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PAVIMENTAZIONE DEL PIANO ALTO: LA PEZZA E’ PEGGIO DEL BUCO!

lavori piano alto2Carissimi firmatari,

è difficile per me poter giudicare i pro e i contro del piano di ripavimentazione proposto senza aver visto una relazione tecnica. Comunque, dalla mia prospettiva di storico dell’architettura che ha studiato Noto fin dagli anni ‘60, è importante considerare la città nella sua interezza e non in parti separate.
La pavimentazione della strada principale del centro storico, Corso Vittorio Emanuele, dovrebbe regolare lo standard di tutta la città come dal 18°-19° secolo. Il Piano Alto è un quartiere cruciale che definisce Noto come un centro storico con importanti edifici monumentali ed edifici tipici (in inglese “vernacular”) del Settecento e del Ottocento. La lastra di pietra lavica è una parte dell’esperienza storica tanto quanto i bellissimi edifici della città. Attraversando Noto, le pietre permettono sia alle macchine di rallentare oppure, quando si cammina, fanno pensare a dove si mettono i piedi. Questa azione di percepire letteralmente il passato rende più consapevoli di esso. È anche questo vedere e sentire il passato urbano che rende Noto così speciale. Io credo che il passato fisico di Noto dovrebbe essere salvaguardato e prima che qualsiasi tipo di asfalto venga applicato sulle strade del Piano Alto la decisione dovrebbe essere considerata con estrema attenzione.
Stephen Tobriner
Professor Emeritus of Architectural History
University of California, Berkeley

Dalle notizie di stampa apprendiamo che in un incontro tra rappresentanti dell’A.C. e i commercianti del Piano Alto, l’Assessore Frasca ha informato che le strade del quartiere non saranno più asfaltate, ma piastrellate con mattoni di cemento, che il ritardo per questa variante sarà contenuto e che i lavori non saranno comunque ultimati entro l’anno corrente.
Sembra che siano state così accolte in parte le richieste che i cittadini e Passione Civile avevano fatto con ripetuti comunicati stampa e volantini e con la petizione consegnata all’A.C. il 21/IX.
Ma non è così. Chiunque, facendo un giro al Piano Alto, si accorge che i lavori vanno a rilento, la direzione è superficiale e distratta tanto che si ritorna sul lavoro già fatto per inserire gli scivoli per le persone disabili, non si è previsto il rifacimento delle fatiscenti reti idriche e fognarie e ancora non c’è nessuna certezza sulla scelta dei materiali da usare per la pavimentazione ( i ventilati mattoni di cemento pressato autobloccanti sono una pezza più deleteria del buco).
L’unica cosa certa è che i tempi si allungano e con essi le spese ed i disagi della collettività. E ciò non per le necessarie varianti sopravvenute, ma perché il progetto è stato redatto male e ancora peggio portato avanti, per i lavori frettolosamente iniziati alla vigilia delle elezioni come grande spot elettorale, pagato dai cittadini visto che il sindaco ha provveduto per ciò  ad accendere un mutuo.
Abbiamo ereditato un patrimonio prezioso per armonia urbanistica e architettonica.
E come chi ha ereditato un magnifico palazzo storico, arredato con preziosi mobili, se deve fare un restauro sceglie accuratamente materiali adeguati per stile e qualità, allo stesso modo Amministratori e Cittadini abbiamo il dovere di conservare la storia e l’anima della città in ogni particolare e nella sua interezza.
Non solo per i nostri i figli, ma per l’umanità visto che Noto è patrimonio UNESCO.
PASSIONE CIVILE


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