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L’AMORE NEL TANTRA

L’amore nel tantra

Siamo gli uomini vuoti

siamo gli uomini impagliati

appoggiati gli uni agli altri

le teste piene di stoppa

T.S.Eliot

 

L’amore nel tantra è un piccolo libro di 94 pagine, dei capitoletti messi insieme in un volumetto che raccoglie estratti di libri e di conferenze tenute da parte di Osho, a cura di Swami Anand Vidhea, pubblicato negli Oscar Mondadori nel 2005.

Osho è un ricercatore, un Maestro, un mistico ma è soprattutto un ribelle rivoluzionario nato in India 1931dove è morto nel 1990, per mano della CIA e del fondamentalismo cattolico USA.

Osho inizia col dire che l’uomo da sempre ha temuto quelli che sono diventati i suoi due tabù: la vita e la morte.

Il sesso rappresenta la vita mentre la morte rappresenta la fine della vita, ma entrambe sono facce della stessa medaglia che storicamente sono state negate per secoli dal potere, che poi sono gli Stati, i Governi e le Religioni, condannando l’uomo e la donna a coltivare “le passioni tristi”, cioè il potere sotto tutte le varie forme.

Il sesso è la porta attraverso cui la vita fa il suo ingresso nel mondo, mentre la morte è la porta da cui la vita esce dal mondo.

Queste due porte fondamentali della vita vanno esplorate sia in entrata che in uscita attraverso la ricerca e la gioia di vivere.

Le vie della ricerca della verità seguite dai Monaci, dai Preti, dai Religiosi erano e sono fughe dal mondo, che evidenziano la debolezza, la codardia e la mancanza di coraggio nei confronti della vita.

Fuggire dal mondo, dissociarsi dalla vita, non è la giusta maniera di trascenderla.

Le religioni hanno prodotto guerre, nevrosi e psicosi, solo la via che passa attraverso la vita conduce alla trascendenza, la vita mediocre non può conoscere nè vette nè abissi, per crescere bisogna attraversare sia le vette che gli abissi fino a superarle e trascenderle, per poterne divenire dei testimoni attenti.

ll tantra è l’arte di vivere e di amare in una esperienza sessuale profonda, in cui il passato e il futuro scompaiono, permettendo di entrare nella dimensione dell’attimo presente che diviene istante di meditazione.

Non bisogna avere paura di affrontare la propria sessualità che è l’inizio della propria vita, nè avere paura della morte altrimenti si vive come delle persone vuote e impagliate.

Chi è che ha avvelenato la fonte della gioia e della magia creatrice che è nell’uomo? Si chiede Osho!

L’hanno avvelenata, continua a dire Osho, tutti coloro che hanno costretto l’uomo a farsi indottrinare, di conseguenza ad autoreprimersi.

Sono stati i Preti con le loro religioni, con i loro dogmi, i Preti che rifiutano l’evidenza dei fatti, che, ad esempio, dicono che Gesù è stato concepito da una vergine, dicono che Cristo dopo morto sarà risuscitato, nei fatti non fanno che rifiutare il sesso e la morte, scegliendo la frustrazione del sesso, avvelenando la vita.

Il sesso deve essere trasformato, non represso nè soddisfatto in modo folle.

Il sesso, per dirla con Bernardo Bertolucci, è  “la piccola morte”

Sia la Poesia che il Canto, la Musica hanno radici nell’energia sessuale, tutta l’Arte è espressione dell’energia sessuale, sublimata, trascesa.

La definizione tantrica della sessualità contrasta radicalmente con quella della società in cui si vive oggi, in cui si considera il sesso come un bisogno, come qualcosa che ci da un senso, si gode solo della conquista per avere una conferma del proprio fascino per gratificare il proprio io, il proprio ego, quel micro e macro potere di cui si è molto spesso portatori inconsapevoli, perchè identificati culturalmente con i modelli della cultura dominante, che storicamente e culturalmente hanno prodotto dei simboli di riferimento come ad esempio, Casanova, Don Giovanni con le infinite varianti in tutte le parti del Pianeta terra, personaggi che passano da una donna all’altra, restando sempre nella superficialità dell’amore che si limita a gratificarli, a gratificare la propria struttura caratteriale autoritaria conformista e fallocratica.

Sigmund Freud ha analizzato solo la sessualità repressa dell’uomo, dell’uomo Occidentale, di una sessualità dipendente dai bisogni, di un  “sesso civilizzato”, che spesso risulta essere  “una soffiata del naso con un fazzoletto”, di conseguenza di un sesso come sfogo, come forma di potere esercitato su se stessi e sull’altro cercando di rimediare sugli errori storicamente fatti da parte del Cristianesimo.

Politici e Preti, che sono solo alcuni degli Attori del Sistema vigente, hanno bisogno della repressione, dell’esercizio della repressione che poi è esercizio di controllo del soggetto e del suo immaginario perchè la loro sopravvivenza dipende da questo.

Se non ci fossero Stati, Nazioni, Confini, Militari, Armamenti, Guerre a cui si aggiunge oggi l’Ideologia del  “Sistema dei Consumi”, tutto il senso del loro esistere crollerebbe come un castello di carte.

I Templi di Khajurhao e di Kornarak  –  in India – sono i più sacri che esistono sulla terra, Templi in cui si vedono uomini e donne in amplessi acrobatici, in cui il sesso viene vissuto in maniera naturale, i cui volti esprimono un’estasi sublime che i Preti giudicano oscene, che il mahatma Gandhi avrebbe voluto che fossero ricoperti.

Il tantra è fusione di sessualità e spiritualità, una fusione che deve essere compresa profondamente, insieme all’atto procreativo altrimenti si rimane in superficie, scadendo nelle orge che poi sono la caricatura del tantra.

Il sesso deve essere un mezzo di crescita di spiritualità e di piacere, che deve promuovere una rivoluzione molecolare per potere sviluppare quel  “corpo senza organi”  di cui parlava Antonin  Artaud.

Per concepire le anime elette, superiori, continua a dire Osho, è necessario iniziarsi al tantra che è la scienza della trasformazione, alla  scienza e all’arte del sesso per potere dare alla luce quello che Aurobindo e Nietzsche hanno definito il superuomo, cioè l’oltreuomo.

Roberto Bellassai

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