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NOTO: PATRIMONIO DELL’UMANITA’ O COSA NOSTRA?

Nel Giugno del 2002 la Città di Noto è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale, culturale e naturale dell’UNESCO perché il suo patrimonio architettonico rappresenta una notevole testimonianza del genio esuberante dell’arte e dell’architettura del tardo barocco.

Da quella data ad oggi, sotto l’aspetto dei parametri e della gestione di questo patrimonio, poco e quasi niente è stato fatto, se non quella formalità di scrivere sulla carta intestata del Comune di Noto e sulle macchine che la Città fa parte dei siti Unesco ed è Patrimonio dell’Umanità!

Quando, invece, ogni istituzione pubblica dovrebbe adottare dei parametri adeguati da applicare sia al territorio che al centro storico, stabilendo quelle dovute regole nei confronti del territorio, sia dal punto di vista urbanistico, estetico, culturale e civile.

Invece si continua, ad esempio, con la cementificazione della costa, come leggiamo dalla Stampa locale, dove si parla della costruzione di 118 villette a schiera su un sito di pregio, nella zona archeologica di Eloro – Pizzuta, in una Città ancora senza un Piano Regolatore vigente, dove non è mai iniziato  un processo di integrazione tra centro storico e le varie periferie della Città,che come abitanti superano quelli del centro storico.

In merito alla Sanità locale, l’Ospedale Trigona è sempre in bilico tra la chiusura e la continua sottrazione dei  vari reparti.

I Depuratori degli scarichi fognari funzionano ad intermittenza! Alle Città vicine, come Avola e Rosolini, non si riesce a fare rispettare la messa in opera dei depuratori che permetterebbero di avere un mare realmente pulito, invece succede che, di tanto in tanto, alcune  spiagge di Noto rischiano  la  non balneabilità, come nel recente passato.

La mancanza di regole nel centro storico a causa dei Piani che le varie istituzioni preposte non fanno né quindi applicano come, ad esempio, il Piano Estetico, il Piano del Colore, il Piano della Luce.

Sappiamo che l’Amministrazione Bonfanti  ha fatto il  Piano Estetico ma, ad oggi, non l’ha mai applicato perché lo tiene dentro il cassetto, come fanno le Amministrazioni che preferiscono il clientelismo all’applicazione e al rispetto reale delle regole, di conseguenza nel centro storico non si tiene minimamente conto del contesto in cui si opera, assegnando spazi a dismisura a esercizi commerciali che deturpano la spazialità dei luoghi, invadendo letteralmente soprattutto la zona aurea di Corso Vittorio Emanuele, di via Nicolaci, ecc, quando, invece,si dovrebbero e si devono studiare e praticare le dovute alternative adeguate al contesto architettonico rispettandone la spazialità, anche perché Noto non è Patrimonio dei Notinesi o “Cosa Nostra“ ma Patrimonio dell’Umanità!

La Città di Noto manca completamente di un parcheggio adeguato per i  Bus sia di linea che turistici, né ha collegamenti, ad esempio, con la Riserva di Vendicari, diCavagrande, di Pantalica o di Noto Antica.

Quest’ultima realtà è completamente lasciata a se stessa, senza nessuna accoglienza, né c’è un soggetto per  potere sorvegliare il patrimonio archeologico che spesso viene trafugato o deturpato, in compenso abbiamo la Bandiera delle cinque vele, assegnata anche quest’anno da parte della LegaAmbiente, che sventola su Palazzo Ducezio!

Il Comitato per i Diritti del Cittadino rivolge un Appello alle Associazioni Ambientaliste, agli Intellettuali, ai Comitati Cittadini, alle varie Associazioni della Città per fare un “ Dossier “ per darlo in visione alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO di Roma perché possano rendersi conto di ciò che tutelano e promuovono e di come ancora la Città di Noto non sia riuscita ad assumersi la dovuta responsabilità e quei dovuti parametri per potere gestire  un Patrimonio dell’Umanità che invece viene gestito dalle varie istituzioni preposte, Comune di Noto, Ufficio Tecnico di Noto, Sovrintendenza ai Beni Culturali di Siracusa, Protezione Civile, ecc, come se si trattasse di una Borgata o di una “ Contrada, “ in completa caduta libera.

Roberto Bellassai


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2 Responses to NOTO: PATRIMONIO DELL’UMANITA’ O COSA NOSTRA?

