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LEGALITA’ E POLITICA

 

 

 

 

 

Il documento sconcertante di solidarietà nei confronti del Sindaco e di attacco contro Paolo Borrometi, firmato dal PD di Noto e dai movimenti che fanno capo a Bonfanti, ha suscitato la reazione del Responsabile Nazionale per la Legalità del PD, conseguentemente squarciando il velo di silenzio che rischiava di soffocare il lavoro fatto dal giornalista.

Perché questa è una delle consuete risposte: il silenzio.

Oppure la diffamazione, il discredito.

Ce lo insegna Paolo Borrometi.

Ce lo insegnano tante vicende di tanti servitori dello Stato. Isolati, diffamati, screditati.

In questo modo si evita di dare risposte, di controbattere alle notizie, di fare chiarezza.

E nello stesso tempo si consegna il giornalista, il magistrato, il servitore dello Stato ad una condizione di abbandono. Ad una condizione di vulnerabilità. Relegandolo anche ai bassifondi della notizia, alle cronache più pruriginose.

L’improvvida firma da parte del Segretario locale del PD, ha suscitato le ire e l’amarezza del Responsabile del Partito Democratico per la Legalità, secondo il quale è legittimo dimostrare vicinanza al sindaco, ma deve essere fatto con modi consoni e, soprattutto, senza buttare fango contro chi rischia la propria vita nella lotta contro le mafie.

Quel documento, invece, è di inusitata violenza contro Paolo Borrometi, ritenuto reo di aver pubblicato una foto che ritrae Bonfanti insieme a un noto pregiudicato.

In realtà quella foto nulla dice.

Non si sa se stessero chiacchierando, se fermi solo per un saluto, se, magari, il Sindaco stesse facendo una severa reprimenda per ricondurlo ad una vita rispettosa delle regole.

E’ un problema di inopportunità.

Ma anche questo richiamo etico viene respinto dai firmatari del documento perché, sostengono, occorre contestualizzare.

E’ vero. Ogni vicenda non deve essere mai stralciata dal contesto, perché altrimenti si smarrisce il vero senso e si rischia di attribuirne uno falso.

Purtroppo la contestualizzazione è nella cronologia dei fatti che Paolo Borrometi ha puntualmente documentato nel corso di svariati reportage pubblicati sul sito Laspia.it.

La scelta di allearsi con personaggi inquietanti (ampiamente documentata da Borrometi con foto del sindaco con questi soggetti).

La scelta di candidare personaggi “impresentabili”.

L’ormai arcinota questione del bonifico fatto a “insaputa” del Sindaco, per il tramite del suo autista, dall’impresa affidataria (tramite una gara diciamo controversa) del servizio di pulizie dei locali comunali e della nomina a capo del personale locale della ditta affidataria.

La scelta di non combattere l’abusivismo, in particolare quello consumato da una ben nota comunità, serbatoio di voti per qualche importante suo alleato.

Non si tratta di fango, bensì di fatti cui finora non sono state date risposte e, soprattutto, mai contraddette da scelte di senso opposto e che evidenziano una visione politica, scelte politiche che devono essere fermamente contestate.

Nonostante ogni evidenza ci ostiniamo a rifiutare l’idea che a sinistra, nel PD, non vi sia spazio di agibilità ad una franca e serena discussione, ad un franco confronto non tanto sulle scelte finora compiute, bensì sulle prospettive della sinistra a Noto e in Italia.

Sulla necessità di un cambio di classe dirigente e di politica.

Sul dovere di adottare un nuovo linguaggio e di riscoprire i valori di sinistra che in passato hanno consentito di urlare la propria diversità.

Fra questi valori in primo luogo la legalità.

Continuare in modo ostinato ed arrogante alle difese d’ufficio è solo gravissima espressione di miopia che rischia di essere esiziale per tutta la sinistra, con la prospettiva della sua totale ed assoluta irrilevanza politica nello scenario non solo netino.

Per fortuna non c’è solo una classe dirigente irresponsabile.

Esiste ancora un popolo di sinistra.

Migliaia di militanti, di elettori che, nonostante tutto, continuano a credere, ostinatamente vogliono credere che vi sia ancora un futuro, che non tutto è perduto, che è possibile ricostruire.

Queste donne, questi uomini hanno il diritto che un tentativo vada fatto.

Il tentativo di ricostruire una speranza, un futuro, per evitare la triste deriva ancor prima culturale che politica cui stiamo assistendo.

A questo diritto corrisponde un dovere. Un preciso obbligo politico di tentare la ricostruzione di una speranza, di un futuro, per noi e per i nostri figli.

Lloyd ma cosa sono tutte queste macerie?”

“Resti di una civiltà ormai perduta, sir”

Ma che è successo? Una bomba? Un terremoto?”

“Egoismo, sir”

Ma come è possibile, Lloyd?

“Nulla distrugge la grandezza di un popolo quanto le piccolezze dei suoi singoli membri”

E’ tempo di ricostruire

“Lo è davvero, sir”.

 

 

Movimento Notolibera

 

 

 

 

Movimento Passione Civile


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5 Responses to LEGALITA’ E POLITICA

  1. avatar

    Giovanni Mazzone Rispondi

    24 Nov 2018 at 12:06

    Lo condivido interamente

  2. avatar

    Toto Rispondi

    24 Nov 2018 at 12:06

    Ottimo perché nel PD oggi vedo troppe anime non troppo di sinistra. E sono sicuro che la sinistra è altro che il PD! Ecologia e antimafia prima di tutto, ma anche progettare una nuova via per la Sinistra italiana nell’augurio che ritrovi un dialogo con i lavoratori e con la società.

  3. avatar

    Sebastiano Rispondi

    24 Nov 2018 at 13:06

    Di questi “dirigenti”per così dire del pd bisogna solo sperare che vadano via al più presto.per quel che riguarda il sindaco lo abbiamo conosciuto dalle sue prime “sparate”per capire chi fosse.il resto del laVoro ultimamente lo sta facendo il carissimo Paolo borrometi.

     

  4. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    24 Nov 2018 at 14:30

    A parte la mancanza di discernimento da parte del Segretario del PD, il dialogo pubblico a Noto è sequestrato da molto tempo,di conseguenza la libertà e la  democrazia sono solo parole vuote senza significato.

  5. avatar

    Aurelio Rispondi

    24 Nov 2018 at 17:53

    Mi piace!  Un documento che spolvera gli errori del PD.Perche’ gli errori non vanno dimenticati ne’ abbandonati. E mantenendo un’adeguata lucidità propone soluzioni antiche e sempre nuove: L’importante  e’ rompere il silenzio.

    “Odio gli indifferenti” diceva Gramsci, “perché l’indifferenza è vigliaccheria”: ma poi occorre provare a ricostruire, con passione.

    La passione per cogliere i molti malesseri della società italiana, quelli ancora oggi irrisolti.

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