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OPERAZIONE CONOSCENZA SULL’OSPEDALE DI NOTO

pretestoNon vi è dubbio che le scelte siano già state fatte!

Da un lato l’amministrazione Bonfanti – partiti, con il PD in testa, movimenti e singoli consiglieri che la sostengono – ha ormai abbracciato completamente il progetto di rifunzionalizzazione della sanità proposto dall’asp di Siracusa prendendosi la responsabilità di questa pesante decisione.

Dall’altra parte, partiti ed esponenti dell’opposizione, ma anche comitati e singoli cittadini, completamente contrari allo smantellamento dell’ospedale Trigona di Noto.

In mezzo la comunità netina, confusa e frastornata, la cui maggioranza vive questo processo di cambiamento come l’ennesima umiliazione perpetrata a danno della città e con il forte dubbio di un peggioramento della qualità delle prestazioni della sanità, in particolare per quanto riguarda le acuzie e le urgenze.

In questo processo non posso, con dispiacere, non registrare la totale assenza in città di qualsiasi comunicato ufficiale del Movimento 5 stelle sulla questione.

Per il momento, in attesa del referendum elettorale sull’operato del Sindaco Bonfanti previsto alla prossima tornata amministrativa, non si può fare altro che una doverosa operazione verità, rivolta soprattutto ai cittadini, sostenuta dagli atti e dai fatti.

Come ormai sappiamo tutti i reparti, Cardiologia, Chirugia Generale, Medicina,Pediatria, Ortopedia, Psichiatria e Terapia intensiva, compreso il pronto soccorso, vanno al presidio ospedaliero di Avola per un totale di 126 posti letto.

Al presidio di Noto, a regime, andranno 46 posti letto tra Recupero e Riabilitazione e Lungo degenza, l’ormai celeberrimo PTA, il PTE e gli eventuali arrivi dalle cliniche private del territorio convenzionate con la regione Sicilia che sono 6, cinque operanti a Siracusa e una operante ad Augusta.

Il modello previsto è il seguente:

gestione urgenze

 

Parliamo dei tre pilastri sui cui si dovrebbe reggere la sanità pubblica in città, senza naturalmente considerare i medici di base e le strutture a supporto offerte dai servizi sociali.

  • Le cliniche private

Riportiamo il testo del bando dell’’ASP di Siracusa:

“Nell’ambito dell’avviato processo di rifunzionalizzazione dell’Ospedale di Avola -Noto, l’ASP di Siracusa intende concedere in locazione, a seguito dell’espletamento di procedura aperta da attivarsi successivamente, ad un soggetto privato già accreditato nell’ ambito provinciale di Siracusa per l’ospedalità privata, gli spazi disponibili, pari a circa mq.l5.000, da destinare alla gestione di attività sanitarie presso il presidio ospedaliero di Noto. L’obiettivo da realizzare nell’attuale Ospedale “Trigona” di Noto è di garantire un’offerta sanitaria adeguata e differenziata alla città di Noto, nonché al territorio viciniore, mediante l’allocazione di posti letto della rete ospedaliera privata gestiti dalle strutture accreditate e contrattualizzate nella provincia di Siracusa. Il presente avviso non comporta l’istituzione di ulteriori posti letto accreditati nell’ambito provinciale di Siracusa. Il prezzo a base d’asta di massima è pari a circa € 7.542.000,00 a titolo di canone per anni nove da versare a favore dell’ASP di Siracusa, (canone annuo pari ad € 838.000,00 giusto valore locativo dell’Agenzia del Territorio del27.6.2012, prot.n.3811 per mq 15.028). L’Azienda si riserva nella successiva fase ad evidenza pubblica di richiedere un aggiornamento della stima del valore della locazione all’Agenzia del Territorio e/o una modifica delle superfici da destinare alla locazione.”

Quindi nessun posto letto aggiuntivo, le cliniche private potranno delocalizzare a Noto, in parte o tutto, i posti letto già convenzionati e aggiungere al più altri posti letto a pagamento per l’utente.

Sarò pure un pessimista ma la domanda che mi viene spontanea:

Per quale motivo le cliniche private dovrebbero delocalizzare i loro posti letto da un bacino più centralizzato e per giunta a pagare un canone di locazione, procurando disagi alle loro maestranze?

