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L’ACQUA COSTA TROPPO: L’ATO IDRICO E IL SINDACO SPIEGHINO PERCHE’

QUANTO MI COSTIIl movimento «Siracusa Volta Pagina» chiede al Consorzio Ato 8 che venga pubblicamente spiegato il criterio con cui si è provveduto alla revisione tariffaria negli ultimi anni.

«La città – commenta il presidente del movimento, Giuseppe La Torre, ingegnere già dirigente di Sogeas – si chiede se è giusto continuare a interrogarsi del perché sia stata avallata dall’Ato una richiesta di lodo arbitrale da parte del gestore Sai 8 Spa, ovvero per l’indennizzo di un presunto danno derivante dal ricalcolo rispetto alla tariffa iniziale; cioè, se abbiamo capito bene, indennizzo per una presunta mancata copertura finanziaria delle tariffe idriche già pagate dai cittadini in questi anni rispetto ai costi sostenuti per la gestionedel servizio».

Una bella domanda, la quale risposta piacerebbe a tanti, e soprattutto a chi sta pagando l’acqua a costi che non sono allineati con il servizio erogato.

«Avrebbe dovuto essere il Comune a chiedere l’indennizzo alla Sai 8 per l’insostenibile crescita tariffaria messa in atto del 35,08 per cento, a fronte del 15,70 del tasso di inflazione programmatica che, in quasi totale assenza di investimenti effettuati per il miglioramento delle reti e degli impianti, e in assenza di buona parte dei Comuni della provincia non entrati a far parte dell’Ato, avrebbe dovuto rappresentare l’unico dato certo perl’incremento tariffario».

La Torre, e quindi l’intero movimento «Siracusa volta pagina», parla anche di una lunga serie di inadempimenti contrattuali e di disservizi.

Tra questi la qualità dell’acqua. Il sodio e i cloruri presenti si attesterebbero a valori rispettivamente circa 350-500 e 650-700 mg/l, non rientrando nelle concentrazioni massime ammissibili e consigliate dal Dpr n. 236 del 24 maggio del 1988, ovvero di 200 mg/l e 250 mg/l.

Ma non solo: La Torre punta il dito sull’inquinamento del Porto Grande a causa dei reflui mal depurati, sul peggioramento del servizio ai cittadini

per le file interminabili agli uffici, per mancanza di manutenzione nelle fognature delle acque meteorichee delle relative griglie.

«I lavori di allacciamento sono esosi – conclude l’ex dirigente idrico -, al quale disagio va aggiuntala mancanza di progetti per l’estensione delle

reti di pubblica fognatura nelle zone balneari, l’eccessivo costo da corrispondere anticipatamente per la verifica del contatore (circa 250 euro

che prima erano di appena 40 euro circa) e l’interruzione del supporto tecnico ai condomini, che, ricevendo bollette generali, non sono più’ in condizioni di ripartire equamente i costi tra i vari nuclei familiari».

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