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LETTERA A ROBERTO BELLASSAI su CORRADO CURCIO

IACONOCaro Roberto Bellassai

Un convegno su Corrado Curcio necessita un minimo di calma e di persone che lo abbiano davvero conosciuto come studioso e frequentato fisicamente per diverso tempo: temo, quindi, che i superstiti non siamo in molti, purtroppo.

Lo studio dei suoi COMMENTI, sparsi in oltre 24 volumetti (al di là della “Collana Elettronica” e di altre pagine sparse) meritano da soli un approccio culturale riservato alle nostre coscienze e discreto nell’operare, senza bisogno di far pubblici appelli agli Amministratori e Sindaci di turno, visto che non sarà facile reperire CHI si vorrà caricare l’impegno di studiare e relazionare, nonché quello d’organizzare un convegno.

Senza dire che, forse, ancora NON siamo in grado di poter approfondire e delimitare le tante “facce” della poetica curciana dentro cui si dispiegò quella sua straordinaria intelligenza e conoscenza: tanto è vero che Gaetano Passarello, suo intimo amico d’una vita,  nel mio primo libro da Editore – “LA CARCARAZZATA”(1972) – in una poesia tentò un di lui ritratto, pur sapendo che non lo avrebbe mai potuto e saputo “riflettere” in pieno!

Se invece tu, caro Roberto, sei già pronto in tal senso, fatti avanti, invita, organizza, scrivi e pubblica su alcuni aspetti della filosofia o della poesia curciana, al di là di quanto hai detto o fatto sinora: ma non improvvisare e tieni presenti tutti i contributi su e di Curcio che ho pubblicato sulla Rivista NETUM e su LA GAZZETTA DI NOTO  cartacea, al di là delle suddette edizioni.

Solo allora, quando avrai fatto e concordato un Progetto di Convegno, rivolgiti pure al Sindaco ed agli Amministratori che non mancheranno di acconsentire, ma non pretendere che siano loro – su un Autore così inquietante ed ancora scomodo proprio per l’altezza del di lui ingegno – ad organizzarci un convegno perché a Noto – me lo diceva e scriveva il prof. Santi Correnti – ogni giorno di anniversari o centenari ne dovremmo organizzare molto più d’uno, tanti sono stati gli Ingegni meritevoli!

Cordialmente. Biagio Iacono


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