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NOTO CITTA’ CHE CAMMINA VERSO LA CATTEDRALE

NOTO_copCattedraleNoto è città ricca di arte e di reminiscenze, interessante per la sua architettura urbanistica, realizzata con tale ricchezza e libertà di fantasia da imprimere ai monumenti una straordinaria mobilità di ritmi e di lineamenti. Questa città areata, pulita, armonicamente disegnata – sia che si muova da oriente o da occidente, che scenda dall’alto e salga dal basso – cammina verso la Cattedrale. Perché è città monocentrica e perché la Cattedrale – splendore del barocco siciliano –  ne è il monumento più centrale, suggestivo, fascinoso che domina su tutto, in un profondo grido di regale magnificenza.

Dopo la distruzione dell’antica Netum per il terremoto dell’11 gennaio 1693, nobili e clero decisero la costruzione della nuova città nel sito attuale e si arroccarono attorno alla Cattedrale. Ancora oggi chi può vederla dall’alto, anche in una semplice fotografia dall’aereo, la vede così: la Cattedrale al centro, e attorno i palazzi dei Landolina di S. Alfano, dei Nicolaci di Villadorata, dei Gesuiti del Collegio, dei Rau della Ferla, e quelli delle Benedettine di S. Chiara e del Ss. Salvatore, dei Trigona di Frigintini, dei Canicarao, degli Impellizzeri di S. Giacono, dei Bongiorno, degli Astuto. Poco più discosti i Domenicani e i Di Lorenzo del Castelluccio.

La Basilica Cattedrale è il cuore di Noto!  Di fronte, Palazzo Ducezio sontuosa sede del Comune. Davvero tutto il fasto di Noto è attorno alla Cattedrale, nata grandiosa nelle proporzioni, fascinosa nell’architettura. A guardarla nel suo complesso architettonico, la mente si smarrisce dinanzi all’audacia dei costruttori che osarono idearla e compiere tanto ardimento. Come i macigni delle vette alpine, queste pietre lavorate a fiorame, a figure e ad arabeschi danno voci di armoniosa solennità. Quando poi il sole al meriggio le avvolge in sorriso di splendore e le aure primaverili accarezzano la gaia fantasia del disegno orizzontale e la maestosità delle colonne nella loro verticale armonia, allora la Cattedrale guardata dalla piazza antistante acquista il sapore di una visione monumentale che sconvolge, soggiogando con la sua mole dorata e stupenda.

Davvero tutto il fasto di Noto è attorno alla Basilica Cattedrale, cuore della Città e porta del Cielo. I notinesi – quando la costruirono civium largitate, come dice una lapide – vi avevano impresso, come segno della loro grande fede, questa audace fantasia di proporzioni, onde per la sua monumentalità, per l’armonica saldezza di costruzione, per la spazialità e la sua rifinita eleganza architettonica essa appare oggi veramente realizzata “con denaro netino, ma con grandiosità romana”. «La vita dell’uomo è attorno alla Cattedrale.  Bisogna, accanto e attorno ad essa, costruire le case e le officine: perché casa, officina, scuola, ospedale, formino con la Cattedrale un tutto organico in cui si radica la persona e la libertà umana. Non si può levare nessuno di questi elementi essenziali, se se ne leva uno, crollano l’edificio sociale e la libertà che in esso ha radice» (Giorgio La Pira).

Tutto questo lo possiamo leggere, rivedere, riammirare (con nostalgia) nelle dense, illustratissime 224 pagine di «Noto. La Cattedrale dalle origini ad oggi», 4ª Edizione 2014. Sicula Editrice-Netum, del carissimo Prof. Biagio Iacono. Studio interessante, perché molto ben documentato, così da essere davvero un vademecum utile e certamente gradito agli studiosi, alla comunità diocesana netina, ai turisti e a tutti noi, ovunque residenti.

