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LA CITTA’ DI NOTO RICCA E POVERA!

Rivedere il Regolamento sulla TARI

Ma il Sindaco di Noto e la sua Amministrazione non lo sanno che viviamo in una società classista?

In una società classista dove, al di là della omologazione estetica che ha livellato i gusti, nella realtà c’è chi ha tanti soldi e tante proprietà e chi invece non ha niente spesso neanche il necessario per potere vivere, specie in questo periodo in cui la crisi economica viene fatta pagare alle classi deboli.

Come fanno a pretendere da parte dei Cittadini che hanno una pensione minima, un assegno sociale, oppure di chi è stato licenziato, di chi è disoccupato, di chi appena riesce a sbarcare il lunario, di chi non ha i soldi per pagare le tasse, tasse ingiuste, sia della TARI che dell’acqua!

Il Sindaco e la sua Amministrazione non sanno che a Noto la povertà aumenta sempre di più?

Non sanno che tanti Cittadini si rivolgono ai Servizi Sociali per avere un Sussidio per comprarsi i generi di prima necessità?

Non sanno che tanti Cittadini si rivolgono allo Sportello della Caritas per avere un po’ di spesa? Oppure per mangiare alla Mensa della Caritas?

Non vedono che in Città, davanti ai Supermercati, c’è tanta gente che chiede l’elemosina perché non può vivere economicamente?

Tantissimi nuclei familiari tirano avanti alla meno peggio!

A Noto ci sarà almeno il 25 % dei nuclei familiari, che versa in uno stato di povertà!

Perché il Sindaco e la sua Amministrazione non riducono le tasse non solo sui rifiuti soliti urbani, cioè la TARI, ma anche riguardo l’acqua!

A Noto, un nucleo di tre persone con una casa di 60 metri quadrati, viene a pagare di TARI 288 Euro, mentre a Udine, lo stesso nucleo di tre persone con una casa di 60 metri quadrati, paga 120 Euro.

In quasi tutte le Città e i Paesi del Bel Paese, sia del Nord che del Sud, i Regolamenti Comunali prevedono la riduzione del 50% o del 25% per i pensionati a minimo di pensione mentre per i pensionati con la pensione di invalidità, gli esodati, e per i disoccupati, c’è l’esenzione totale del 100%.

Nel 2013 il Sindaco trovò 317 mila euro per un Fondo di Solidarietà Tares, che ad oggi non sappiamo dove siano finiti questi soldi a causa dei vari contrattempi riguardo il rilascio dei nuovi ISEE da parte dei CAF ma anche la disinformazione che non ha aiutato i Cittadini a presentare la dovuta documentazione per la graduatoria.

Il Comune di Noto nel suo attuale Regolamento non prevede nessuna riduzione per le fasce deboli, eppure l’articolo 53 della Carta Costituzionale recita: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione delle loro capacità contributive“.

Anche perché aggiungiamo noi, che è un non senso la libertà politica senza l’uguaglianza economica.

Chiediamo al Sindaco e alla sua Amministrazione di rivedere l’attuale Regolamento sulla TARI ed inserire le dovute riduzioni per tutte le fasce deboli della Città altrimenti di quale concetto di legalità, di giustizia e di bellezza parla il primo Cittadino di Noto e la sua Amministrazione?

Roberto Bellassai

Comitato per i Diritti del Cittadino


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