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L’OMBELICO DEL MONDO – 20 PUNTATA – “I COSPIRATORI”

COSPIRATORIIl sabato pomeriggio, intorno alle 16,30, quattro cospiratori giunsero, separatamente, a Cabo Gorrion … era stata scelta, per la riunione, la villetta in stile spagnolo che dona Alexandra aveva ereditato dai nonni paterni e dove lei e Daniel trascorrevano i fine settimana nei mesi di maggior calura … a volte anche un’intera settimana, quando il professore riusciva a liberarsi da tutti gli impegni, il che capitava, al massimo, una volta all’anno.

La villetta era stata costruita a strapiombo, in cima al Pico de Viento, in mezzo a banani e palme da cocco … e si raggiungeva la piccola, ma incantevole cala sottostante, scendendo lungo gli 87 scalini scavati nella roccia.

Daniel, in bermuda rossi e maglietta con la scritta del “Manchester United”, ammirava il paesaggio, seduto sulla veranda e provava a rilassarsi, bevendo thè “freddo”, ma ogni venti secondi controllava l’ora, continuando a tormentarsi i capelli e i baffi.

Il primo ad arrivare fu Cisco Altamura … salutò sorridendo Daniel … si servì, a sua volta, un bicchiere di thè dalla caraffa posta al centro dell’ampio tavolo che doveva servire per la riunione e iniziò a giocare con Gengis Khan, il cucciolo d’alano che seguiva ovunque il professore.

Evarco Espinosa giunse contemporaneamente al professore Fermin Limpiadora, insegnante di letteratura spagnola al liceo di Buganville e studioso di lingue “morte” … autore di una libera traduzione dell’Odissea in Huatapeco, la qual cosa gli era valsa una serie di encomi e riconoscimenti all’Università di Torquemada … libero pensatore …  era stato il fondatore e l’ideologo del movimento “Una banana por todos “ … ultimamente si era messo in disparte, avendo scoperto che l’uomo aveva bisogno anche di altri “cibi” e che … un buon “dessert” color caramello … tipo una mulattina di vent’anni di nome Eunice … poteva rendere la vita, particolarmente piacevole, anche in età matura … ultimamente era assiso agli onori della cronaca, pubblicando  un piccolo saggio” Pies pequenos in penes pequenos … pies grandes in penes grandes” (piedi piccoli in peni piccoli … piedi grandi in peni grandi) sfruttando la ricerca di un gruppo di antropologi australiani, sugli arti e i peni. … trattato andato a “ruba” tra le signore della “buona società” di Santa Caterina, che nei loro salotti si divertivano a stilare classifiche in base alla lunghezza delle scarpe … il fratello del professore, Camilo Limpiadora, titolare di un negozio di scarpe, confermò di aver esaurito in una settimana tutte le vecchie giacenze n° 44, 45, 46 di scarpe maschili compreso due paia di stivali N°48 arrivati per un errore d’ordinazione, anni addietro e le farmacie avevano terminato tutte le scorte di cotone idrofilo, con cui, gli acquirenti riempivano i centimetri mancanti alla punta delle scarpe.

E infine, ultimo, con un quarto d’ora di ritardo, giunse il dott. Leo Recoba, si presentò sulla veranda col volto coperto da grandi occhiali scuri e un Panama bianco dalle ampie tese, calato sul viso … avanzava a piccoli e furtivi passi, voltandosi di scatto per controllare che nessuno lo seguisse … Daniel lo apostrofò immediatamente:

“ Alla buon’ora, Leo! ”

“ Sssst … si era detto di non fare nomi ! … –  ribadì il dottore, calandosi ulteriormente la visiera sul volto.

Esperancia fu tentato di coprirlo d’insulti, ma siccome si era ripromesso di mantenere la calma, si morse il labbro inferiore e invitò tutti i presenti a sedersi intorno al tavolo … quindi pregò Espinosa di aprire la seduta e illuminare i convenuti sul motivo della riunione … questi documentò, con dovizia di particolari, l’incontro avvenuto con dona Ines Tiburon  e la conseguente proposta avanzata dall’affascinante creatura … fece un breve riassunto sulle motivazioni dei presunti rancori che la  signora nutriva nei confronti del coniuge … quindi passò ad elencare tutto il materiale, ritenuto esplosivo e devastante, che la medesima era disposta a cedere … e concluse, pregando i presenti di analizzare con cura i fatti, discuterli e poi prendere una decisione, entro il termine della riunione, sulla risposta da dare.

