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#PIPPOSTAISERENO

GENNUSO1“L’acquisizione degli atti da parte della magistratura di Siracusa al Cga di Palermo, ha un percorso distinto e separato dalla sentenza dell’organo amministrativo che ha ordinato il ritorno alle urne per le Regionali del 2012”.
Lo afferma l’ex parlamentare dell’Mpa – Pds all’Ars, Pippo Gennuso che aggiunge: “Ho parlato con i miei avvocati che mi hanno confermato che la sentenza del Cga deve essere attuata, quindi si andrà al voto in sei sezioni di Pachino e tre di Rosolini. L’acquisizione degli atti da parte della Procura di Siracusa – aggiunge Gennuso – rientrerebbe nella normale attività di indagini, sul materiale elettorale sparito dall’archivio del tribunale di Siracusa, nel finto allagamento del 20 novembre del 2013, vale a dire 20 giorni dopo che il Cga aveva chiesto alla Prefettura del capoluogo la verificazione dei verbali e delle schede. E per onore di cronaca, e questo voglio dirlo ai poco informati, i plichi trafugati non riguardano soltanto le 9 sezioni dove si tornerà a votare, ma anche il materiale di altri seggi della Circoscrizione di Siracusa”.
Alla mancata applicazione della sentenza da parte del presidente della Regione, Rosario Crocetta, gli avvocati di Pippo Gennuso, così come avvenuto per le regionali del Piemonte, con un atto di ottemperanza hanno chiesto al Consiglio di giustizia amministrativa di nominare un commissario ad acta per indire le elezioni. “ Il ricorso all’Avvocatura dello Stato da parte dell’ufficio di Presidenza dell’Ars e della Regione siciliana – aggiunge l’ex deputato – è stato soltanto una escamotage per ritardare l’applicazione della sentenza e per non cadere in un reato penale come quello dell’omissione in atti d’ufficio. Il prossimo 9 aprile, tuttavia il Cga deciderà come e quando fissare la data delle nuove elezioni Regionali a Pachino e Rosolini”.
Sui plichi spariti al palazzo di giustizia di Siracusa, Gennuso è in piena sintonia con i deputati regionali Bruno Marziano e Vincenzo Vinciullo ed afferma “ che bisogna dare un volto, un nome e cognome ad eventuali mandanti ed esecutori materiali che hanno commesso un reato gravissimo”. “Il trafugamento del materiale elettorale – conclude Gennuso – non ha precedenti in tutta Italia ed è una barbara violazione della legge che annienta la volontà democratica dei cittadini – elettori”.


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