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SE SI VOTASSE OGGI PER LE REGIONALI

Dopo le dimissioni del governatore Lombardo (rimarrà in sella solo per il disbrigo degli affari correnti) è tempo già di campagna elettorale. Secondo alcune indiscrezioni i siciliani potrebbero essere chiamati alle urne anche prima del 28-29 ottobre come originariamente previsto: già il 7-8 ottobre. La giunta fisserà la data delle elezioni nella prossima seduta, ma potrebbe decidere per l’anticipo così da poter permettere l’insediamento della nuova giunta a metà ottobre e dell’Ars entro i primi di novembre.

Una mossa che viene vista da molti come l’ennesimo tentativo da parte di Lombardo di prendere in controtempo gli avversari politici per concedere loro minor tempo per organizzarsi e cercare di stringere proficue alleanze. In realtà la gravissima situazione economica delle casse regionali e il piano di spending review previsto da Monti esige provvedimenti urgenti.  A meno di tre mesi, dunque, dalle elezioni politiche, il quadro delle intenzioni di voto appare decisamente frammentato.

L’istituto nazionale di ricerche “Demopolis” ha effettuato un’indagine sull’intenzione di voto (prendiamo spunto dall’articolo a firma di Carlo Lo Re clicca qui) in vista delle elezioni regionali (è stata condotta, come riporta l’istituo, dal 28 luglio all’1 agosto, su un campione di 1.036 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione siciliana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza).

Secondo il barometro politico di Demopolis, se si votasse oggi uscirebbe un quadro molto frammentario con un’alta astensione. Solo il 61% degli aventi diritto al voto si recherebbe alle urne: un chiaro segnale verso il disinteresse nei confronti della classe politica siciliana. Accanto al dato dell’astensione, c’è quello  degli elettori indecisi: ben il 28% non sa chi votare e proprio su questo terreno si batteranno i partiti per conquistare Palazzo d’Orleans. Vediamo nel dettaglio l’analisi di Demopolis: malgrado le dimissioni di Lombardo l’MPA sarebbe ancora primo partito dell’isola con il 16% dei suffragi. Il movimento del presidente uscente prevarrebbe di pochissimo su PD (15,2%) e PDL (15%) che dovranno far i conti sull’eccessivo frazionamento interno e le incertezze sulle possibili alleanze. Al 12,5% troviamo l’UDC che potrebbe rappresentare il vero ago della bilancia della competizione elettorale: non è un caso che siano febbrili le trattative con Pd e Pdl per mettere dentro un importante bacino di voti.

Dopo troviamo il Movimento 5 Stelle di Grillo che sfiorerebbe il 10% (9,5%): un chiaro voto di protesta nei confronti dei partiti politici tradizionali. Al 7,5% troviamo la creatura di Micicchè, Grande Sud, che ha appena ottenuto l’endorsement dell’ex ministro Prestigiacomo, flirta con il Pid di Romano e si prepara a candidarsi per la Presidenza della Regione. Sotto il 5% troviamo l’IDV di Di Pietro (4,1%), Sel di Vendola (con Fava già candidato a Presidente) e all’ 1,3% la Federazione della Sinistra. La Destra, partito di Nello Musumeci, arriverebbe al 3%, mentre Futuro e Libertà vicino al 4,5%.

Il quadro che emerge, dopo le dimissioni di Lombardo, indica una frammentazione mai vista in passato: “Nessun partito, dice Pietro Vento, direttore Demopolis, supererebbe oggi nell’Isola il 16% nei consensi. Appena sei liste raggiungerebbero, senza accordi tecnici, la soglia richiesta del 5% necessaria per l’accesso ad un Assemblea Regionale Siciliana, che rischia di uscire dal voto di fine ottobre ancora più ingovernabile di quella uscente. Il quadro che emerge dall’indagine Demopolis appare destinato a modificarsi in modo sostanziale nelle prossime settimane, quando gli indecisi cominceranno ad orientarsi ed i principali partiti sceglieranno il loro candidato alla Presidenza della Regione, compiendo le proprie scelte in termini di alleanze e coalizioni in vista di una durissima campagna elettorale che – conclude il direttore dell’Istituto di Ricerche – appare sempre più piena di incognite per l’intera classe politica siciliana”.

Andrea Carlino (SUDPRESS.IT)


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