Leo Recoba, con la scusa di controllare i lacci delle scarpe (lui che da una vita calzava solo mocassini) gettò un’occhiata sotto il tavolo per accertare che non vi si nascondesse nessuno … Evarco chiuse il suo intervento:

“ … signori, sono a vostra disposizione per rispondere a tutte le domande e chiarire i vostri dubbi e, nello stesso tempo, prendere in considerazione e valutare ogni tipo di suggerimento da voi proposto!

Per diversi minuti si udì solo il verso dei gabbiani, il rosicchiare dei denti di Daniel sulla cannula della pipa e il tamburellare delle dita del prof. Limpiadora sul tavolo … poi Cisco, come parlando a se stesso, uscì con queste parole:

“ Sembra impossibile!  … una simile occasione per noi … e per Santa Caterina …

(si rivolse ad Esperancia) … Daniel cosa ne pensi? … non sarà una trappola? … quale sarà il vero scopo di dona Ines? …“

Esperancia, dopo un ultimo tentativo di scalparsi, fissò negli occhi, a uno a uno, gli altri giacobini, raschiandosi la voce:

“ … Premetto, Cisco, che, in un primo momento, ho avuto anch’io il medesimo dubbio, ma analizzando i dati in mio possesso e avendo eseguito ulteriori e accurate indagini sono arrivato alla conclusione che Ines Tiburon, vuole veramente far saltare col “botto” suo marito, Waldo e tutta la sua cricca … compreso la madre e il fratello Pablo … e poi succederne alla guida dell’impero economico …”

“ … Utilizzando noi come miccia. “ – esordì Leo Recoba.

“ Certo … utilizzando noi come miccia! … – proseguì secco Daniel, che non amava essere interrotto – … ma noi … prima di accenderla … possiamo controllare, valutare e provare “l’esplosivo” che ci verrà fornito …”

“ Come? … Dobbiamo fare i dinamitardi !? … Daniel, lo sai che ho il terrore delle armi ! … degli esplosivi … – iniziò a piagnucolare il prof. Fermin Limpiadora.

– “ Fermin! … io intendevo dire “esplosivo” … come documenti, video, foto compromettenti, materiale che dona Tiburon afferma di essere in possesso e che vuole consegnarci … – intanto, si piantò le unghie nel palmo della mano, per rammentarsi di mantenere la calma.

“ Ah, scusa, Daniel … avevo male interpretato! “

“ Come il solito … caro Fermin … come il solito … Dunque accertato che non dobbiamo fare saltare in aria palazzi … colonne di soldati … e treni colmi di passeggeri … posso proseguire? … bene! … una volta che il materiale sarà in nostro possesso … e io credo che esista veramente … e che sia sicuramente “esplosivo” … perché non lo possiamo utilizzare? …” – alla domanda, Leo si tolse più volte il panama, asciugandosi la fronte con un candido fazzoletto di seta:

“ Da quello che ho capito, però … garantendo la totale immunità alla Senora! “

“ … Passata, presente e futura … – tenne a precisare Daniel Esperancia – … con una piccola differenza: … se saremo bravi a sfruttare l’occasione … gliela concederemo dal palazzo “El Labirinto” … giusto! … – e riprese immediatamente – … dove potremo finalmente governare, con un’opposizione praticamente inesistente! “

Fu silenzio totale … tutti riflettevano sulle ultime parole di Daniel.

“ Altre obiezioni o domande? … – tentò Evarco, per rompere quella pesante cappa di silenzio.

“ … Ma come pensate che reagirà l’attuale coalizione … di governo? – obiettò nuovamente Leo Recoba.

“ Io penso – intervenne Evarco – … che nei mesi che seguiranno, saranno talmente impegnati a cercare di salvarsi il culo ed a sfuggire agli eventuali mandati di cattura … da ignorare completamente ogni nostra attività politica … – nuovamente calò il silenzio assoluto.

