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QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA MERULANA

pasticciaccioTutto andava per il verso giusto, gli ultimi avvenimenti sembravano confermare finalmente il ritorno della gestione dell’acqua in mani pubbliche ma in Sicilia, e in particolare a Siracusa, nulla è semplice per il cittadino.

Nonostante gli atti, tuttora vigenti, di revoca del contratto e il fallimento di Sai8 con un buco di oltre settanta milioni di euro, avevo capito, dal taglio delle dichiarazioni riportate dai giornale e da personali fonti di informazione, già da qualche giorno, la brutta piega che stava prendendo questa ormai penosa vicenda del servizio idrico.

Ieri sera, anche per rispetto delle oltre 2500 firme raccolte tra i cittadini di Noto e in coerenza con il mio impegno politico, ho rotto gli indugi  e ho chiesto al Sindaco Bonfanti di essere ricevuto per capire le sue reali intenzioni sulla spinosa questione.

L’incontro è stato franco e proficuo ed ho verificato l’assoluta contrarietà di Corrado Bonfanti alla creazione di una società tra i 10 comuni per la gestione dell’acqua e la determinazione nel riacquisire gli impianti.

Noto ha le sorgenti, impianti e una struttura adeguata in grado, da subito, di corrispondere ai bisogni dei cittadini che, nella gestione SAI8 sono stati vessati da bollette stratosferiche e da un servizio scadente.

Il sindaco in serata ha emanato un comunicato stampa che qui di seguito riportiamo:

LA QUESTIONE FALLIMENTO SAI8

Si è svolta stamane a Palermo la riunione indetta dall’Assessore Marino e dal capo dipartimento acque e rifiuti, Marco Lupo, presso l’Assessorato regionale all’energia, alla presenza di tutti i sindaci della provincia di Siracusa, i curatori fallimentari i tecnici dell’Ato idrico e il commissario straordinario del consorzio dott. Buceti coadiuvato dal legale avv. D’Alessandro.

Una delle proposta emerse durante la discussione e’ quella di costituire una società tra i 10 sindaci che hanno consegnato l’impianto per la gestione del servizio idrico integrato, per coprire lo spazio temporale che passa dalla fine della gestione provvisoria, da parte della curatela, e l’attuazione della legge di riforma del servizio idrico integrato attualmente nella fase di definizione presso la relativa commissione parlamentare.

Nell’immediato, bisogna assicurare ai curatori fallimentari, con la sottoscrizione di un accordo, la disponibilità dei sindaci consegnatari a reperire le risorse necessarie per la copertura del gap gestionale corrente in modo da consentire agli stessi la redazione di un piano di gestione provvisoria sostenibile. I fondi dovrebbero essere messi a disposizione dal Consorzio Ato 8 Siracusa, che attingerebbe dai canoni di gestione Sai 8 disponibili nelle proprie casse.

 La posizione del Comune di Noto

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Nel corso della riunione, ho espresso la mia personale adesione all’ipotesi di attingere a fondi Ato per raggiungere un risicato pareggio di bilancio tale da consentire per circa due mesi la gestione provvisoria. Come è emerso nel corso della riunione, tale apporto che corrisponde a circa 300/mila euro mese non può protrarsi per più di due mesi in quanto tale e’ oggi la disponibilità finanziaria dell’Ato. Questa disponibilità però deve essere a beneficio dell’attività di riorganizzazione del servizio che non può che essere quella della restituzione degli impianti ai Comuni che hanno già manifestato questa intenzione; Siracusa, Noto, Solarino, Floridia per cominciare.

Per fare questo, considerato che le norme nazionali e comunitarie non lo prevedono, e in attesa della legge regionale frutto dei risultati referendari, è necessario che si decreti appositamente come è avvenuto per i comuni “disubbidienti”. Una disposizione o una norma transitoria che permetta la gestione in house fino all’introduzione della Legge regionale di riordino del servizio idrico integrato.

Assolutamente contrario dunque alla costituzione di società ex novo (allo stato tutti gli Enti sono inibiti a costituire nuove società partecipate) che organizzi in forma consorziata le attività del servizio idrico integrato per tutti i 10 comuni consegnatari.

Troppe sono le complessità che si innescano con questa soluzione, complessità per la risoluzione delle quali non si hanno a disposizione ne risorse ne uomini. Del tutto diversa poi la situazione legata alla gestione del servizio dei singoli comuni che porterebbe alla sperequazione di trattamento e a costi difficilmente sostenibili.

Parteciperemo ai tavoli tecnici organizzati, a partire da quello previsto per domani a palazzo Vermexio a Siracusa, sostenendo la nostra posizione come declinata.

Invito tutti i concittadini a rispettare gli impegni contrattuali continuando a onorare le bollette che sono o saranno recapitate per il pagamento del servizio.

Nell’incontro il primo cittadino ha altresì ribadito di avere interessato la deputazione regionale della provincia per consentire l’emanazione di una norma che consenta, nelle more dell’approvazione del disegno di legge di ritorno alla gestione pubblica dell’acqua, il riaffida mento della gestione idrica ai comuni.

Caro Sindaco, anche a costo di uscire dal consorzio Ato idrico, mantenga questa posizione e avrà il consenso di tutta la sua cittadinanza.

Carmelo Filingeri


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