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LA DAMNATIO MEMORIAE DEL SINDACO BONFANTI

Una giornata veramente calda ed afosa mi accoglie a Noto arrivando dall’aeroporto Fontanarossa di Catania.

Scendo dal pullman, prendo i bagagli e quando l’autobus riparte mi trovo davanti, là dove vi erano gli stalli per le biciclette, una costruzione bianca che ha tutta l’aria di essere una piccola stazione o una pensilina, comunque un manufatto di periferia in pieno centro storico a Noto, città UNESCO.

Incredulo chiedo subito al mio ospite che mi aspettava all’ombra di un ficus benjamin cosa fosse quella colata di cemento incastonata tra i giardini pubblici, la chiesa del Pantheon e una villa dell’inizio novecento.

Una stazione? Una pensilina? No. E’ un terminal bus nel contesto di un’area attrezzata per l’accoglienza e primo ristoro dei turisti.

Avevo deciso di non scrivere delle vicende di questa città perché non mi va di passare per il saputello venuto da fuori o peggio per un ficcanaso ma questo sfregio è di tale enormità che non posso esimermi dal dire la mia.

Prima di rivolgermi al progettista ed al sindaco, voglio subito dire che i funzionari della Soprintendenza che hanno approvato questa volgarità dovrebbero essere espulsi da tutti gli uffici per incapacità manifesta.

Sig. tecnico progettista, mi dicono l’ing. arch. Corrado Greco, e sig. Sindaco dott. Bonfanti saprete sicuramente che il nuovo p.r.g. (come è stato più volte ribadito dai tecnici incaricati durante le audizioni pubbliche) prevede la fermata degli autobus nello spiazzale fuori Noto dove attualmente vi sono gli uffici del corpo Forestale.

E allora, sig. ing. arch. Corrado Greco e sig. Sindaco non era naturale edificare l’info point o il terminal bus dove verrà allocata la fermata dei pullman?

Sig. ing. arch. Corrado Greco, per cortesia sia gentile, mi vuole spiegare dove ha visto un centro informazioni o un terminal bus o una pensilina edificati dalla parte opposta alla fermata degli autobus?

Non ha pensato all’incolumità delle persone che dovranno attraversare e riattraversare una strada già colma di automezzi?

Non ha pensato che questo andirivieni di gente intralcerà il traffico con un intasamento in via Pola che inevitabilmente si ripercuoterà nel già invivibile e inquinatissimo ingresso della città?

Mi pare di sentire la sua obbiezione: io ho presentato un progetto e gli uffici preposti me lo hanno approvato.

E no caro ing. arch. Corrado Greco, ognuno si assume le proprie responsabilità! Per un progettista studiare quale impatto porterà nell’intorno un nuovo costruito è la  base elementare delle conoscenze di urbanistica a lei sicuramente note, ma in questo caso non applicate.

Sig. Sindaco dott. Bonfanti come ha potuto consentire un simile sfregio alla sua città?

 Non è Lei che ha permesso la pubblicazione dell’opera di Paul Hofer NOTO, città ideale e spazio urbano nel 18° secolo siciliano? Evidentemente ne ha permesso la pubblicazione ma non ha letto un solo rigo di quel libro!

 E non è Lei che scrive nella presentazione dell’opera di Hofer … costituisce una pietra miliare per ulteriori approfondimenti sulla straordinaria profusione di bellezza, riscontrabile nella libera armonia regnante tra chiese, conventi ed edifici pubblici e privati.

Quindi individuato uno slargo tra una chiesa con convento e un edificio privato Lei vi ha calato il suo personale concetto di bellezza e di armonia permettendo che vi si edificasse una mostruosità in cemento.

Ma non poteva chiedere consiglio a qualche tecnico qualificato e in primis ai tecnici da Lei incaricati di redigere il nuovo p.r.g.?

