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LA TRILOGIA DI EVARCO – ATTO I

quartoOggi voglio fare della dietrologia, non tanto perché, come qualcuno afferma, ho lo sguardo rivolto al passato, invece al contrario cercare nella storia, remota e recente, le tracce dei fatti odierni determinati dagli avvenimenti di allora.

Quindi inizierò col proporvi una trilogia di articoli che seppur lontani nel tempo dimostrano la stagnazione del pensiero politico in città.

Era il 2007, i ds e la margherita avevano iniziato quel percorso costituente che portò alla nascita del partito democratico.

Nel resto d’Italia si lavorava alacremente mentre a Noto ci si leccava le ferite, ds e margherita, per la bruciante sconfitta delle amministrative 2006.

I protagonisti dell’epoca erano ancora gli stessi di oggi, Leone, Ferlisi, Della Luna, Nastasi, Veneziano etc. etc.

Un gruppo di persone, l’embrione di Notolibera, si intestò l’idea di far dialogare su temi concreti i cittadini e i gruppi dirigenti, cercando di far sotterrare la clava delle ideologie politiche.

Organizzammo allora, in sala Dante, un incontro tra i gruppi ds e margherita e parte della società civile ponendo alcuni temi dopo un lungo lavoro preparatorio fatto con la gente e attraverso il blog di Notolibera.

Intervennero tra gli altri i big provinciali dell’epoca, Il segretario provinciale dei Ds, L’esponente della Margherita, Rino Piscitello, l’onorevole De Benedictis, e tanti altri.

Una serata intensa, piena di passione civile, di interventi articolati e entusiasti, per la verità molto depressa da un intervento di Piscitello che tagliò le gambe alle idealità scaturito dal dibattito.

Ma del resoconto dettagliato di quella sera vi annoierò con la pubblicazione di un articolo che scrissi in seguito a quella serata dal titolo “La sciara del fuoco”.

Oggi posso dire che la conclusione di quel percorso determinò una “fusione a freddo” di due anime che mai hanno veramente saputo costruire una casa comune, troppo presi e consumati da una guerra di posizionamento.

Per il momento, se volete, leggetevi questo.

LA MIA SUL PARTITO DEMOCRATICO del 5 settembre 2007

Mi spiace, innanzitutto, aver ingenerato l’idea di una aggressione verbale di quelli che ho, forse presuntuosamente, chiamato i “big della politica locale”, ma soprattutto, visto il tenore delle risposte date, di non essere riuscito a far veicolare il giusto messaggio nei commenti da me scritti. Comunque, con questo “nuovo approccio al dialogo” che notolibera ci offre sono ancora in tempo a dare l’interpretazione autentica. Il provocatorio e paradossale articolo di Peter Dan “Nessuno tocchi Veneziano” è stato un ottimo mezzo per focalizzare lo stato d’animo dei frequentatori del web sulle reali questioni poste dal nascituro Partito democratico.

Senza voler nulla togliere all’intelligenza, alla passione e all’impegno politico di Salvo Veneziano, il fatto che non aderisca al P.D. è questione da definire, a mio avviso, semplicemente marginale e che può ingenerare, al massimo, nella platea, più o meno vasta, dei suoi futuri elettori un dibattito legato alla coerenza delle sue scelte rispetto al suo ancora relativamente breve passato politico, ma questo è un argomento che penso Lui stesso vorrà o dovrà sviscerare. Le note postate pongono quesiti veramente interessanti, legati tra loro da un sottile filo rosso, e che ho definito sviati. Il primo riguarda l’invasività della politica e le sue svariate forme di occupazione dello Stato:

…. I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero…..(VICO). La gente percepisce i partiti come loro avversari con cui confrontarsi in tutte le occupazioni quotidiane: il professionista ottiene un incarico perché il proprio referente politico è in auge, un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

Il primo quesito è quindi questo: Quale pubblico impegno del nuovo gruppo dirigente del partito democratico locale per rompere questa orribile catena vessatoria e mafiosa che soffoca la popolazione?

Una battaglia questa, a mio avviso, altamente qualificante per la leadership del P.D. di Noto nei confronti degli esponenti provinciali e nazionali e che potrebbe riavvicinare molti cittadini alla politica.

Il secondo quesito che entra nell’intimo dei cuori e delle menti della popolazione sulla reale accezione oggi del termine sinistra.