A quel punto Fermin Limpiadora, professore di letteratura spagnola, si alzò, poggiando entrambe le palme sul tavolo e gonfiando il petto … si sentiva come un novello Socrate nell’agorà ateniese al cospetto dei suoi discepoli … e, con voce profonda e ferma, li arringò:

“ Signori, la storia ci ha fissato un appuntamento che noi non possiamo disertare! Tutto il mondo ci guarda! … Santa Caterina, come l’araba fenice, finalmente potrà risorgere dalle sue ceneri agli antichi splendori … Tocca a noi l’arduo compito di scegliere e nominare il Cid Campeador che trasformerà in vittoria questa impresa … ed io … (ergendosi in tutta la sua statura) … io propongo il nostro illustre concittadino: il dott. Daniel Esperancia!  – gli altri tre prescelti dalla storia, guardarono il designato, poi alzarono il braccio destro in segno di approvazione.

Esperancia masticò quello che rimaneva della cannula della pipa, strappandosi un ultimo ciuffo, rimastogli sulla fronte e dopo un inutile tentativo di alzarsi, così rispose:

“ … Caro Fermin e cari amici, vi ringrazio tutti, dal profondo del cuore, per la fiducia che riponete in me, ma sono costretto a rifiutare … decisamente … questo onore … Questo alto incarico non è per me! … esso comporta tutta una serie di compromessi e mediazioni, doti che, purtroppo, sono in aperto contrasto col mio carattere … alquanto focoso e polemico … come voi ben sapete … pur con tutto l’amore che porto per Santa Caterina … io mi muovo, perfettamente a mio agio e do il meglio di me stesso negli labirintici e bui corridoi della politica … sempre alla ricerca d’intrighi, corruzioni e malgoverno e … non potrei negarmi il gusto del fustigatore e del censore anche nei miei confronti … quindi non potrei fare: il boia e l’impiccato! … Prometto, tuttavia, tutto il mio aiuto e appoggio al candidato che oggi sceglieremo … ma, nello stesso tempo, non potrete mai impedirmi di criticarlo e pungolarlo ogni qual volta che lo riterrò necessario … affinché non abbassi mai la guardia o si rilassi durante tutto il periodo del suo mandato … Io sono e sarò sempre un “grillo parlante!” … Ripongo, invece, la mia fiducia e il mio totale impegno in te: Evarco e così spero anche quello di tutti gli altri presenti! ”

Sei occhi spostarono l’attenzione da Esperancia a Espinosa, il quale sprofondò nella poltroncina di vimini, nel tentativo di rimpicciolire … aveva assunto il pallore dei condannati a morte e avvertiva grosse difficoltà di respirazione, mentre le labbra erano diventate, improvvisamente, aride … infine prese coraggio e disse:

“ Amici, Dio sa quanto mi piacerebbe poter accettare questa sfida … e non nego di averci pensato … e anche sperato, specialmente in queste ultime notti … chiedendomi cosa avrei provato davanti alla possibilità di una vostra proposta per una mia candidatura … sarebbe il coronamento della vita politica di qualsiasi persona con i miei ideali … ma, nello stesso tempo, ho avuto la forza di guardarmi dentro e per quanto mi sia sforzato, non mi sono ritrovato alcuna dote del leader, perlomeno per come lo immagino io … e il compito di riportare la città di Santa Caterina a un livello di dignità e uscire da queste acque putride e stagnanti nelle quali sta lentamente sprofondando … richiede un uomo con doti di coraggio e di decisionismo, al limite dell’impopolarità … mentre io sono a disagio, al solo pensiero, che una persona degna della mia stima e della mia amicizia possa guardarmi in modo poco benevolo … credo, però, di essere un buon organizzatore e un buon collaboratore, per chiunque sia in grado di assumersi questo compito … quindi, a malincuore, sono costretto a declinare l’invito, ringraziandovi, con tutto il cuore, per avere pensato a me …”

A quel punto Leo Recoba, sperando che, dopo tanto tempo, il destino si fosse ricordato di lui … si alzò in piedi e, solennemente, disse:

“ Cari amici e compagni … se voi ritenete che io …”

