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L’OMBELICO DEL MONDO – PRIMA PUNTATA

L’OMBELICO DEL MONDO – Romanzo Breve di Giorgio Benelli (pubblicato a puntate in esclusiva mondiale su Evarconews) – tutti i diritti sono riservati.

Prefazione

Secondo una nuova teoria medica: è stato accertato che come esistono gemelli nati da un unico parto, possono esistere anche dei gemelli, nati a chilometri di distanza … addirittura in un altro continente … io ho immaginato che esista una copia gemella di una cittadina sicula, sperduta in un’isola in mezzo ai caraibi.

Questa è la breve storia di Don Waldo I° Apollodoro, alcalde di Santa Caterina y Tierra de Agua e dei suoi concittadini …. è una storia di sangue, sudore e lacrime in questo luogo situato nell’angolo meridionale dell’isola di Manzanilla …. una saga, senza esclusione di colpi, per la conquista e il mantenimento di poltrone, sgabelli o qualsiasi altra cosa che sia simbolo di potere.

Capitolo 1 : Waldo il Magnifico

Tutto ha inizio alcuni giorni dopo la strabiliante vittoria del nostro eroe alla carica di alcalde di Santa Caterina.

Erano le 9,30 di una bellissima giornata di primavera dell’anno 2… quando Don Waldo I° fu finalmente pronto per recarsi al Palacio del Gobierno … un’ultima occhiata allo specchio grandezza naturale gli aveva rimandato l’immagine di un uomo di circa quaranta anni, dal volto piacevole e abbronzato, capelli scuri impomatati, non molto alto, ma ai nostri tempi, come tutti ben sanno, in politica … la bassa statura è considerata un pregio …. indossava un completo blu, cucito a mano d’ottimo taglio, con una cravatta in tinta Andy Wirhol che riproduceva il volto del Silvestro mondiale in quattro colori …. le scarpe Ferraiolo, fabbricate a mano, usando la pelle del ventre dei pastori delle Ande, con il rialzo di sei centimetri.

Controllò l’ora sull’orologio, extra piatto, “Gennarino Vacheron”, importato dai pataccari napoletani, il quale, oltre al subacqueo, era pure antinucleare e prevedeva in anticipo le “revolutions”: erano le 9,32.

L’autista lo aspettava davanti al portico della villa con dodici colonne di marmo in stile Corinto, al volante dell’ultimo modello della Mercedes Presidential 6400, color rosso lava, in grado di raggiungere i 140 km. in 8 secondi, carrozzeria antimissili, otto airbag, impianto stereo, copiato dalla più famosa discoteca di Miami, con luci psichedeliche, mini palestra e vogatore.

Notò, con una punta di dispetto, che alcuni cani … senz’altro randagi, intrufolatisi nel parco, nonostante le recinzioni elettrificate … avevano urinato su tutte le quattro gomme …. doveva ricordarsi di lasciare un appunto per la sua segretaria: “Sterminare tutti i cani dell’isola” escludendo, beninteso, i due barboncini argentati della moglie, il chihuahua della suocera e il molosso tosco-napo-siberiano di nome “Serial Killer” del cognato.

Mentre l’autista procedeva a velocità turistica verso Santa Caterina per raggiungere il Palacio de Gobierno, Don Waldo I° ammirava lo splendido panorama della Baia de Las Palmas: la giornata era cristallina e la temperatura ancora piacevolmente sopportabile, mentre il mare aveva la tonalità color verde smeraldo tanto pubblicizzata da spot e cartelloni turistici.

Ripassò mentalmente tutti gli impegni della giornata: alle 10,00 doveva incontrarsi con il suo vice: Felipe Boyero detto “hermoso”, ma conosciuto dagli amici intimi come “l’incapace”, un giovane di trenta anni, erede di una delle più importanti famiglie della città, in grado di gestire migliaia di voti in periodo elettorale …. la nomina a vice era stata la ricompensa per averlo aiutato a diventare Alcalde …. il giovane era di bell’aspetto ed era utilizzato per tutte le inaugurazioni di secondo piano, inoltre teneva i rapporti con la stampa e con i partiti di opposizione … poteva fargli dire qualsiasi cosa senza che avesse capito il  senso di quello che stava comunicando.

Alla presentazione della Giunta del Gobierno, circa un anno prima, una signora della buona società disse che aveva lo stesso sguardo vuoto e dolce di un famoso quadrupede dei cartoons di Walt Disney, di cui non ricordava il nome, …  Julio Trabaco, funzionario amministrativo, noto per lo spirito pungente, … cercò di aiutarla trovandone anche lui l’assomiglianza col famoso “cerbiatto” …. aveva lo stesso “sguardo bovino”.

Don Waldo era a pochi passi di stanza e la frase gli ricordò …. lui che aveva viaggiato per il mondo, … un famoso “detto” della Val Padana in Italia: “Fissa … come la mucca guarda il treno che passa” e non era, certamente … un attestato di intelligenza.

Il lunedì successivo Julio Trabaco si trovò nominato direttore, capo reparto e unico operaio della fabbrica di fiammiferi “La fiamma eterna”, la quale era stata costruita una ventina di anni prima con i Fondi Comunitari Panamericani, al centro del bosco posto sulla collina, a undici chilometri da Santa Catarina ed essendosi rotto, già da una decina di anni, il macchinario per la fabbricazione, progettato e costruito in Bulgaria, ora i fiammiferi, su ordinazione, erano intagliati a mano, raggiungendo costi impossibili.

Dalla allora nessuno aveva più accennato ….. in pubblico ….. allo sguardo di Felipe.

…….. Continua

 


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