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L’OMBELICO DEL MONDO – 16 PUNTATA – “CHE FINE HA FATTO DONA INES?”

Santa Caterina, dopo le ultime folate del vento elettorale, era ripiombata nel letargo estivo … era già trascorsa la metà d’agosto e del viaggio di dona Ines in Europa si avevano solo notizie frammentarie.

Durante le prime settimane del suo pellegrinaggio lungo il “Camino de Santiago de Compostela” dona Ines telefonava alla madre ogni giorno, informandola sui progressi e sulla serenità che stava riacquistando, visitando quei luoghi intrisi di santità e così vicini a Dio … quando, terminato il pellegrinaggio, si trasferì in Francia e sostò per alcune settimane a Biarritz, presso una famosa ed esclusiva clinica le sue telefonate passarono dal quotidiano al bisettimanale e, infine, lasciata la clinica … le uniche notizie che la madre riceveva erano solo brevi e concisi saluti sulla segreteria telefonica e qualche cartolina … prima dalla Bretagna, poi  dalla Normandia ed infine da Parigi … poi il nulla.

Dona Isabel non appariva, minimamente, preoccupata e cercò di trasferire questa sua tranquillità al genero Waldo, il quale continuava a essere totalmente ignorato dalla consorte.

Il complesso “Las Palafittas” era stato totalmente venduto … le ultime due villette erano state acquistate da una coppia di colombiani appartenenti al rinomato “Cartello di Medelin”, che, a loro dire, gestivano una società per la … produzione di medicinali contro lo stress … Biba era stata nuovamente trasferita da Pablo Tiburon, in una villa Hollywoodiana sul mare, con porticciolo privato che l’ingegnere aveva acquistato ad un prezzo vantaggioso ad un’asta giudiziaria, favorito dagli “amici” … e qui poteva continuare a curare la sua abbronzatura integrale, tra gli agi e i conforti a cui provvedeva generosamente il suo … novello anfitrione.

A Santa Caterina gli ultimi soci sopravvissuti del “Circolo della Lambada” avevano accentrato le loro discussioni serali sulla piazza del Teatro, con una seria e attenta analisi del gran balzo economico delle “tigri asiatiche”: Cina, India e il Sud-Corea (!) nella globalizzazione mondiale … erano diventati dei veri esperti sui cambi monetari e sulle quotazioni di borsa.

Un’altra notizia, giudicata incredibile, aveva scosso, quel fine estate, gli apatici cittadini della sonnolenta cittadina: … una delle due figlie di Pablo Piojoso: Desiree era in procinto di fidanzarsi! … “ Ma come è possibile, brutta com’è!! … senz’altro sarà un extra- caraibico! … quelli lo sappiamo! … ai miracoli non c’è mai fine! “ … Il padre riceveva continue congratulazioni, ma manifestava una contenuta felicità e rilasciava pochissime e vaghe notizie sul futuro novio, finche Romeo Carrillo, autista d’autobus sulla linea Santa Caterina-Torquemada comunicò che il promesso, era tale Humberto Cervantes, di 36 anni, residente con i genitori a Torquemada: ottimo ragazzo, col diploma di maestro elementare che, alcuni anni prima, era stato colpito duramente da un destino crudele … alla guida della sua moto, una “Honda 500”, Humberto aveva subito un grave incidente stradale … si era scontrato con un furgone che trasportava sacchi di farina di mais e nell’urto violento aveva sbattuto violentemente il capo sull’asfalto, riportando la cecità permanente ed una leggera difficoltà nel comunicare verbalmente.

Le nozze si sarebbero consumate entro l’anno.

Quello stesso anno il torneo a quattro di calcio a Tierra de Agua, aveva avuto un esito stupefacente, il Puente Pequeno, in finale, aveva battuto il Tierra de Agua col risultato di 12 a 11 … Maria Ibanez aveva parato tutto il possibile e l’impossibile, segnando, a sua volta, cinque reti … la sorella Rosita, che durante l’inverno si era iscritta ad un corso di arti marziali, era riuscita con le buone, ma soprattutto con le cattive, a fermare i pericolosi “punteri” avversari, arrivando a minacciare di spezzare le rotule all’arbitro che si lamentava per i suoi metodi non proprio ortodossi … infine nonno Carlito aveva segnato il goal della vittoria … purtroppo, per la gioia aveva ingoiato il mozzicone del sigaro, rischiando di soffocare … il farmacista presente all’incontro ne aveva consigliato il ricovero immediato all’ospedale e qui fu trattenuto per effettuare tutta una serie di analisi  … impedendogli di partecipare alla premiazione.

