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PRG: OBIETTIVO NOBILE E METODI SBAGLIATI

La tutela dell’ambiente e del paesaggio è un bene collettivo, il P.R.G è uno strumento che va usato bene, ci si può prefiggere un obiettivo nobile ma si possono sbagliare i metodi per raggiungerlo.

Senza nulla togliere a quello che dichiara il Sindaco Bonfanti, come ho già detto ai cultori del paesaggio, le storture che ci sono sulle colline sul versante dei Meti sono sul versante Avola dove nelle zone E non ci sono le stesse norme operanti a Noto dal 2013, condivise sia dal Sindaco che da chi oggi si trova in Passione Civile.

Le molte o poche volte che ci siamo confrontati in pubblico sul P.R.G. le ho fatto presente che sul centro storico, che lei oggi pone in evidenza, non si è fatto nulla ad eccezione dello studio della MA.TE che non aggiunge nulla alla normativa poiché in ogni caso rimanda tutto al parere della Soprintendenza, anzi in alcuni casi ha creato difficoltà ritornando indietro piuttosto che semplificare le procedure.

Premialità abbattimento degli oneri o ancora meglio il Piano di Recupero per il Centro Storico dove sono?

Sino ad oggi mi dispiace dirlo nessun atto concreto e le aggiungo che i tecnici locali non abbiamo la necessità di riconvertici, siamo già professionalmente in grado di operare, l’aggiornamento non guasta ma dovrebbe andare di pari passo anche la P.A. che lei rappresenta.

Se la P.A. non da gli strumenti operativi sul centro storico con una visione complessiva, siamo fermi alla manutenzione, la visione deve essere diversa perché il Centro Storico va riorganizzato se le dichiarazioni di principio sono eccezionali, non ci sono strumenti operativi.

Se ne parla da oltre 30 anni ma senza azioni concrete rimane tutto inalterato sono solo disquisizioni o baruffe politiche.

Oggi la tutela del territorio la si individua in un modo originale con due figure professionali l’imprenditore agricolo a titolo principale e non e due lotti minimi di intervento 5 e 10 ettari frazionando la zona E in macro aree.

Si scinde anche ciò che non è previsto nemmeno dal Piano Paesaggistico.

Se osserviamo bene tutte le zone agricole anche quelle che non hanno valenza riconosciuta sono comparate a quelle tutelate.

Leggendo qua e la il P.R.G. dovrebbe avere in se lo studio di fattibilità economico finanziario, che non è lo studio socio economico, sino a questo momento mi verrebbe di affermare che non vi è nessuna dimostrazione “scientifica” nelle scelte poiché i requisiti di sostenibilità ambientale ed economico finanziaria camminano sullo stesso binario.

Io non sono un esperto ma mi dicono che interagiscano.

La fattibilità delle previsioni necessità di ulteriori argomenti.

Da quello che si percepisce il mostro da abbattere sono le abitazioni in zona E.

Fatto questo, magari si progetta la circonvallazione per raggiungere l’ospedale che avrà un impatto ambientale enorme e nessuna fattibilità finanziaria, si risolvono i problemi della viabilità con le piste ciclabili ed i percorsi pedonali o ancor meglio con la Ferrovia Noto Pachino.

Tutte variabili e scelte che non dipendono dalla sola volontà dell’amministrazione di Noto e la cosa che non mi convince e che al momento non si da nessuna soluzione ai problemi di viabilità, parcheggi e servizi in genere, l’insieme sembra piuttosto disaggregato.

Un passaggio sulle zone E.

A mio avviso le norme non aiutano i giovani che vogliano ritornare alla terra , si dovrebbe andare oltre nella tutela del paesaggio non si attua aumentando il numero degli ettari o diminuendo gli indici ma semmai imponendo qualità.

Imporre norme restrittive non è certo sinonimo di qualità.

In ultimo e non da poco non si ha nessuna notizia dei Piani di Recupero che interessano zone sia della città che del territorio.

Le lasciamo ancora così?

Due aspetti finali e non da poco: perequazione urbanistica e rigenerazione urbana.

Si scrivono dei titoli molto belli nelle norme di attuazione ma mancano di contenuti e certezze almeno sino ad oggi .

Una bellissima previsione che al momento non lascia intravedere ne la visione del medio ne del lungo termine con il rischio di lasciare irrisolte le problematiche che ci trasciniamo da anni.

Spero che la mia analisi dei fatti sia sbagliata.

Daniele Manfredi Geometra


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