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LO SCRUTINIO BINGO-STYLE

Bingo ARS 2Il Governo di Crocetta, con 33 voti contrari e 32 favorevoli, ha incassato una clamorosa bocciatura in Aula sulla proroga del commissariamento delle province. La cosa edificante è che vari deputati della maggioranza hanno constatato che la loro presenza in Aula non aveva avuto il dovuto riscontro nel conteggio elettronico dei voti. Presenti fisicamente ma assenti elettronicamente.  Alcuni dei 25 assenti, hanno dichiarato che la loro mancata partecipazione è dipesa da un problema “tecnico”. Lo è stato per Siragusa, deputato M5S (problema col pulsante) che avrebbe fornito il trentatreesimo voto favorevole, così come favorevoli alla proroga si sarebbero espressi, se solo avessero potuto, Arancio del PD, Forzese, Tamajo e Lo Giudice dei Democratici Riformisti, Edi Bandiera e D’Agostino dell’UDC.

Quindi, a detta dei suddetti onorevoli, se solo il sistema non si fosse rivelato anti-democraticamente fallace, il risultato della votazione sarebbe stato ribaltato con 39 voti favorevoli e 33 contrari.

Ma stiamo tutti scherzando? Vogliamo pervicacemente farci ridere dietro da tutto il globo terracqueo? Se qualcuno non ha ben valutato l’estrema gravità della cosa, consideri che vari “onorevoli”, compreso il “nuovo” Siragusa del M5S, hanno dichiarano candidamente di non avere potuto esprimere il loro vero voto per “problemi tecnici” imputabili al sistema elettronico, falsando conseguentemente in modo plateale l’esito della votazione . E il bello che la cosa la si vuol far passare come un inconveniente del sistema di voto, alla stessa stregua, chessò,  della mancanza di acqua minerale sul banco del presidente.

Ma chi ca**o sono questi presunti “onorevoli” per pensare che il loro voto (e quindi, indirettamente, quello dei loro malcapitati elettori)  possa valere tanto poco quanto una scoraggiante e rassegnata alzata di spalle di fronte all’imponderabile? Se fosse veramente avvenuta una cosa così grave, regolamenti d’aula permettendo, si sarebbe dovuto chiedere una nuova votazione. In Finlandia come in Australia, penseranno, ingenuamente, che all’Assemblea Regionale Siciliana non esiste il “voto a scrutinio segreto“, bensì il “voto a scrutinio casuale” basato su una inedita, quanto siciliana, interazione “uomonorevole“-macchina. “Oggi mi riuscirà, domani forse, almeno spero…. e cu ci capisci cu ‘sti machini…mmha, chissacciu ….comu veni si cunta …“. Qualsiasi  votazione così diventa come una bella serata al Bingo. In fin dei conti sempre di 90 estrazioni si parla.

Se tutto questo fosse la cruda verità ci sarebbero tutti gli ingredienti per l’ennesima mortificante presa in giro su come si intende la cosa pubblica dalle nostre parti, ma per fortuna, è chiaro, è stata solo una scusa mal riuscita. Non preoccupiamoci, i “nostri” sono sempre i soliti e, semplicemente, non se la sono sentita di giustificare la loro scelta di voto (o meglio, di non voto) diversa dalle posizioni ipocritamente assunte poco prima. Imbroglioni, vigliacchi, sì. Ma non rincoglioniti. E’ una consolazione.


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