….Nella Sicilia di stamane forti dichiarazioni di Enrico Letta e Bersani. Il primo dichiara:

“Ci lasciamo alle spalle due partiti, Margherita e DS, che non c’è l’hanno fatta rispetto alle ambizioni che avevano”. Il ministro Bersani dichiara “Vedo che tutto viene ridotto ai meccanismi delle candidature e delle liste, ma credo che dobbiamo anzitutto fare un partito per i prossimi decenni”. E poi l’altro pezzo che si riattacca perfettamente con il commento apprezzabile fatto ieri da “Tifoso di Veneziano” “NON LASCIAMO INCUSTODITA QUESTA PAROLA, SINISTRA, SU CUI POSSIAMO DISCUTERE COSA METTERE DENTRO”….. (DUCEZIO). La sinistra democratica, i verdi, i comunisti italiani rifondazione comunista e i movimenti, coerentemente, non aderiranno al p.d. perchè sui grandi temi di Politica estera, Welfare, sulle coppie di fatto, sull’istruzione e sulla sanità, sulle politiche ambientali, sulle politiche del lavoro, sulle priorità del bilancio non digeriscono il significato della parola “progressismo” che invece vogliono darsi i ds e la margherita. Un progressismo molto vicino a quello del partito democratico USA. Il tema di fondo che oggi si sta consumando è questo!!

…..E’ sinistra oggi chi non si rende conto dell’evoluzione della società e prende i fischi a mirafiori perchè non sa intercettare i nuovi bisogni della “classe” operaia del nord?

E’ sinistra chi non sa cogliere il bisogno di sicurezza diffuso all’interno della società?

E’ sinistra chi si batte con i mezzi del potere per l’acqua connection?

E’ sinistra oggi chi non tutela la salute della gente?

SECONDO ME E’ SINISTRA CHI SI SFORZA DI PRENDERSI SULLE SPALLE I BISOGNI DELLA GENTE. OGGI SONO LE PERSONE CHE SONO DI SINISTRA NON I PARTITI. NON SCANDALIZZIAMOCI SE VENEZIANO VUOLE GUARDARE ALLE PERSONE E NON AI PARTITI. …. (Tifoso di veneziano).

A quali obiettivi deve tendere questo nuovo partito?

con quali alleati vuole perseguire i propri obiettivi?

Chi non sposa (o non digerisce) questa verità nel partito democratico non sarà mai a casa sua.

Bene ha fatto Leone a non aderirvi, perchè ha capito, al pari della sinistra democratica e degli altri, che il P.D. non è casa sua.

Chi ricerca alleanze con gli ex compagni di partito sulla base delle ideologie è fuori dal tempo e dalla realtà. Bisogna ricercare alleanze sulle base di programmi in cui si crede fino in fondo e non fare l’errore di andare avanti pensando che poi le cose si aggiustano.

Bisogna ricercare alleanze sulla base del comune sentire nel dare soluzioni ai problemi della gente. Questo significa essere un partito nuovo e aperto alla società.

Chi pensa di fare altro costruirà un partito a livello nazionale del 30%, a livello locale da 1500 – 1800 voti ma che nascerà già involuto, perdente, senza alcuna possibilità di dare risposte concrete alla gente.

Ed allora: Quali concrete soluzioni il nuovo Partito Democratico vuole proporre alla città per il suo sviluppo economico, per le politiche del lavoro, dell’ambiente, della salute, dei servizi, del welfare locale e con quali altre forze politiche, paritariamente, ricercare accordi e alleanze per dare “prassi” al programma e realisticamente presentarsi per la guida della città?

Un sottile filo lega questi due temi a quello forse più spinoso e difficile da accettare e digerire per la classe politica di questa città e che, sicuramente, irriterà non poco i nostri protagonisti.

La percezione di una scarsa qualità e quantità di preparazione sui temi indicati che poi viene trasformata, da fini politici comunicativi, nei momenti cruciali dell’agenda politica, in una sorta di “democrazia delle emozioni” dove il proclama, la polemica, il comizio, il comunicato stampa, la visibilità mediatica ha il sopravvento sull’attualità degli argomenti sul tappeto. Per questo si parla di approccio nuovo alla politica, dove la tecnologia del web è uno strumento in più per dialogare con la gente e per la gente con un nuovo linguaggio, il “digital thinking” che non si riduce all’uso di internet ma, prioritariamente significa analizzare i problemi e proporre soluzioni in ottica “digitale”, praticamente in tempo reale. Il web deve essere, passatemi il termine un po’ radical-chic, una sorta di “think tank” virtuale dove il politico attento e aperto agli umori della società affondi a piene mani per elaborare soluzioni.

Mi sembra, senza alcuna vena polemica, che siamo un po’ lontani dalla realtà di Noto.

Per la verità mi sono anch’io interrogato se da cittadino, moderatamente di sinistra e con limite di essere abbastanza diffidente nei confronti dei partiti e della partitocrazia, potessi essere attratto dalla nascita di questo nuovo partito per entrare, come si dice, organicamente in politica. La mente mi dice che questa può essere una effettiva grande operazione di cambiamento della politica e della società, il cuore e l’istinto mi parlano di altro, e come disse il grande filosofo Pascal, “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non comprende” per cui in questo momento continuerò a vivere, come ho fatto per tanti anni, in attesa di verificare la bontà dell’operazione, da cittadino di professione, ricercando e pretendendo diritti e non favori.

Evarco


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