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QUALE STRADA PER IL MOVIMENTO 5 STELLE NETINO?

anonimusLo schema del Movimento 5 stella è molto chiaro. Alle prossime amministrative andranno da soli. Questa volta i comitati locali, a differenza delle consultazioni regionali e comunali, hanno massima autonomia decisionale e nella prima fase non sono disposti a parlare di alleanze anche se non escludono avvicinamenti con alcune liste civiche in caso di ballottaggio.

Non sono disposti a parlare di alleanze, piuttosto si attrezzano a fare una campagna elettorale diversa dagli altri, cercando di avere un contatto diretto coi cittadini, non cercando di rubare il voto a nessuno, confrontandosi con quella fetta di cittadini, che è sempre più numerosa, che non vuole andare a votare.

Una  vera e propria  road map del percorso dei pentastellati nella competizione amministrativa nei 53 comuni dell’isola in cui saranno presenti liste in quasi la metà dei comuni interessati da Enna a Gela, da Marsala ad Agrigento, da Augusta a Carini, fino a Pietraperzia, San Giovanni La Punta, Tremestieri Etneo.

Un approccio diverso che presuppone un intenso lavoro preparatorio di incontri sulle problematicità territoriali e sulle idee per superarle.

Anche a Noto fra un anno si andrà al voto, gli aderenti al movimento hanno fatto già sentire la propria voce sull’Ospedale, sulle tematiche ambientali, Stallaini, Bonivini etc., tuttavia al netto della raccolta di firme antieuro, con scarso coinvolgimento mediatico nei confronti della cittadinanza.

Una domanda nasce spontanea ……… quale sarà la strada che intraprenderà il movimento cinque stelle netino?

Carmelo Filingeri


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4 Responses to QUALE STRADA PER IL MOVIMENTO 5 STELLE NETINO?

  1. avatar

    D.M. Rispondi

    16 aprile 2015 at 11:30

    Carmelo non possono che chiedere il consenso con gli argomenti e le proposte.Per le amministrative la preferenza va data alla persona e non alla lista come avviene per le politiche.Sono persone come tutte quindi non vedo problematiche particolari, non penso vengano da altri pianeti sono cittadini si Noto e come tali faranno valere le loro ragioni

  2. avatar

    Michele Rispondi

    16 aprile 2015 at 11:42

    Carmelo condivido tutto ad eccezione della scarsa partecipazione nella raccolta firme antieuro, ben 120 firme valide su 155 in poche ore e senza pubblicità. Se per te sono poche, considerando che potevano firmare solo chi è iscritto nelle liste elettorali della città, per noi sono un successo. Per il resto niente apparentamenti si viaggia da soli, il ballottaggio è il nostro obiettivo, dopo siamo sicuri di vincere.

  3. avatar

    Carmelo Filingeri Rispondi

    16 aprile 2015 at 13:12

    Caro Michele, mi sono espresso male! Intendevo dire di scarsa comunicazione mediatica nei confronti della cittadinanza.

