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L’AFFARE FORMAZIONE STA PER SCOPPIARE

BOMBAOROLOGERIAPerché il presidente Crocetta dovrebbe trasferire in una sola volta ben 60 impiegati?

Perché il dipartimento formazione, quello imputato (in tutti i sensi), è una bomba ad orologeria pronta a scoppiare da un momento all’altro.

Ben tre procure stanno indagando: Palermo, Messina e Catania, dove le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Gennaro.

E mentre si aspetta da un momento all’altro un cenno della giustizia ordinaria che con una sola operazione stronchi il cancro della formazione, c’è già una data certa per la Corte dei Conti ed è quella che il 15 maggio vedrà rispondere davanti la sezione giurisdizionale Raffaele Lombardo per un danno erariale da 224 mila euro. I finanziamenti extra budget sarebbero stati concessi in maniera troppo discrezionale. Finanziamenti che sono costati una condanna della Corte dei conti all’ex assessore Mario Centorrino e all’ex dirigente generale Gesualdo Campo. Tra i destinatari degli inviti a dedurre firmati dal vice procuratore regionale Gianluca Alboci sono gli ex assessori al Lavoro Santi Formica (386 mila euro), Carmelo Incardona (830 mila) e Luigi Gentile (224 mila euro). Fra i burocrati: l’attuale segretario generale di Palazzo d’Orleans, Patrizia Monterosso(l’ipotesi di danno erariale che le viene contestata è di un milione 270 mila euro), l’ex capo dipartimento Alessandra Russo (386 mila euro) e l’ex dirigente del servizio gestione, Antonino Emanuele (sarebbe diventato capo di gabinetto dell’assessore Mario Centorrino) a cui viene contestato un presunto danno da 265 mila euro.

Poi ci sono i casi limite.

Quando l’ex dirigente generale Ludovico Albert va via denuncia i 3000 rendiconti di corsi mai presentati ma pagati ugualmente per l’80% dalla Regione.

Poi c’è il caso delle scuole di formazione “sotto soglia” e all’esame degli investigatori, emblematica la vicenda che riguarda la CipaAt di Catania, l’Enaip di Enna e l’Interefop che hanno ricevuto 120 mila euro per fare lezione ad una sola persona.

A Catania nella formazione ha fatto da padrona l’Mpa che per anni ha controllato l’Efal, guidato in passato daCarmelo Reale in contemporanea all’architetto Liga arrestato perch considerato capomandamento di Cosa Nostra nel palermitano e recluso col regime del 41bis. Reale era un fidatissimo di Lombardo, capo del personale al Comune di Catania al tempo in cui l’ex governatore era vice sindaco e capo del personale alla Provincia con Lombardo presidente.

Poi ancora Mpa in casa Efal quando viene nominato presidente Marco Belluardo, ex assessore lombardiano, candidato alle Regionali con gli autonomisti e nominato pochi anni fa da Lombardo presidente di Sviluppo Italia Sicilia.

Il mondo della politica clientelare e le migliaia di clientes che ne hanno approfittato stanno dormendo da mesi sonni inqueti, in attesa che scattino i necessari provvedimenti giudiziari che mettano finalmente fine ad uno spreco insostenibile di miliardi di euro.

Pare che gli elementi siano già tutti in mano agli inquirenti, che gran parte delle ruberie, malversazioni, truffe siano provate a livello documentale.

Comincia ad essere faticoso comprendere cosa si stia aspettando a fare giustizia.

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