Umanamente, sig. Sindaco, Le sono vicino perché non si è reso conto che, autorizzando questo manufatto, Lei stesso ha scritto la sua damnatio memoriae all’incontrario: la sua memoria non cadrà nell’oblio. I suoi concittadini legheranno il suo nome a questa inutile e costosa (oltre 340.000 euro dei netini) oscenità nel centro della Città che vide operare Rosario Gagliardi, maestro di armonia.

 

Giovanni Bressan

Architetto a New York

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6 Responses to LA DAMNATIO MEMORIAE DEL SINDACO BONFANTI

  1. Stefano Alderuccio Rispondi

    25 Giugno 2019 at 08:59

    La Grande Ignoranza

  2. Francesco Saetta Rispondi

    25 Giugno 2019 at 13:05

    Anche io mi sono chiesto come fosse possibile che sindaco, vicesindaco, assessori, consiglieri, ufficio tecnico, soprintendenza,architetti, docenti universitari, ingegneri e geometri, non si siano accorti di questo obbrobrio nella città del barocco, patrimonio dell’unesco. La cosa più grave è che quando c’è stato qualcuno che liberamente ha detto la sua, è stato letteralmente offeso e trattato da incompetente, da venduto, da rompiballe. E pensare che si poteva discutere, dialogare, coinvolgere la città, fare tesoro delle critiche e dei suggerimenti , invece di andare avanti senza guardare e sentire nessuno perchè tanto sono tutti incompetenti e solo loro sanno quello che fanno.

  3. Vania Pesciulli Rispondi

    25 Giugno 2019 at 13:19

    D’accordo su ogni punto e aggiungo che l’ecomostro pare sia costato oltre 500.000! Io non sono neanche geometra,  ma credo che rimuovere la vecchia pensilina, sistemare nuove sedute e fare qualche copertura per la pioggia al di sotto  dell’ombra naturale dei ficus sarebbe stato sufficiente. Mi sembra un modo come un altro per sperperare denaro pubblico per poi raccontarsela…

    Aggiungo che qualcosa abbiamo provato a fare iniziando dalla difesa del bagolaro, la maggioranza ci ha solo deriso e ora piangono per la visuale ormai deturpata.

    P.s.comunque se tutto va bene tra un ventennio possono scegliarsi e demolirla come accaduto per la pensilina di Toraldo di Francia nella mia Firenze.

    Saluti

    Vania Pesciulli

     

  4. Roberto Bellassai Rispondi

    25 Giugno 2019 at 13:19

    La Città di Noto è piena di Ingegneri e Architetti, facendo appena qualche eccezione, non hanno mai fatto niente per salvaguardare il centro storico, figurarsi per legare urbanisticamente il centro storico alle periferie. Hanno fatto passare di tutto, perchè non hanno quel dovuto amore per la Città. Ad esempio, i dovuti Piani,Piano del traffico,Piano estetico,Piano del colore,Piano della luce e Piano del verde, nemmeno se ne parla, di tanta in tanto si parla del Piano Regolatore, questo da più di trent’anni, Piano che sistematicamente viene rivisto, corretto,ma ancora non applicato.

  5. Angela Argentino Rispondi

    25 Giugno 2019 at 15:13

    Analizziamo con freddezza le cose e chiediamoci: É pensabile far scendere i visitatori fuori città e poi farli arrivare in città con un servizio di bus -navetta?A mio parere sarebbe un deterrente.

    Spostando la pensilina dalla parte opposta della strada,non sarebbe stato più possibile fare passare i bus e i Tir molto alti ,chiudendo di fatto il transito in  una delle poche arterie che si avvicinano al centro citta.Il disegno della pensilina assomiglia a una vela, disegno ripreso da tante tende da ombra in parchi e punti di ristoro.Tutto sommato, un disegno lieve non ingombrante.Rimane scoperta la questione se l’uso del manufatto in cemento fosse veramente necessario,considerato che essendo una zona di giardini con chioschetti stile liberty,si sarebbe potuto approfittare degli spazi già esistenti e valorizzarli in funzione di punto di accoglienza,di riparo e di ristoro,dei visitatori.

  6. Rosarii Rispondi

    25 Giugno 2019 at 15:42

    Un’analisi perfetta

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