 

  • Il PTA = Presidi Territoriali di Assistenza

Il PTA è la “porta di ingresso” del cittadino ai servizi territoriali di assistenza. Esso si pone l’obiettivo di fornire una risposta integrata ai bisogni di salute della popolazione aggregando e/o integrando funzionalmente le diverse componenti dell’assistenza territoriale. In particolare:

– 1. Accesso unico alle cure: è il punto cruciale del PTA, attraverso il quale si creano i collegamenti con tutti i servizi territoriali, sia quelli fisicamente aggregati nel presidio, sia quelli non-aggregati.

– 2. Assistenza sanitaria di base, specialistica e diagnostica: quest’area include l’attività amministrativa legata all’assistenza di base (scelta del medico, esenzioni, patenti speciali, etc.), l’attività erogativa riguardante le protesi, gli ausili, i presidi, i farmaci ad erogazione diretta, etc.. e la gestione delle cure primarie.

Insomma, a mio parere, una Cassa Mutua (INAM) avanzata!

 

  • Il PTE = Presidio Territoriale di Emergenza

Il PTE è la struttura che garantisce esclusivamente il trattamento delle emergenze-urgenze, ovvero di quelle condizioni patologiche, spontanee o traumatiche, che necessitino di immediati interventi diagnostici e terapeutici.

Una struttura che essenzialmente serve a decongestionare il pronto soccorso dai cosiddetti codici bianchi e verdi ma, ai fini delle urgenze, completamente inutile se non supportato dalla diagnostica strumentale, radiologia e dal laboratorio analisi. Si pensi ai traumi senza Radiologia o presunti rischi cardiologici senza laboratorio analisi

 

A proposito di risparmi

Spigolando nel piano industriale dell’asp datato 2012 troviamo questo:

Nuova strutturazione del PO di Avola

  1. Definizione delle risorse umane necessarie. Infatti da tale trasferimento si libereranno risorse umane (duplicazioni di direzione di Presidio, patologia clinica, diagnostica per immagini e Pronto Soccorso), che dovranno essere destinate ad altre funzioni. Alcune risorse tecnologiche (Pronto Soccorso) potranno invece essere ridistribuite al PTE del PTA di Noto e al PS di Avola. Presso il PO di Avola invece necessiteranno risorse aggiuntive per la terapia subintensiva e per l’osservazione breve presso il Pronto Soccorso.
  2. Interventi strutturali per alloggiare le degenze di ortopedia, ostetricia e ginecologia, pediatria e geriatria provenienti da Noto.
  3. Interventi strutturali per la riattivazione di 2 sale operatorie (ortopedia ed ostetricia e ginecologia).
  4. Interventi strutturali per il potenziamento del Pronto Soccorso (attivazione della Osservazione breve Intensiva – OBI)

Un documento che già 3 anni fa disegnava compiutamente il destino dell’ospedale di Noto ma, come ormai sappiamo, la classe politica netina è abituata a subire i processi sociali, amministrativi ed economici che ogni giorno si presentano all’orizzonte della nostra comunità piuttosto che governarli.

Voglio concludere questo intervento con dei quesiti che rappresentavano la mission stessa di quel progetto di democrazia partecipativa che dalle pagine di Notolibera ebbi la sventura di chiamare “Progetto Noto” che dovrebbero essere, come dire, pleonastici, e che forse non rimangano più confinate neanche fra le buone intenzioni

I cittadini hanno il diritto di essere informati su quando l’amministrazione decide?

I cittadini hanno il diritto ad essere consultati quando si decide sulla cultura, la sanita’, il sociale, l’acqua?

Hanno diritto a manifestare le proprie opinioni e partecipare alle scelte quando si tratta di adottare atti “di tutti” come la sanita’, il prg o il piano commerciale?

Io credo di sì!

Carmelo Filingeri


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4 Responses to OPERAZIONE CONOSCENZA SULL’OSPEDALE DI NOTO

  1. avatar

    NiniZaccone Rispondi

    4 marzo 2015 at 17:39

    Giusta e corretta analisi,senz’altro condivisibile.

  2. avatar

    michele Castobello Rispondi

    4 marzo 2016 at 16:25

    Sei stato così attento nell’esporre il problema dell’ospedale Trigona di Noto, così analitico e nel contempo prolisso che ti sei dimenticato di dire quali lotte ha fatto il M5S per l’ospedale Trigona di Noto., leggi così ti rinfreschi la memoria e la rinfreschi anche a chi condivide la tua analisi.

