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L’ON MARZIANO e LE TRIVELLAZIONI NEL TERRITORIO DI NOTO

paolo tiralongoL’on. Marziano, ricordo perfettamente, nel periodo della mobilitazione contro  la Panther Oil, società americana che nel 2007 voleva fare ricerche di idrocarburi gassosi nel territorio di Noto, si schierò con chiarezza con il movimento contro le trivellazioni gas-petrolifere.

Oggi l’on. Marziano, facendo una giravolta di 360 gradi, da paladino dei NO TRIV è diventato innamorato degli idrocarburi gassosi fossili.

Ognuno è libero di cambiare opinione. Ma sono  inaccettabili le motivazioni addotte dall’onorevole netino per giustificare questo suo cambio di rotta.

L’articolo titolato “SONO FAVOREVOLE A QUESTA ENERGIA PULITA” pubblicato dal quotidiano LA SICILIA di domenica 11 ottobre, così recita : Il gas è la fonte di energia naturale più pulita che ci sia. Così il deputato regionale del PD, Bruno Marziano, commenta la concessione alle trivellazioni in territorio di Noto per la ricerca di gas naturale e gasolina.

Perbacco! Questa è una vera notizia! Finalmente! Era ora che qualcuno desse un parere scientifico così netto e meditato.

Leggo però nell’ articolo “RISCHI SPECIFICI DELL’ATTIVITÀ DI RICERCA E PRODUZIONE DI IDROCARBURi” : Le attività di esplorazione e sviluppo sono esposti a rischi operativi ineliminabili di eventi dannosi a carico dell’ambiente, la salute e la sicurezza delle persone e delle comunità circostanti.

La gravità degli incidenti legati a fuoriuscite di idrocarburi, esplosioni, collisioni marine, rischi geologici quali inattese condizioni di pressioni e temperature nel giacimento, malfunzionamento delle apparecchiature ed altri eventi negativi è potenzialmente tale da poter causare perdite di vite umane, danni ambientali e conseguentemente oneri e passività… .

Questo articolo, potrebbe replicare Marziano, è stato certamente scritto dai soliti ambientalisti, quelli che sono contrari allo sviluppo e al progresso! E che magari vorrebbero portarci al Medio Evo.

E , no, on. onorevole Marziano quello che ho riportato è una parte della “Relazione finanziaria annuale 2013” dell’ENI. Si, ha letto bene dell’ENI, la compagnia petrolifera che vuole ricercare e coltivare idrocarburi gassosi nel territorio di Noto.

E poi, mi permetto di ricordarle, che per la ricerca e coltivazione di idrocarburi gassosi bisogna aprire nuove strade, sono necessari serbatoi e gasdotti, piattaforme di cemento, ecc. Quindi aumento del traffico, alterazione del paesaggio, aumento del rischio idrogeologico, sottrazione del suolo all’agricoltura, inquinamento.

Per non parlare della concreta possibilità di deviazione e/o inquinamento delle falde acquifere , degli effetti sulla subsidenza (cioè l’abbassamento del suolo) evento dimostrato oramai da numerosi studi scientifici, e della possibilità di generare scosse telluriche (in Svizzera, sul lago Costanza, sono state precipitosamente interrotte le perforazioni geotermiche perché , secondo il Servizio Sismico Svizzero, hanno provocato un terremoto di 3,6 gradi della scala Richeter, il Corriere della sera,21/07/2013).

Ma forse con  l’espressione “energia pulita” Lei si riferisce al fatto che, usando il gas naturale, non vi sono emissioni nocive per l’ambiente?

Mi sento costretto a contraddirla. Facciamo l’esempio dell’idrocarburo gassoso più semplice il metano, CH₄.

CH₄ (metano)+2O₂ ( 2 molecole di ossigeno) → CO₂ (anidride carbonica) + 2H₂ O(acqua)

Oh, che sorpresa si produce anidride carbonica, il gas serra per antonomasia.

Ogni combustione produce anidride carbonica.

 Le ricordo che la  concentrazione di CO₂ in atmosfera ha raggiunto il livello di 3 milioni di anni fa (396 parti  per milione): stiamo tornando ai tempi del pliocene, un periodo in cui la tigre dai denti  a sciabola si trovava perfettamente a suo agio, la temperatura era di 2 o 3 gradi superiore a quella attuale ed il livello dei mari più alto di 25 metri.

A trascinarci verso il passato è la crescita dei gas serra che continuano a ritmo sempre più veloce, nonostante gli appelli degli scienziati a ridurre i consumi di combustibili fossili… (Wno, organizzazione meteorologica mondiale: il Greenhouse gas bulletin).

Mi sembra di sentire la sua obiezione. Allora che fare?

Incentivare la produzione di energia solare domestica (quella non a caso invisa alle multinazionali). E’ stato dimostrato che mettendo un impianto fotovoltaico sul 5% dei tetti del nostro Paese o sul costruito della Lombardia (tenendo presente che già oggi un buon 20% del territorio lombardo  è già coperto da energie rinnovabili) si risolverebbero i problemi energetici d’Italia (www.fotovoltaiconorditalia.it).

Siamo contrari ai grandi impianti fotovoltaici perché l’uso rapace del territorio, sottrae suolo all’agricoltura, impoverisce le comunità della risorsa paesaggio, impedisce una crescita in armonia con la natura sia se si cercano idrocarburi, sia se si desertifica la campagna con enormi distese di specchi.

                                                                                         Paolo Tiralongo


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2 Responses to L’ON MARZIANO e LE TRIVELLAZIONI NEL TERRITORIO DI NOTO

  1. avatar

    Io sono io e voi....... Rispondi

    16 ottobre 2015 at 13:35

    Mi piace.

  2. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    19 ottobre 2015 at 15:45

    L’On. Marziano è un voltagabbana, un politico che fa parte della partitocrazia,di conseguenza non merita fiducia politica.

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