La “Notte della Memoria”era trascorsa senza particolari incidenti o incendi … e Fabricio Gerardo Santiago aveva ringraziato la buona sorte, ma particolarmente felice era stata un’altra persona: Corradina “Tifone” Aguillera, la quale aveva confidato alla sua amica Marilù, che un “ feroce pirata” aveva abusato di lei, nonostante i tre tentativi di fuga (del pirata) … alla fine, lei era riuscita a stringerlo tra le sue amorevoli e possenti braccia e lo aveva scaraventato nel retro del furgone di Chico Lopez, che gli serviva per il trasporto dei galli da combattimento e ne era riuscita diverse ed estenuanti ore dopo, ricoperta di piume, ricomponendosi le vesti e stiracchiandosi languidamente come una gatta sazia … mai l’alba le era parsa così bella e la vita … “era una cosa meravigliosa!”.

Evarco Espinosa, dopo molti giorni e notti insonni trascorse in profonde riflessioni, era giunto alla conclusione che il movimento “Banana por todos” era in una fase di “perenne” stallo e non riusciva più a lenire le sue insoddisfazioni ed era diventato troppo riduttivo per la sua sensibilità e la sua cultura … allora riunì un gruppo di amici, animati ancora dal desiderio di rendersi utili alla società e creò l’Associazione “Diritti e doveri per una democrazia alternativa”, sobbarcandosi l’utopistico compito di spiegare ai loro concittadini che il mondo stava cambiando, nonostante il loro immobilismo e quanto fosse importante entrare nel XXI° secolo.

Fece partecipe del suo progetto l’amico Daniel Esperancia, il quale prima si grattò ripetutamente un sopracciglio, poi accese la pipa, tirando una decina di violente boccate che affumicarono definitivamente il suo ufficio, poi sorridendo esclamò:

Evarco, tu sei pazzo! … ma che Dio aiuti  e protegga sempre tutti i pazzi come te !”

Waldo I°, ripensava, con nostalgia alla burrosa Biba che ora allietava le notti del cognato Pablo, ma non gli portava rancore, avendo un debito di “grande riconoscenza” e avendo appreso, in via confidenziale, che il direttore Regionale della Salvaguardia Culturale, il dott. Prudencio Olivares aveva dei grossi guai familiari  … e cioè: il figlio Roberto era incappato nel vizio della cocaina, divenendone dipendente e che la sua seconda moglie, la bella Dolores (essendo rimasto vedovo quando il figlioletto aveva nove anni) spendeva grosse cifre, ben oltre le sue possibilità economiche, in vestiti, borse, scarpe e gioielli, palestre e saloni di bellezza … ed era diventato facile preda degli strozzini.

Quindi ebbe la geniale idea di organizzare un pranzo al ristorante “I Masnadieri” di Torquemada, con i seguenti ospiti: lui, il cognato Pablo, il dott. Prudencio Olivares ed il suo vecchio compagno di università, dott. Julio Cesar Paraculo … e attorno alla famosissima grigliata di crostacei, specialità dei “Masnadieri”, innaffiata da un ottimo “bianco” … prima timidamente, poi con più decisione, sfruttando l’abilità diplomatica del Tiburon, si decise quanto segue: … “ Il dott. Olivares, con l’aiuto di un’equipe di esperti universitari, suoi amici, avrebbe dato vita in zona promontorio “Tartaruga”, erroneamente sottoposta alla legge regionale 666/ bis dal suo predecessore, un progetto denominato “Manzanilla e Santa Caterina nel turismo culturale internazionale” … progetto polivalente, dal futuro avveniristico(?) … in grado di sfruttare l’archeologia, la splendida natura e il fantastico mare retrostante … progetto al quale. nella fase successiva, avrebbe partecipato: dona Isabel Zalayeta y Tiburon, quale proprietaria della vasta area e suo figlio Pablo Tiburon come consulente per la sua notevole esperienza, ma soprattutto per l’appoggio finanziario della Società di cui era il presidente e socio di maggioranza, dando inizio alla realizzazione e alla costruzione del Centro Studi International 3000, comprensivo di aule magne, laboratori per le ricerche,  biblioteche, alloggi, servizi e attrezzature sportive , aperto agli studenti e studiosi di tutto il mondo … il dott. Julio Paraculo che, oltre essere consigliere provinciale, era stato ultimamente nominato anche assessore per l’Economia di Sostegno, con facoltà di indirizzare tutti i progetti che riteneva idonei verso i finanziamenti governativi e del Fondo Monetario Caraibico, in gran parte a fondo perduto e il rimanente a tasso super agevolato … infine, l’alcalde Waldo Apollodoro che, avrebbe fatto approvare e finanziare dalla Giunta di Santa Caterina tutta una serie d’infrastrutture e collegamenti tra l’area di studi e la città di Santa Caterina.

Come contropartita, il dott. Prudencio Olivares sarebbe diventato socio al 20% nella società, con nome da definire, senza alcun personale investimento in denaro; società che avrebbe gestito il progetto per i prossimi 100 anni, rinnovabili … contemporaneamente il dott. Paraculo avrebbe “ospitato” il giovane Roberto Olivares in una sua clinica specializzata per la disintossicazione da droghe e, una volta ottenutone la completa guarigione, lo avrebbero inserito con un incarico di rilievo nel progetto “Polivalente” … l’ingegnere Tiburon, nel frattempo, avrebbe fatto pressione sugli usurai, affinché questi aspettassero tranquillamente i tempi necessari per il rientro dei prestiti contratti.