  1. avatar

    Stefano Alderuccio Rispondi

    25 agosto 2012 at 17:34

    Caro Roberto,
    che dire? Anche se con amarezza vorrei felicitarmi: sei il solo abitante della città di Noto a dire, a scrivere, a denunciare pubblicamente la situazione in cui vessa la città e la sua comunità.
    Se nel 2002 l’UNESCO non avesse incluso il barocco della Sicilia orientale nel World Heritage, sicuramente la città sarebbe stata perseguitata dal degrado, ma probabilmente non sarebbe divenuta quella caricatura di sé stessa che è diventata oggi. Non ero più venuto a Noto da qualche anno. Sono ritornato lo scorso Luglio. Come posso dire… stupore? Amarezza? Tristezza? Non credo siano necessari il fatto di aver conosciuto Noto tanti anni fa o di possedere qualche nozione di cultura; un po`di sensibilità per la bellezza basta per ricevere, come un shock, l’impressione che il centro storico sia diventato una specie di carrozzone, un carnevale, un carrozzone di carnevale? fatto di commerci mangerecci di tutti gli stili, di un’anarchia di insegne pubblicitarie, tavolini, sedie, ombrelloni, ammucchiate di souvenir, affissioni selvagge; di visite guidate con altoparlante dal volume insopportabile; di autobus panoramici che passano tra i tavolini dei caffè e ti spruzzano il gelato di gas di scarico. All’interno di questo coloratissimo e scombinato bazar, al visitatore si da il compito di riconoscere l’eleganza antica dell’architettura barocca.
    In un’economia mafiosa, disastrata, assistita, com’è quella del Sud, ovviamente si cerca di sfruttare tutte le buone occasioni. Ma è possibile comporre le esigenze economiche e il rispetto di alcune semplici regole di buona convivenza comune, di considerazione per i luoghi che abbiamo ereditato? In teoria è possibile, ma in pratica, a Noto, la risposta è ovviamente no! Costruire 120 villette ad Eloro è sviluppo economico, progresso, oppure la naturale conseguenza della fame economica in una regione da sempre affamata di lavoro ? Le risposte, caro Roberto, vengono da sé.
    E chi, in teoria, non è d’accordo con la difesa del litorale, con la preservazione di un sito naturale di grande bellezza, con la considerazione per la fauna, la flora, il mare? Ma in pratica, in pratica…

    Tu proponi di scrivere all’UNESCO. Sarebbe come rivolgersi al papà per segnalare questi birbantelli di bambini notinesi che ne stanno combinando di tutti i colori. L’UNESCO, appunto, una banda di irresponsabili dalla vista corta. E non è questa una sparata gratuita. Basterebbe, per migliorare la situazione, che l’Unesco condizionasse l’ammissione al World Heritage al rispetto di determinate norme di tutela e gestione dei beni. Vale a dire: sì, sei eleggibile, ma ritorniamo tra 5 anni per vedere se rispetti determinati criteri. Se li hai rispettati ti ammettiamo. Non rispetti più i criteri? Ti mettiamo fuori dalla lista.
    Che dire, che costruiscano un complesso turistico a pochi passi dal mare non credo sia più un problema. Il litorale è ormai esausto. Le spiagge si sono assottigliate tantissimo. Le spiagge di difficile accesso sono ricoperte di detriti, le spiagge più accessibili sono sfruttate al massimo. Allora, un ennesimo scempio… nel degrado?
    Mai come nella nostra epoca ci siamo così poco preoccupati di ciò che stiamo lasciamo in eredità.  

    Un saluto, 
    S.A. 

  2. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    27 agosto 2012 at 17:44

    Ciao Stefano,non vedo altra possibilità in questo luogo,che scrivere,dire apertamente le cose come stanno,augurandomi sempre che altri soggetti possono prendere coscienza dei vari problemi che la Città da troppo tempo presenta e cominciare magari insieme a provare a cambiare la tendenza negativa in positiva in questo luogo.  Altri soggetti scrivono,denunciano,si espongono su altri problemi e con altri mezzi,come ad esempio,Nuccio Tiberio,della Lega Ambiente,Carmelo Filingieri,l’autore di questo sito,altra gente che fa parte di un Comitato Pro Ospedale Trigona,ma siamo pochi purtroppo,quindi occorre provare ad alimentare la pratica della cultura civile!
      Ho scritto questo Articolo- Appello,a cui qualcuno ha risposto in forma privata,sarebbe stato meglio in forma pubblica,ma la Città di Noto sotto questo aspetto deve recuperare molto,comunque, penso che questo Dossier,potrebbe essere fatto e mandato alla sede dell’Unesco di Roma,auspicando quando sostieni anche tu,che questa Istituzione possa condizionare la Città di Noto e la sua Amministrazione a farla ragionare secondo dei parametri adeguati per gestire una Città   e il suo territorio, come richiede una Città d’arte,un sito Unesco,patrimonio dell’Umanità.    Se non sbaglio,negli ultimi tempi,l’Unesco ha cancellato dalla sua lista diversi siti,tra cui Dresda e se non sbaglio anche un sito siciliano,di conseguenza Noto non può dormire sonni tranquilli sotto questo aspetto.

      Un caro saluto  Roberto 

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