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SCONCERTANTE

urloE’ risultato veritiero quanto affermato da un nostro lettore a commento dell’articolo pubblicato http://www.evarconews.it/cammelu-comu-finiu-cu-lacqua/ .

La curatela fallimentare ha, motu proprio, “nell’imminenza dello spirare del termine di esercizio provvisorio dell’impresa, il fallimento 56/2013 invita a formulare proposte ex art. 104 bis L.F. dei affitto dell’azienda che in atto e in concreto gestisce il servizio idrico integrato”.

Oggi i giornali danno risalto a questa notizia, mettendo in evidenza la riunione d’urgenza a Catania tra i Sindaci e l’assessore Marino, probabilmente fra poco dimesso e il commissario straordinario, dott. Ferdinando Buceti.

Dai giornali emerge chiaramente il disappunto dei Sindaci per gli sviluppi imprevisti della vicenda tuttavia non emerge alcuna posizione ufficiale della Regione e del commissario Buceti.

In sostanza il curatori fallimentari hanno deciso di tirare dritto per la loro strada esautorando di fatto le competenze dell’ato idrico e dei sindaci.

” L’azienda, operante in regime di concessione e convenzione revocate, ma impugnate e tuttora sub iudice, si compone di: n. 150 dipendenti ca, know-how, banche-dati utenti, n. 50 veicoli a noleggio, contratti di manutenzione, crediti e immobilizzazioni.

Le offerte dovranno contemplare il,subentro immediato nell’azienda, per la concreta prosecuzione, senza soluzione di continuita’, della gestione del sii nell’ambito territoriale attualmente definito (11 comuni su 21 della provincia di Siracusa) per tutta la durata del contenzioso amministrativo pendente (per approssimazione almeno un anno) e il pagamento di un canone determinato dal modo di regolazione del recupero dei crediti verso gli utenti, in una con idonee garanzie di adempimento ed esecuzione del servizio.

E’ imprescindibile che le offerte contemplino il mantenimento integrale di tutti i rapporti di lavoro subordinato in essere.

Esse dovranno pervenire al Collegio dei Curatori non oltre 10 giorni dalla pubblicazione del presente annuncio sul quotidiano la repubblica e sul sito www.astegiudiziarie.it In caso di un’unica offerta si potrà procedere all’aggiudicazione se il Collegio dei Curatori e il comitato dei creditori ritengono non vi sia migliore possibilità di allocazione dell’azienda.

In caso di pluralità di offerte il Collegio dei Curatori inviterà i proponenti ad una gara sull’offerta più alta, all’esito della quale si designerà l’aggiudicatario sulla base delle garanzie di mantenimento dei livelli di occupazione, di pagamento dei canoni, di proficuo recupero dei crediti, di maggior affidabilita’ complessiva e operativa.

Il contratto di affitto sarà stipulato, previa autorizzazione del Giudice Delegato, nelle forme previste dall’art. 2556 c.c.; si applicano le clausole essenziali di cui all’art. 104-bis legge fall, tra le quali anche il riconoscimento del diritto di prelazione a favore dell’affittuario. “

Già l’ultima soluzione prospettata dalla Regione aveva fatto rizzare i capelli a molti cittadini netini opportunamente informati sulla vicenda dalle pagine di questo blog oggi questa ulteriore tegola che apre la strada ad un ritorno completo dell’acqua in mano private.

E’ sconcertante che i partiti cittadini siano completamenti silenti davanti a questa “Tela di Penelope” che di giorno, apparentemente, si ordisce per la gestione pubblica e poi la notte si scioglie, cambiando trama, per tornare ai privati.

Ancora una volta invito il Sindaco di Noto a rompere gli indugi, ed in attesa dell’approvazione del disegno di legge e, proposta dall’on.le Vinciullo, ma supportato da tutti gli onorevoli della Provincia, si riprenda, per evitare spiacevoli sorprese, la gestione del servizio idrico integrato.

Per favore, non ci facciamo vincere dalla paura!


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One Response to SCONCERTANTE

  1. avatar

    precisino Rispondi

    26 marzo 2014 at 09:39

    Che i curatori, a garanzia dei creditori che essi devono tutelare, mettessero ufficialmente all’asta la fallita SAI8, in fondo sta nelle cose. Con un finto occhio di riguardo per il destino dei 150 dipendenti, anche. Sono  altri gli aspetti di questo strano avviso su Repubblica che vorrei porre all’attenzione di chi legge.
    Iniziamo con i crediti. I curatori chiedono che il nuovo soggetto affidatario paghi al fallimento un “canone determinato dal modo di regolazione del recupero dei crediti verso gli utenti”. E nel caso di dovere valutare una pluralità di offerte, la curatela considererà tra i parametri di giudizio le garanzie di pagamento dei canoni e di “proficuo” recupero di crediti. Un giro di parole per non dire chiaramente che insieme alla gestione viene associata una sorta di onerosa delega al recupero dei crediti verso gli utenti.
    Eccezionale, se non fosse anche sconcertante, è la disinvoltura con cui la curatela informa i potenziali interessati all’affare, dicendo loro che l’azienda opera “in regime di concessione e convenzione revocate, ma impugnate e tuttora sub iudice” e rassicurandoli, infine, che nel pacchetto è anche compreso il diritto di prelazione alla vendita del blocco azienda/contenzioso sul contratto. Se tutto fosse lì alla luce del sole, ci sarebbe da chiedersi quale temerario soggetto imprenditoriale potrebbe assumersi “per almeno un anno”, un’azienda che nelle proiezioni ufficiali costa sensibilmente più di quanto incassa. Se la mission principale di un soggetto imprenditoriale è quella di ricavare profitti, assumendosi il minor numero di rischi, chi dovesse farsi avanti in questo apparente invito al suicidio, scartata l’ipotesi della pazzia, deve semplicemente saperla veramente più lunga di tutti quanti siamo qui a fare le pulci alla vicenda.  In altre parole, deve disporre di certezze sull’affare precluse a noi mortali.  
     
    E se ci fosse invece un collegamento, in questo blog da sempre ipotizzato, tra le strategie della curatela e quelle del governo regionale? Se tutto questo stop&go, a soluzione ormai individuata dai 10 comuni, non sia più banalmente un modo per tirarla alle lunghe fino ad arrivare al momento in cui i curatori chiuderanno l’esercizio provvisorio e con un consorzio con le spalle al muro, il potere contrattuale dei primi porterà all’unica soluzione “fattibile” e cioè l’assunzione (definitiva?) in carico “dei  n.150 dipendenti ca, know how, banche dati utenti, n.50 veicoli a  noleggio, … ecc “ . Ma, date le condizioni estreme, obtorto collo, il Consorzio dei 10 comuni  dovrà pure concedere ampie facilitazioni economiche. E i sindaci che ruolo giocano in tutto ciò?

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