  4. avatar

    renziano dubbioso Rispondi

    21 aprile 2015 at 21:56

    … DOPO SIAMO SICURI DI VINCERE
    A Noto, elettoralmente parlando, ci sono da sempre gli avversari ideali, vale a dire quelli che ogni candidato si augurerebbe di avere a rappresentare la parte avversa. Tradizionalmente, da più di dieci anni, il più ambito avversario è stato l’avv. Leone. Al di là dei suoi meriti e difetti, è un fatto che nelle contese elettorali a sindaco, si è dimostrato ingrediente essenziale (diretto o indiretto) per permettere l’elezione al suo diretto avversario di turno. E’ successo prima con Accardo (il candidato era l’allora delfino Sallicano), poi con Valvo e infine con Bonfanti.
    Credo che ormai, se le statistiche hanno una minima utilità, l’ “aridaje” verrà evitato per le prossime del 2016.
    Occorre però dire che si parla comunque di un candidato che è stato in grado di giocarsela fino in fondo, anche se, il per lui letale effetto, è stato quello di polarizzare sul suo antagonista le simpatie dei suoi non pochi nemici. Un impareggiabile “valorizzatore altrui”. In grado, persino, di permettere l’elezione di uno sconosciuto ai più, come l’attuale Sindaco (al di là dei suoi meriti e dei suoi difetti, ovviamente).
    Mancherà quindi per le prossime l’ormai tradizionale “valorizzatore altrui”. Ne troveremo uno nuovo? Rischia seriamente di assumere questo ingrato ruolo, l’attuale primo cittadino. Dopo ogni passo che fa nella direzione giusta, risulta sempre pronto a farne tre in quella opposta.
    La vicenda dell’ospedale inizia a configurarsi come il grande “trappolone” elettorale. L’ultima adunata del PD a riguardo è stata un capolavoro di autolesionismo politico, che rasenta quasi l’inverosimile. A Noto saremo affetti da “cretinosi”, ma la mancanza di tatto, frutto di una malcelata arroganza di chi si sente una spanna più in alto, non è spendibile in una sala gremita da più o meno sensati avversari politici.
    La questione dell’ospedale, a mio avviso, è ormai diventato un totem, svuotato del suo vero significato che è invece quello di capire quale livello di assistenza sanitaria si vuole garantire affettivamente alla gente di queste parti. E non è detto che l’ospedale a Noto risulti per forza la premessa essenziale per garantirci il livello di servizi che abbiamo diritto di pretendere, dato che contribuiamo fiscalmente allo stesso modo di chi la super clinica o il super ospedale se lo trova a due passi da casa. Ma quanto sono utili effettivamente questi “due passi”?. Lo sono sicuramente per gli interventi sanitari urgenti (infarti, ictus, ischemie, traumi, ecc.), in cui anche i minuti possono fare la differenza. Bastano ambulanze e elisoccorso a garantire, una sorta di eguaglianza nella probabilità che l’esito del soccorso si risolva allo stesso modo tra un abitante di Portopalo e uno residente a 100 metri dall’Umberto I? Credo che alla fine della fiera, questo si debba pretendere se siamo cittadini della stessa repubblica. E se per ottenere questo è essenziale che i reparti dell’Ospedale Trigona lì rimangano, che sia. Ma non si pensi che il blocco della “rifunzionalizzazione” basti. Per niente. Occorre poi che i reparti siano condotti da medici e da personale qualificato. E’ il pizzaiolo che fa la fortuna della pizzeria.
    Consentitemi ora di trattare a margine quello che a Noto è un argomento “di nicchia”. Il movimento 5 stelle netino, e per esso i suoi elementi “di punta” (dicesi “organizer”, per gli addetti), ad ogni mini-uscita riescono a stupire. Lungi dall’accomunarli al funambolico H-trapezista a capo del secondo meetup, converrete che sembra che vivano proprio in un altro pianeta. Non tolgo merito alle loro buone intenzioni , all’innegabile pulizia delle loro coscienze, ma l’accanimento a mantenersi “di nicchia” sembra veramente senza speranza. Ben 120 firme antieuro in poche ore e senza pubblicità. Una vera prova di abilità. La prossima raccolta avverrà in piena notte, in un casolare a sorpresa, vicino Santa Lucia o nei pressi di Codalupo, vedremo. Se si è “di nicchia”, che lo si faccia come Dio comanda.
    Sul “niente apparentamenti”, posso convenire, data l’ormai nota generale strategia suicida adottata dal M5S in tutte le amministrative. A Noto nessun pericolo che si ripeta l’exploit della vicina Ragusa. Qui si è veramente “di nicchia” e tali si rimane. Niente su ospedale. Niente su acqua pubblica. Niente sul piano regolatore. Basta non superare i quattrocento voti alle prossime comunali e senza alcun apparentamento l’obiettivo e bello che raggiunto. Totale ininfluenza per i successivi cinque anni, con fastidiosi risvegli per i superstiti solo per elezioni nazionali ed europee.
    Ma il M5S, a Noto, lo afferma una sua autorevole voce, alle prossime “viaggia da solo”. E forte del promettente risultato conseguito con le firme antieuro, a buon diritto e con sano realismo, punta senza indugi al ballottaggio, mica all’elezione a primo turno. Dopo, raggiunto l’obiettivo con quei quattromila voti che sono serviti, troveranno pure gli altri per vincere.
    Strategie “di nicchia”, non c’è che dire.

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