    “l’ospedale da rifunzionalizzare, nella zona Sud della provincia di Siracusa, diveniva inaspettatamente non più quello di Avola ma il P.O. di Noto che diventava un P.T.A. più P.T.E., con un evidente ribaltamento della
    previsione iniziale; a tutt’oggi non si comprende quale sia stata la ratio di un così repentino cambiamento dell’orientamento dell’ex Assessore Russo”.

    QUESTA L’INTERROGAZIONE DEL M5S SICILIA CHE NON HA MAI AVUTO UNA RISPOSTA DAL 4 LUGLIO 2013.

    XVI Legislatura ARS

    INTERROGAZIONE
    (risposta scritta)

    N. 937 – Chiarimenti della rete ospedaliera siciliana con
    particolare riferimento al presidio ospedaliero di
    Avola-Noto (SR).

    Al Presidente della Regione e all’Assessore per la salute, premesso che nel giugno 2009, nell’ambitodel progetto di rimodulazione della rete ospedaliera della zona sud della provincia di Siracusa, veniva
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana il piano di rifunzionalizzare dello stabilimento di Avola nel quale è previsto
    l’integrazione dello stesso con la medicina ambulatoriale e territoriale; con contestuale previsione della realizzazione presso il P.O. di
    Noto dell’Ospedale per Acuti;

    alla pagina 44 del programma operativo 2010-2012- relativo alla prosecuzione del piano di contenimento e riqualificazione del sistema
    sanitario Regionale 2007-2009 richiesta ai sensi dell’art. 11 del D.L. 31/05/2010 n. 78 convertito dalla legge 30\07\2010, n. 122 – l’ospedale da rifunzionalizzare, nella zona Sud della provincia di Siracusa, diveniva inaspettatamente non più quello di Avola ma il P.O. di Noto che diventava un P.T.A. più P.T.E., con un evidente ribaltamento della
    previsione iniziale;

    a tutt’oggi non si comprende quale sia stata la ratio di un così repentino cambiamento dell’orientamento dell’ex Assessore Russo, nel caso
    in oggetto;

    la scelta de qua sta comportando costi di milioni di euro per realizzare presso il P.O. di Avola sale operatorie per Ortopedia, Ostetricia-Ginecologia, Sala Gessi, Sala Parto, reparti per la degenza constanze di 4-5 posti letto, a fronte della struttura del P.O. di Noto notevolmente più grande (le stanze sono per 2 (due) posti), dove le sale operatorie
    sono state rimesse a nuovo appena qualche anno fa, il nuovo reparto di Ortopedia, il nuovo Pronto Soccorso, la pista abilitata anche al volo notturno per l’elisoccorso ed il nuovo ascensore esterno
    appena inaugurati in pompa magna;

    tutto ciò comporterà, inevitabilmente, un allontanamento dalla periferia del territorio di una struttura dotata di un Pronto Soccorso che viceversa sarà spostato di altri 10 km verso Siracusa a scapito degli interessi dell’utenza della zona sud;

    in data 11/08/2010 con note prot. n. 4216/D.S.A. e 2011/D.A. le Direzioni Sanitarie Aziendali e quella amministrativa dell’ASP n. 8, a seguito di quanto previsto dal D.A. 01377 del 25/05/2010, stabilivano tra l’altro che a Noto dovevano essere allocate le U.O. di Lungodegenza di 24 posti lettopiù Riabilitazione con 24 posti letto più P.T.A. più
    P.T.E.;

    in data 12/04/2012 presso i locali dell’ASP n. 8 di Siracusa ha avuto luogo un incontro tra i vertici aziendali dell’ASP 8 e gli amministratori delle case di cura Villa Azzurra,Villa Rizzo e Santa Lucia per poter definire un progetto di integrazione pubblico-privato presso il P.O. Trigona di Noto già oggetto di altri incontri avvenuti presso la sededell’Assessorato regionale della sanità (vedi allegato) durante il precedente Governo regionale;

    da tale incontro scaturiva che presso il Trigona di Noto dovrebbero essere allocati i reparticonvenzionati di Cardiologia, UTIC, Chirurgia
    generale, Medicina generale, Neurochirurgia,Neurologia, Terapia intensiva, Posti letto indistinti area medica e chirurgica, più i reparti pubblici di Riabilitazione e Lungodegenza, come daallegato;

    considerato che:

