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LA GARA DI APPALTO SUI LAVORI AL PIANO ALTO DEVE ESSERE ANNULLATA

ALDO TIRALONGOMai avrei pensato che mi sarei trovato d’accordo con il segretario del circolo di Noto del PD, di condividere un suo ragionamento e le conseguenti conclusioni. Ebbene le dichiarazioni di Della Luna sulla vicenda di Piazza Mazzini mi convincono.

Quando ci sono organismi di controllo,chiamati ad esprimere un parere su di un atto amministrativo e non esercitano questo ruolo, non può chi aveva la responsabilità di quell’organismo urlare accuse. È maldestra campagna elettorale. Questo il suo assunto.

Salvo, tuttavia, il caso che quell’organo di controllo non sia mai stato chiamato ad esprimere il proprio parere e di esercitare le funzioni di controllo.

Come nel caso del progetto di ripavimentazione delle strade del piano alto deliberato dalla giunta comunale nel dicembre 2014. Non è passato dalla terza commissione consiliare da me all’epoca presieduta. Giustamente, aggiungo, perché contemplava opere che non alteravano l’assetto urbano. Sufficiente la delibera di giunta.

Come nel caso del progetto che prevedeva oltre la ripavimentazione delle strade anche la resezione di un angolo di piazza Mazzini. Questo doveva essere trasmesso alla commissione, e avrebbe dovuto esserci anche un voto del consiglio comunale. Per la ragione che con quel progetto si modificava l’assetto urbanistico.

Mai trasmesso. E, cosa ancor più grave, mai deliberato dalla giunta.

Se così è, come in effetti lo è, la gara indetta per appaltare i lavori delle strade del piano alto e di Piazza Mazzini, è priva di un fondamentale presupposto di legittimità. In realtà manca tutto.

C’è solo il progetto.

Il sindaco non può pensare di fare marcia indietro e dare indicazioni di stralciare dal progetto la parte relativa alla Piazza, e far iniziare i lavori. La gara d’appalto deve essere annullata.

Altro che coraggio del sindaco. Altro che resipiscenza e ascolto dei cittadini. Il sindaco era costretto a rivedere le sue scelte.

Non commetta adesso un altro errore, frutto di fretta ed approssimazione.

Il ragionamento del segretario del PD di Noto, quindi, difetta perché si è fermato su di una petizione di principio.

Quando non si leggono le carte si finisce per balbettare accuse che hanno un unico scopo, quello di difendere l’indifendibile. Ma di questo, purtroppo, la recente storia del PD ne è piena.

Aldo Tiralongo – Consigliere Comunale


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