“ Non se ne parla neppure ! – tuonò Esperancia – … Leo, io ti voglio bene, ma tu sei un perdente, per natura, e la città ha già perso troppe volte … se ripresentiamo la tua candidatura … i nostri concittadini avrebbero la sensazione che, in fondo, non si voglia cambiare nulla  … tu hai già governato … e non sei stato, certamente, il peggiore, ma Santa Caterina merita certamente il meglio! … e tu non lo sei! ”

Leo crollò sulla sedia, come un albero abbattuto da un uragano, balbettando:

 “ … Daniel … vedi … rifletti … potrei – infine si arrese – ma, allora, chi … vorresti proporre? … Non rimangono molti altri candidati: … forse Margherito Todobien, che … però, non è ancora maturo per questo incarico …”

“ … E non lo sarà mai … è un perfetto cretino e un incapace … e lo sai bene, Leo “ – confermò Daniel.

“ … Allora Francisco Impedido … – continuò ad elencare Leo – … persona onesta … stimata … conosciuta, ma la sua popolarità è in fase calante … difficile, al momento, da proporre … forse Hector Canario … però, considerato da tutti, troppo legato al nostro attuale Alcalde … inoltre, ha fatto, troppe volte, da cassa di risonanza a tutti i politici del vecchio regime.  … – si rialza in piedi – … e, tu pensi che i Monedero, i Chupasangre, i Boyero e tutte le altre ricche e potenti famiglie della città, resteranno tranquillamente ad assistere a nuovi cambiamenti? … o non cercheranno una figura che possa tutelare i loro interessi … qui o tra i pescecani delle città limitrofe? … Anzi, sai che ti dico? … non mi stupirebbe, una loro candidatura per un uomo forte come Attila Manganello …”

“ Scoregge! Solo e sempre scoregge! – la voce di Altamura si alzò, tagliente come un rasoio, ma vibrante come un organo – …  in questo dannato paese si è sempre confuso il sibilo di una scoreggia, per un uragano … sempre spaventati e timorosi ogni volta che cade una foglia … qui, qualsiasi stronzo con una camicia bianca, una cravatta e con un titolo di studio … meglio ancora una laurea … un pezzo di carta, generalmente comprato … diventa un genio della politica oppure un candidato al premio Nobel … e se, inoltre, si ritrova fra i suoi antenati uno degli  assassini e stupratori che hanno invaso questa bellissima isola, cinquecento anni fa, allora è il massimo … un predestinato … ed, ecco rispuntare l’arroganza e la presunzione dei Santacaterinesi … qualsiasi topo di fogna col Don, davanti al nome, diventa un Grande di Spagna … e, un qualsiasi cretino che monta su un palco e fa un discorso senza senso, ma infiorandolo di citazioni in greco o latino diventa un luminare e,  tutti sono pronti a prostrarsi ai suoi piedi … e gli si bacia le mani, nella prospettiva di chissà quali futuri guadagni o benefici … noi siamo sempre pronti a vendere il culo per mille pesos … (pausa) … e anche meno … ogni cittadino di questa maledetta e sfortunata città, si considera al centro di tutto e considera Santa Caterina l’ombelico del mondo … e pensa che tutto ruoti intorno ad essa … mentre invece non siamo neppure il buco del culo del mondo ! … – urlò le ultime tre parole … forandoli, dai quattro presenti non sarebbe uscita neppure una goccia di sangue … fissavano stralunati Altamura, immobili come statue –  … ci sono miliardi di persone che non conoscono neppure l’esistenza di questa cittadina … una cagata di mosca sulle carte geografiche e neppure accennata nei libri di storia  … e se per un qualsiasi strano motivo, che io considero impossibile, ci avessero sentito nominare, non gliene importerebbe assolutamente nulla! NULLA! … i personaggi che ho, appena, sentito nominare da voi come uomini politici … in qualsiasi altro paese dell’universo non supererebbero, neppure il minimo, a un qualsiasi test d’intelligenza … mentre qui tutti pendono ossequiosi dalle loro labbra … – Altamura riempì un bicchiere di thè … lo sorseggiò lentamente, accarezzando Gengis Khan che scodinzolava tra le sue gambe … poi, fissando gli amici, riprese – … e ancora una volta! … si continuano a rimpiangere i tempi in cui dominavano i nobili spagnoli … i quali, per nostra fortuna, sono scomparsi da oltre cento anni! … un branco di tiranni, debosciati, tarati mentalmente e fisicamente … sifilitici, pronti a spolpare e immolare il popolo, come agnelli sacrificali: … NOI, per loro, eravamo solo, carne da macello! … ma tutti si considerano i discendenti di quella razza malefica … ultime vestigia d’inutili e boriosi aristocratici … e, chissà, per quale assurdo miracolo, nel loro tempo sono stati costruiti, questi magnifici palazzi, queste grandiose chiese, queste splendide piazze … ottenute col sangue dei nostri antenati e ne parlano come se fossero di loro proprietà per volontà divina, mentre, in realtà hanno vissuto, in quello che considerano il “periodo d’oro”, come un popolo di servi agli ordini … di una quindicina di famiglie, il cui unico merito era stato quello di aver ucciso, bruciato, torturato un popolo d’indigeni pacifici, che abitavano questi luoghi meravigliosi, eredi di una grande e profonda cultura … luoghi e il tutto in nome del Cristianesimo e dei Re di Spagna, per depredarli delle loro ricchezze e delle loro terre. … “ noi, siamo stati  cavalieri del Santo Soglio … Grandi di Spagna … i nuovi crociati!” … buffoni, invece, non eravamo che inutili marionette! … altro che nobili!: … stallieri, camerieri, sguatteri in fetide cucine, servitori ubbidienti di quelle mummie feroci e rincoglionite e … e … eravamo pure ben felici di pulire loro il culo, quando nella demenza e nella vecchiaia si defecavano addosso e puzzavano come maiali perché “loro, i Grandi” consideravano un buon bagno come una cosa volgare e plebea da subire a mala pena un paio di volte all’anno … inoltre … prendevano le nostre figlie, sorelle, madri: le violentavano, le impestavano, le ingravidavano, generando dei bastardi per continuare ad alimentare il loro bisogno di essere serviti … e riveriti, in eterno! … e a Santa Caterina rimpiangono questa generosa e gloriosa razza!!! …

