penali, anche se la posizione di taluni soggetti è ancora al vaglio delle Fiamme Gialle per l’individuazione di reati specifici.

“Il sequestro preventivo odierno” – commenta il Comandante Provinciale – “è un primo passo finalizzato alla confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite, e se tali ipotesi accusatorie dovessero trovare conforto nelle sedi giudiziarie competenti, essi potranno essere acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del Comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione stessa. Quello della “lottizzazione abusiva”, soprattutto a scopo edificatorio, è un fenomeno che, purtroppo, nel panorama siracusano, ed in particolare della Val di Noto, raggiunge livelli allarmanti. Ecco perché le attività condotte dalle Fiamme Gialle nello specifico segmento operativo si articolano non solo attraverso il capillare controllo del territorio ma anche attraverso la comparazione delle mappe catastali dei terreni rispetto ai rilevi fisicamente eseguiti sul terreno, al fine di verificare l’avvio di opere che comportino la trasformazione urbanistica o edilizia in violazione delle precise prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Nei casi in questione, peraltro, è stato accertato che tali trasformazioni sono state predisposte attraverso il frazionamento e la vendita del terreno in lotti, che per le loro caratteristiche, sono state destinate, in modo non equivoco, a scopo edificatorio. E l’attenzione che la Guardia di Finanza ha nella tutela del territorio, sia dal punto di vista ambientale che urbanistico, è dimostrata anche dalle cifre davvero significative connesse, in particolare, alle recenti operazioni “Codalupo” ed “Asinaro”:  complessivamente, infatti, sono stati deferiti 64 soggetti responsabili del reato di lottizzazione abusiva e sottoposti a sequestro oltre 30 immobili, ripartiti tra le due aree oggetto di sequestro e occupanti, nel complesso, la superficie di oltre 24.000 mq.”.


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