Non si seppe mai se fu per merito della grigliata e delle parole diplomatiche di Pablo Tiburon o perché il dott. Olivares vedesse, finalmente, una radiosa luce alla fine del suo nerissimo tunnel, ma il pranzo ebbe uno straordinario successo.

Il gioco delle poltrone, potere e affari di Santa Caterina, aveva ripreso il suo lento e  sicuro percorso … il meccanismo, più volte sperimentato e perfettamente oliato,era nuovamente in moto.

Sin dalla fine di settembre, fu costituita la nuova società, col nome di “Il Tesoro nascosto”, legittimata allo sfruttamento del “Progetto sul futuro nel Turismo Culturale” … Presidentessa onoraria dona Isabel, Vicepresidente la figlia Ines, amministratore delegato il dott. Pablo Tiburon, mentre il dott. Prudencio Olivares era socio al 20% e il dott. Julio Cesar Paraculo, il quale avrebbe gestito i centri di benessere collegati al nuovo complesso, socio al 15%, tutto il rimanente 65% era in mano agli Zalayeta y Tiburon.

La notizia si sparse velocemente nei quartieri alti della città, ridestando gli interessi, gli appetiti e i malumori delle altre voraci famiglie … ci furono lunghe e stressanti cene e riunioni notturne, a volte anche molto agitate … si corse il rischio di distruggere antiche e solide amicizie in preda ad improvvise crisi di nervi … cominciarono, addirittura, a circolare lettere anonime dense di minacce e basse insinuazioni … sino a quando, i Tiburon, per evitare una guerra ed un inutile spargimento di sangue offrirono il 12% della loro torta che fu così spartita: il 4% ai Monedero, il 4% ai Boyero, il 4% ad Attila “Mala Suerte”Manganello, come garante che … in città e sul promontorio “Tartaruga”, nei prossimi anni, tutto continuasse a svolgersi in tranquillità, senza alcuna … contestazione e con un’equa distribuzione dei vari appalti.

Dona Isabel, ammirata per il genio del genero e la lungimiranza del figlio, riprese a passeggiare in loro compagnia lungo il corso, sostando al “Gran Caffè Emperador” per gustare i sorbetti ed i pasticcini al cocco di cui era famoso..

A don Waldo, dopo un periodo di castità a seguito della lontananza di dona Ines e soprattutto la perdita di Biba Montada, il sangue e gli ormoni avevano ripreso a scorrere velocemente  … e per le pulizie sessuali si era rivolto a Generosa, la moglie di Pepe Corcovado, che, da tempo, ambiva a quell’incarico … la gentile signora, non molto alta, mora e con ridenti occhi neri carichi di promesse, era dotata di un corpo conturbante e molto formoso, con un particolare modo di proporlo che rendeva le notti insonni a molti abitanti di Santa Caterina … era anche nota col sopranome di “bocca di miele” … questa brava donnina di casa, prese a cuore il nuovo incarico, eseguendo con coscienza e passione le “pulizie sessuali” all’Alcalde, che nel gergo locale voleva dire: scaricare le palle di don Waldo, più volte la settimana.

La tresca non era passata inosservata ai soliti perditempo delle piazze e dei giardinetti, i quali, con sorrisetti di complicità e rispettosi inchini, accompagnavano il passaggio del loro primo cittadino, il quale rispondeva compiaciuto ai saluti, col volto nuovamente rilassato e perfettamente abbronzato.

Pepe Corcovado, il marito, notò, con soddisfazione, che i suoi concittadini ed elettori avevano ripreso a salutarlo in modo ossequioso: “Che piacere godere della sua compagnia don Pepe! … sempre in splendida forma! … lei è sempre così giovanile e baldanzoso! … e porti i più ossequiosi e sentiti saluti alla sua bellissima signora … sempre così impegnata … nel sociale!”

Pepe, anche se a volte aveva avuto qualche flebile dubbio sui generosi e democratici … favori elargiti dalla moglie, preferiva ignorarli, visto i vantaggi che ne potevano derivare … non erano le corna a creare dei problemi ai bravi mariti di Santa Caterina, purchè gli altri non ne parlassero apertamente e pubblicamente.

La mascolinità di cui tanto si vantavano, gonfiando il petto come galletti e riempiendosi la bocca, era argomento, spesso affrontato, dalle mogli, fingendo falsi pudori, nei salotti cittadini, tra un thè, una fresca limonata e un pasticcino, con  risatine e commenti salaci … si mettevano sovente a confronto le estenuanti prestazioni sessuali dei loro amanti con quelle balbettanti e asfittiche  dei loro mariti.


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