“ Ah, se potessero ritornare quei bei tempi … quando c’erano loro!” … così li sentite ogni tanto bestemmiare … mentre vegetano sulle panchine … all’ombra delle palme, con lo sguardo vuoto! … Forse signori, è il caso di recitare un “mea culpa” e indossare il saio dell’umiltà! …Questa città si deve rimboccare le maniche … per riprendere a vivere … aiutandosi  tutti insieme … uniti … per costruire qualcosa che abbia un valore … Perché nessun altro POTRA’ … VORRA’ e … VERRA’ a farlo per noi!  … ma già il fatto di rimboccarsi le maniche e lavorare è considerata una bestemmia … il lavoro nel nostro dialetto lo chiamiamo “travaglio” … come: duro, faticoso, penoso … qualcosa che da dolore, angoscia e non dal francese “travailler” come molti cercano di raccontarsi … i nostri antenati avevano già enormi difficoltà a parlare lo spagnolo, del francese ne ignoravano addirittura l’esistenza! … Signori solo noi possiamo darci un futuro e salvarci!!

Dopo alcuni minuti di assoluto silenzio e qualche occhio umido, Francisco Altamura, l’architetto che poteva diventare “qualcuno” in Europa, fu eletto all’unanimità come

“ nuovo candidato” per la carica di Alcalde della prossima tornata elettorale.

Ripartiti i cospiratori, Esperancia rimase solo con Gengis Khan, che gli si era addormentato sulle ginocchia … guardando l’orizzonte e contandosi i pochi capelli che non si era strappato durante il convegno … cercava di pensare alle parole esatte che avrebbe riferito a dona Ines Tiburon … nella telefonata dell’indomani … per comunicarle che accettava la sua proposta … e sperava, ardentemente, che la sua sete di libertà e di democrazia non stesse per generare dei nuovi mostri … un incontrollato brivido gli scorreva lungo la schiena … l’ultima frase gridata da Cisco, lasciando la compagnia era stata: “ … Non vi deluderò!! … NON VI DELUDERO’”


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