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LA CITTA’ SENZA MEMORIA E LA “QUESTIONE PRIVATA” DELL’ASSESSORA RAUDINO

VALVO LAPIDESul quotidiano La Sicilia di oggi 20 Marzo c.a., leggiamo un articolo dal titolo: “ Noto si svena per Pedro il Borbone“, a firma di Cetty Amenta.

Si parla dei costi che l’Amministrazione Comunale, in un primo momento fossero stati di 2.300 Euro, adesso spunta la cifra di 7.930 Euro, che forse aumenterà ancora!

Così è scritto nell’articolo.

Come al solito non si è mai chiari nei confronti della Città, riguardo alle spese reali!

Quello su cui vogliamo maggiormente soffermarci è l’aspetto storico –culturale, quindi dei valori costituzionali, che simbolicamente e non solo simbolicamente, stridono con la questione della Cittadinanza onoraria data a un discendente dei Borboni, dopo che l’anno scorso, a livello nazionale abbiamo festeggiato i 150 anni dell’Unità d’Italia, Unità d’Italia nata dalla cacciata dei Borboni, e del loro regime, ad opera di Giuseppe Garibaldi, a cui in quell’occasione la Città di Noto, nel 1860, conferì la Cittadinanza onoraria come si evince dalla lapide di Piazza XVI Maggio.

LAPIDEUna onorificenza molto meritata quella data a Garibaldi che fa a pugni con quella data in questi giorni a un discendente dei Borboni!

Solamente questo evento storico –culturale avrebbe dovuto frenare l’ansia del Sindaco e della maggioranza dei Consiglieri Comunali, avrebbe dovuto spingere a fare marcia indietro e non conferire la Cittadinanza onoraria a Don Pedro il Borbone invece, oltre ad essere ricevuto con tutti gli onori, come al tempo che fu, a cui però hanno partecipato solo i Vertici Istituzionali della Città,e non la Cittadinanza, si è anche collocata una Targa a un lato della Porta Nazionale, con i vari stemmi e con una dicitura in cui viene riconosciuto Istituzionalmente il titolo di Duca, a ricordo, cosa che da quanto leggiamo sulle “Disposizioni Transitorie e Finali della Carta Costituzionale non è ammesso!

Infatti, al punto XIV è scritto: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti“.

Ci sorprendiamo ancora riguardo alle dichiarazioni rilasciate sulla Stampa da parte dell’Assessora ai Beni Culturali, Cettina Raudino, che ha minimizzato sulla questione,parlando di “Marketing“, una trovata linguistica ad effetto, che cambia il senso alle parole, sorvolando poi sulla “Storia” dell’allora regime Borbonico!

Ci sembra che l’Assessora Raudino parla come se si trattasse di una “questione privata“, quando invece sono state coinvolte le Istituzioni pubbliche  e di conseguenza la Città!

La Storia, gli eventi storico – culturali che si sono succeduti nel tempo sono divenuti le basi fondanti della attuale Carta Costituzionale a cui ogni Cittadino deve attenersi, in particolare i rappresentanti delle Istituzioni pubbliche che sotto questo aspetto devono dare l’esempio, altrimenti quali sono e quali diventano i riferimenti dei Cittadini?

Siamo portati a pensare che a Noto si vuole dare il brutto esempio di cancellare i processi storico – culturali che si sono succeduti nel tempo, a cominciare dalla Rivoluzione francese, ai Moti del 1848, all’Unità d’Italia, fino alla Resistenza Antifascista, processi storico – culturali che ci hanno permesso di avere un sistema democratico!

E’ da qualunquisti politici  minimizzare sui principi e sui valori di una Democrazia per cui si sono versati fiumi di sangue!

Sul Sito Internet,del Comune di Noto si legge che il 26 Marzo c.a. è convocato il Consiglio Comunale per deliberare su un’altra Cittadinanza onoraria  da conferire non a un Borbone  ma ad un Principe, al Principe Alberto II di Monaco.

Ma questa classe politica è proprio fuori dal tempo!

Alla “perdita della ragione“ della classe politica di Noto  rispondiamo con il dovuto senso della ragione storico – culturale, da cui non si può tornare indietro nemmeno simbolicamente!

                                                                                                          Roberto Bellassai


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