    la realizzazione di un simile progetto, comporterebbe la perdita per l’utenza di un nuovo pronto soccorso in un territorio che, soltanto
    considerando Noto, è il quarto d’Italia per estensione, per cui bisognerebbe percorrere altri 10 KM per raggiungere il PS di Avola, sguarnendo ancora di più la zona sud della provincia di Siracusa (a conferma diciò basti analizzare, a mo’ di esempio, che Portopalo dista da Avola 40 KM, Pachino, Marzamemi circa 30, Rosolini 25 Km);

    nel periodo estivo la popolazione che dimora nella zona in questione è di circa 180.000 persone a fronte del fatto che il primo PS raggiungibile è
    quello di Noto; appare oltremodo illogico prevedere che un PTE possa sostituire un pronto soccorso, poiché sfornito di figure professionali quali il medico Rianimatore, il Cardiologo, l’Ortopedico, il Chirurgo Generale,
    l’Ostetrico,lo specialista in Medicina, il Pediatra;

    milioni di euro verranno spesi per poter allocare tutti i reparti per acuti presso il P.O. di Avola, per avere comunque problemi logistici come stanzeper la degenza;

    per sapere se non si intenda: al fine di evitare ulteriori costi, rivedere
    l’offerta sanitaria pubblica nella zona sud della provincia di Siracusa realizzando, per esempio a Noto – dove si può procedere quasi a costo zero – il
    polo chirurgico(bisogna infatti completare il rifacimento delle sale operatorie al pianterreno mentre sono operative quelle del primo e secondo
    piano per ostetricia-ginecologia e ortopedia-traumatologia); mentre presso il PO di Avola troverebbe allocazione il polo medico con il
    PTE (più vicino al P.O. di Siracusa);

    garantire la guardia anestesiologica H24 presso il PO di Noto ove è operante il reparto di ostetricia e ginecologia, che per legge deve essere
    supportato dalla guardia anestesiologica;

    chiarire come mai non esiste in pianta organica di alcun reparto di Rianimazione né a Noto né, tanto meno, ad Avola;

    definire tempi certi e modalità, con cui dovrebbero essere allocati a Noto, tutti queireparti pubblici e privati, come da protocollod’intesa;

    chiarire se sia prevista una gara d’appalto ed a che livello (regionale, nazionale o europeo) per quanto riguarda la possibile integrazione pubblico-privato nei P.O. di Noto e/o Avola;

    chiarire a chi compete porre in essere i lavori di adeguamento delle strutture per l’inserimento di reparti pubblico-privati, quanto ammonta l’eventuale impegno finanziario richiesto per l’adeguamento e chi se ne deve fare carico (ASP o privati);

    infine valutare i costi della riconversione strutturale della fabbrica (sia Noto che Avola) che dovrà ospitare il progetto di integrazione.

    (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

    (4 luglio 2013)

    ZITO – CANCELLERI – CAPPELLO – CIACCIO – CIANCIO
    – FERRERI – FOTI – LA ROCCA – MANGIACAVALLO –
    PALMERI – SIRAGUSA – TRIZZINO – TANCREDI – ZAFARANA

  3. avatar

    admin Rispondi

    4 marzo 2016 at 16:42

    Hai ragione Michele, questo è un articolo pubblicato un anno fa. In quel momento non ero a conoscenza dell’interrogazione dei 5 stelle. Hai fatto bene a ricordarla

  4. avatar

    vincenzo Adamo Rispondi

    4 marzo 2016 at 20:23

    Mi spiace dover osservare che i 5 stelle siciliani “si vantano” di aver inoltrato una interrogazione parlamentare nell’anno 2013..!!!  Diciamo 2013…e che in tre anni sono stati zitti zitti ad aspettare che qualcuno rispondesse!…Ma non è che per caso ci volessero prendere per i fondelli.???…Io ho letto una intervista di Zito, anno 2016!, che affermava che era meglio che chiudessero l’ospedale Trigona prima delle elezioni comunali!..Non ho sentito Zito battagliare e pretendere una risposta alla loro interrogazione anno 2013….dormono?….Sarebbe meglio riproporre l’interrogazione parlamentare oppure che tutta la delegazione degli onorevoli regionali “pretenda ” la risposta piazzandosi sotto l’edificio dell’Assessorato alla Sanità della Regione Sicilia…e “pretendere Giustizia per la Zona Sud della Provincia di Siracusa!

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