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PROPOSTA AL SINDACO: UN LAVORO IN COMUNE

LAVORO IN COMUNERispondendo ad una sollecitazione di Corrado Scardaci su facebook  in merito alla grande crisi occupazionale che attanaglia la nostra città voglio proporre al Sindaco e all’amministrazione comunale una buona pratica del comune di Milano.

Certamente non si può considerare una politica attiva del lavoro ma, in questo drammatico periodo, può rappresentare  una boccata d’ossigeno per i disoccupati netini.

Non costa molto per un bilancio florido come quello del comune di Noto.

Dalle green nomination virtuali ai fatti di solidarietà verso la comunità.

Carmelo Filingeri

“Saranno a fianco degli operatori Amsa nella pulizia delle strade, per spazzare e eliminare i rifiuti, ma saranno anche occhi in più per segnalare le necessità di intervento nelle situazioni di fragilità sociale: sono le ‘squadre antidegrado’, un gruppo di 50 persone scelte fra i disoccupati di lungo periodo che, con indosso la divisa di Amsa e la pettorina ‘Un lavoro in comune’, inizieranno a breve un tirocinio finanziato dal Comune di Milano con borse lavoro per un totale di 300mila euro. A presentare l’iniziativa a Palazzo Marino sono stati l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino, e il direttore di Amsa, Paola Petrone.

“Immaginiamo un’azione che possa proseguire nel tempo”, ha detto l’assessore. “Saranno 50 persone ogni sei mesi, 100 all’anno in 13 zone della città: zone complesse che hanno bisogno di un rafforzamento dell’azione di Amsa”. I luoghi in cui comincerà la sperimentazione, che in Comune sperano di estendere e trasformare in una realtà permanente, sono via Padova, via Zoia, Giambellino, via Aldini e via Mambretti a Quarto Oggiaro, la zona di via Canonica vicino a via Paolo Sarpi, l’area attorno a piazzale Selinunte e quella vicino al dormitorio Jannacci in viale Ortles, viale Martini e le vie limitrofe, le case popolari di Corvetto, gli spazi vicino alla casa gialla a Gratosoglio, piazza Oberdan e i giardini dei Bastioni di Porta Venezia e Niguarda

“Le squadre non sostituiranno nulla dei servizi che già ci sono e non toglieranno niente, sono qualcosa in più”, assicura Majorino, che in conferenza stampa propone “anche al governo nazionale di adottare questo progetto pilota per la riqualificazione  e la cura del territorio e la promozione e cura della persona”. Per Majorino “con questo progetto diamo la possibilità a uomini e donne che vivono da tempo situazioni di grave disagio sociale e lavorativo di ripartire”. Le squadre saranno di 4-6 persone, verranno coordinate da un caposquadra di Amsa e cominceranno il tirocinio (di tre mesi e rinnovabile) il 6 dicembre, dopo due giorni di formazione sulla sicurezza e tre di addestramento. Lavoreranno dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 16 e attraverso il servizio Celav del Comune avranno un rimborso spese di 25 euro al giorno per un massimo di 500 euro al mese e un ticket per il pranzo.

“Le squadre si occuperanno di azioni di pulizia e decoro della città”, spiega Petrone. “Spazzare le strade, togliere carte, piccoli rifiuti, pulire i marciapiedi, ma anche segnalare gli scarichi abusivi”. Tutti gli operatori saranno dotati di un telefono per segnalare ad Amsa emergenze e criticità, di cui l’assessore fa un esempio: “L’area vicino a piazza Oberdan è un luogo in cui si raccolgono spesso molti profughi di origine eritrea, noi cerchiamo di evitare assembramenti e questi sono occhi che ci aiutano. Ovviamente le squadre non hanno funzioni legate alla sicurezza, ma ci permettono di aumentare la nostra capacità di intervento”.


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