Presentano e introducono autorevolmente: mons. A. Giurdanella vicario generale (“Fede e Arte: un rapporto dialogico”), il dott. C. Bonfanti sindaco di Noto (“Un’illuminata sintesi”) e lo stesso Autore (“Premessa”). Seguono i testi esplicativi e documentati, le artistiche foto con, a commento, varie e importanti ‘Note sparse’ di autori di ieri e di oggi, che accompagnano la piacevole ‘lettura visiva’ di ogni testo-capitolo: Cenni storici e architettonici (11-25), La facciata e l’esterno. La (26 Cupola -45), Il Portale di G. Pirrone. La facciata interna. La Navata centrale, ieri e oggi (46-71), Gli Evangelisti e La Pentecoste di O. Supereco. Il Presbiterio, ieri e oggi. Il Transetto (72-111), La Cappella del Ss. Sacramento (110-115), La Cappella di S. Corrado (112-139), La Navata sinistra (140-153), La Navata destra (154-165), Il Mausoleo DI Lorenzo (166-171), Le Statue. Le Vetrate di Francesco Mori. La Via Crucis (172-191), La Sacrestia (192-198).  A chiusura del libro, segue una sintetica e ricca Breve Rassegna Stampa, cioè sei cronache giornalistiche descrittive recenti (200-221). In 4ª di copertina – ‘per amare e conoscere Noto’ – l’instancabile Autore annuncia la prossima pubblicazione di «Le Chiese del Cassero dalle Origini ad Oggi»: cioè “un’altra ricognizione turistico-culturale senza accademismi, corredata da una colta selezione di Autori, che documenta lo stato dei luoghi nei complessi monumentali ove si trovano le sei belle Chiese del Corso Vittorio Emanuele…”. Ove non è espressamente indicato, le foto delle illustrazioni sono dell’Autore o di Salvo Cattaneo.

Ci congratuliamo molto vivamente con il caro Prof. Biagio Iacono, per questo suo interessante e denso studio monografico «Noto. La Cattedrale dalle origini ad oggi»: lavoro sinceramente encomiabile, corroborato da documentazione, che conferma la provata competenza dell’Autore.

Salvaguardare il patrimonio culturale non è un mezzo da considerare eccessivo in questo tempo di crisi; è un dovere imprescindibile e un’eredità preziosa: un dovere verso l’umanità intera. Proteggere, conservare, valorizzare: tre aspetti necessariamente collegati tra loro perché l’azione di salvaguardia sia veramente efficace. Proteggere dai pericoli più gravi e prevedibili, conservare nonostante l’insidia continua del normale logorio nel tempo, e soprattutto valorizzare cioè trovare modi adeguati per rendere evidente il ruolo positivo che il patrimonio può avere per la vita delle persone. Siamo consapevoli dell’importanza del proprio patrimonio culturale per la conservazione e la salvaguardia della propria identità. Il lettore di «Noto. La Cattedrale dalle origini ad oggi» è condotto, come in un viaggio ideale, ad avviare un dialogo aperto con le opere. E’ infatti, questo, è un libro per chi ama l’arte e ha attitudine a meditare attraverso la sua contemplazione, un libro per chi ama la vita e può scoprire quanto l’arte ci aiuti a dire l’indicibile e ad esprimere l’inesprimibile, un libro che fa rigustare quanto s’è visto e ammirato di presenza.

“E’ importante valorizzare e descrivere la storia e le bellezze della Cattedrale, come fa l’agevole pubblicazione del Prof. Iacono, che ringrazio di cuore” (mons. A. Giurdanella). “Questo bel lavoro di Biagio Iacono – che si pone come illuminata sintesi di quanto, prima e dopo il tragico evento del 1996, è stato da lui documentato e scritto sul nostro immaginifico Duomo, che accende la fantasia dei turisti e delle persone di cultura del mondo intero – giunge a proposito per colmare una lacuna” (dott. C. Bonfanti). “Complimenti per quest’ultimo tuo lavoro: è una miniera di notizie e di foto, che mi fanno rivivere lo splendore di questa Basilica Cattedrale. Il tuo immergerti con intelligenza e particolare calore nelle gloriose vicende di Noto mi rivelano sempre più il tuo Amore al bello di una città che vorresti sempre più bella” (padre G. Leone).

Per questa nostra amata Noto – città che cammina verso la Basilica Cattedrale – rimane sempre attuale questa riflessione di Corrado Sofia: «Le nuove generazioni saranno coscienti dell’eredità di cui sono custodi, dei progetti non meno ambiziosi da assolvere? Il passato è una eredità di cui bisogna essere attivi custodi, per essere disposti a creare un futuro migliore. Il modello da tenere presente è l’Europa. Le idee che una piccola città di provincia può trasmettere all’Europa e i vantaggi che può trarne sono incommensurabili. Questa nostra città venne creata ricollegandosi ad una corrente di pensiero europea. All’Europa che nasce, le nuove generazioni debbono avere l’ambizione di portare il loro contributo» (CORRADO SOFIA, Noto. Le pietre sacre del Barocco, p. 15. Ed. Electa, 1991).

Mons.  Salvatore  Guastella


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