Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

432 views

OSPEDALE: IL SINDACO AVEVA PROMESSO LE DIMISSIONI

MASSIMO PRADOSulla conferenza stampa di stamattina, volevo che si sottolineasse la mia linea, ho detto e ribadisco con forza che questo sindaco si trova al governo della città in virtù di un inganno elettorale perpretato ai danni dei netini, aveva promesso assieme a Marziano e Lombardo che i reparti da Noto non si sarebbero spostati, bene ora la rete ospedaliera prevede che i reparti di pediatria, ortopedia e ostetricia lasciano la nostra città, quindi se questo piano vera’ approvato dalla maggioranza all’ ARS ( che è la stessa che lo sostiene in città’) il sindaco come aveva promesso si deve dimettere immediatamente, altrimenti sarò io il primo ad apporre la mia firma sulla sua mozione di sfiducia.

Salvatore Cutrali, Consigliere Comunali


Questo articolo è stato visualizzato 301 volte

2 Responses to OSPEDALE: IL SINDACO AVEVA PROMESSO LE DIMISSIONI

  1. avatar

    Michele Castobello Rispondi

    9 novembre 2014 at 09:38

    Salvatore Cutrali dovrebbe documentarsi meglio sul piano ospedaliero. Una postilla, ed è questa che la città non digerisce, dice che nessun reparto si sposta se non vengono sostituiti dai privati. I privati che sarebbero dovuti intervenire non hanno nessuna intenzione di farlo. La verità è una sola, la città è stata svenduta ai politici Siracusani,scellerati, dannosi, inutili e prepotenti, (per non usare il giusto termine), da altrettanto politici mercenari, locali, che hanno solo avuto e non hanno mai dato. In poche parole la politica è stata usata per il proprio tornaconto e non per quello dei cittadini.

  2. avatar

    D.M Rispondi

    10 novembre 2014 at 08:52

    Occorre dire che la situazione rispetto alle scorse elezioni amministrative è radicalmente cambiata e questo riassetto degli Ospedali non ha nessuna possibilità di riuscita.
    La presenza dei privati oggi è solo una chimera,quelli che dovevano partecipare sono in situazione di tracollo finanziario e qualche struttura se non è fallita poco ci manca.Venuta meno questa condizione quello che si deve chiedere alla regione è un nuovo piano perchè il vecchio è inattuabile stante l’impossibilità del privato di fornire servizi nella struttura pubblica.Oggi non è ieri ed occorre fare i conti anche con questo,quella teoria non regge se si va in questa direzione è un arrampicarsi sugli specchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *