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LA NAUSEA

Jean Paul Sartre, filosofo, scrittore e drammaturgo, critico letterario,1905/1980, nel 1938 pubblica con Gallimard il romanzo la Nausea, un romanzo non tradizionale in cui prevale il monologo interiore, una forma espressiva si potrebbe dire di “prima mano”, rispetto al dialogo che il protagonista ha con i personaggi che incontra o fanno parte della sua vita, un monologo interiore a ruota libera da parte del protagonista, di Antoine Requentin, scritto durante il periodo bellico tra la prima e la seconda guerra mondiale, in un clima culturale di una  “Parigi viva”, luogo e meta di Intellettuali e di Artisti non solo di tutta l’Europa, tra cui Albert Camus, Paul Nizan, Boris Vian, Mirò, Picasso, Salvator Dalì, Enry Matisse, Simone De Beauvoir, Gaston Gallimard, Maurice Blanchot, Andrè Gide, Giuliette Grèco, Andrè Maltraux, per fare solo alcuni nomi.

Antoine Requentin è un Intellettuale un pò sopra le cose, che ha l’età della ragione, un viaggiatore che ha viaggiato per l’Europa, l’Africa e l’estremo Oriente, che da tre anni si è stabilito in una piccola Città di provincia, a Bouville dove abita vicino alla Stazione ferroviaria, in un albergo per commessi viaggiatori, per fare delle ricerche storiche e per scrivere un libro sulla vita del marchese di Rollebon, un avventuriero parigino del XVIII secolo, un marchese libertino che aveva del magnetismo nel suo sguardo, che viveva di eccessi, frequentando le Corti di Francia, d’Europa, della Cina, della Russia e dell’India, facendo la corte a tutte le belle donne che incontrava, molto spesso conquistandole.

Sembra anche che fosse un uomo d’affari, ma anche una spia che partecipava a delle congiure che poi sfociavano in assassinii.

Una figura divenuta leggendaria per i suoi gesti e per la vita scandalosa che conduceva, ma anche per dei presunti fatti oscuri su cui non si era fatta mai chiarezza.  Fece ritorno a Parigi da settantenne dove si sposò con una giovane donna ma ben presto fu accusato di tradimento e finì in prigione dove morì senza un processo.

La vita di Requentin a Bouville la trascorreva frequentando la Biblioteca Municipale dove faceva le sue ricerche e incontrava l’autodidatta, un umanista divenuto suo amico che frequenta assiduamente la Biblioteca leggendo i libri di ogni sapere per ordine alfabetico, nel tempo libero faceva anche lunghe passeggiate sul viale Victor Noir, e la sera andava al “Ritrovo dei ferrovieri”, dove ascoltava sempre il disco “Some of the days” ,ed ha dei rapporti con la compiacente padrona del Caffè, luogo in cui si abbandona ai trascorsi della sua vita pensando e ricordando ad Anny, alla sua ex fidanzata, la donna amata, una ex attrice di teatro che quando vivevano insieme aspirava a dei  “momenti perfetti” sulla scena, una Anny che poi scompare per quattro anni edi cui Antoine perde ogni contatto.

La Nausea è un romanzo scritto in forma di Diario filosofico, un’opera ricca di riferimenti filosofici in cui Requentin si lascia andare al flusso di coscienza, facendo autoanalisi attraverso gli stati d’animo che lo visitano, che vive con tormento e angoscia, che lui attribuisce a degli agenti che lo accusano di avere sbagliato la vita, in un clima a volte kafkiano.

Analisi, descrizioni dei luoghi che visita, delle persone che incontra,d elle atmosfere che vive o che ricorda, di nostalgie, di rimpianti in cui sia le cose che le persone diventano un tutt’uno cristallizzandosi, divenendo altro da sè, in uno scorrere del tempo dove ogni istante si annulla dietro l’altro senza alcun senso.

Requentin tenta di rifugiarsi nel lavoro storico e sui documenti che gli permettono di ricostruire la vita del marchese di Rollebon, per farlo rivivere nella scrittura e nello stesso tempo dare un senso alla sua vita ma si rende conto che il passato storico non esiste perchè ha scoperto che lui stesso non ha passato, perchè lo spazio e il tempo gli si sciolgono tra le mani a causa della nausea che lo invade e lo attacca da tutte le parti perchè è in tutto ciò che vede, che sente e che tocca, così decide di rinunciare a scrivere il libro sul marchese di Rollebon.

Dopo quattro anni di completo silenzio, riceve una lettera di Anny, della sua donna amata, che scrive che vuole vederlo, per parlargli. Requentin spera di riprendere il rapporto con lei, potrebbe essere l’ultima possibilità per potere dare un senso alla sua esistenza, ma Anny è franca e spietata, voleva solo vederlo per dirgli che aveva rinunciato alla realizzazione dei “momenti perfetti“ , e che non sentiva più niente per lui, che viveva con un uomo anziano, che la manteneva come hanno fatto i precedenti uomini che Anny ha avuto, che quindi non ha più nulla da dirgli.

Requentin si rende conto che ovunque è fuori posto, perchè continua a sentire l’esistenza senza alcun senso, ma un’esistenza necessaria che a un tratto, come in un processo di metamorfosi, si risveglia e si ritrova difronte a se stesso, in cui sente di cominciare ad esistere realmente, sente la propria esistenza liberata, infatti dice a se stesso: Io esisto – scrive nel suo Diario: “Martedì: Niente – Esisto“.

Pensa che il nulla in fondo è un’idea, che nasce dall’esistenza e viene dopo di essa,quel nulla che fa pensare al “nulla creatore“ di Max Stirner. .

Requentin torna alla sua solitudine, accettando la sua condizione esistenziale, dirigendosi al Ritrovo dei ferrovieri dove chiede di ascoltare per l’ultima volta il suo disco preferito, quel  “ Sone of the days “ che è una costante, un messaggio che attraversa il suo Diario, una via di fuga dall’alienazione, dal vischioso, dalla contingenza, dalla pietrificazione del sè, dall’“assurdo sartriano“, in cui non può esistere solo la nausea.

Decide di andare via da Bouville per stabilirsi a Parigi.

Brevi considerazioni sulla Città di Bouville, su alcuni personaggi de La nausea, e su Sartre.

Il piccolo Paese di Bouville, in cui vivono i personaggi di Sartre, si rispecchia nella figura dell’autodidatta umanista, un borghese chiuso nelle sue regole e nelle convenzioni, un “Intellettuale irresponsabile“ dal sapere enciclopedico, in quella cultura racchiusa nel passato, custodita nella Biblioteca e nel Museo, quest’ultimo visitato da Requentin in cui si sofferma sui ritratti degli uomini illustri del luogo, disquisendo dentro di sè sui Pittori che li hanno realizzati, che riprende a parlarne a un pranzo in un lungo dialogo con l’autodidatta, da cui ne esce disgustato e nauseato ulteriormente. 

Il marchese di Rollebon, che inizialmente affascina Requentin al punto che lo vorrebbe fare rivivere nella scrittura, è solo una latenza di un doppio di sè, con cui in parte si è identificato, che poi attraversa e se ne libera, un soggetto identificato con la sua classe sociale del tempo, frutto di un contesto culturale di un passato morto in cui è prevalente nei suoi comportamenti la meccanicità delle azioni.

Anny è una donna che subisce la contingenza senza saperla interpretare, vive se così si può dire in balia delle “influenze esterne“, cercando solo una vita comoda e agiata, facendosi mantenere economicamente dagli uomini, che ha incontrato nella vita e con cui ha vissuto. La sua protesi del fare teatro è solo una maniera di illudersi e di illudere gli altri, che si rispecchia in quel ciascuno che ha la sua piccola  “fissazione personale“ ,che gli impedisce di accorgersi che esiste.

Jean Paul Sartre è stato un Intellettuale a tutto tondo, impegnato culturalmente e politicamente, a cui nel 1964 fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura che rifiutò, così come rifiutò altri Premi assegnatogli, perchè gli onori avrebbero alienato la sua libertà facendo dello Scrittore un’Istituzione ma anche perchè erano dei riconoscimenti borghesi, filoamericani. Un filosofo Illuminista, che ha trasferito la filosofia nei suoi romanzi e nel suo teatro, portandola sulle Piazze di ogni Paese d’Europa e del Mondo.

La Nausea è il Manifesto dell’Esistenzialismo Ateo e responsabile, in cui “l’esistenza precede e crea continuamente l’essenza“, un esistenzialismo che gli faceva dire: “io non sono più Me, ma essenza di Me“, un Esistenzialismo che abbatte le sovrastrutture culturali, politiche della società Capitalista, con i suoi modelli sociali a cominciare da Dio, Religione, Patria, Famiglia, Matrimonio e ciò che ne consegue.

Diede una forte e notevole spinta ai Movimenti culturali e politici della contestazione radicale e libertaria del famoso Maggio del 1968.

Roberto Bellassai

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