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IPERBAROCCO

imageSe il Barocco è ciò che abbiamo sotto gli occhi nel centro storico di Noto, se l’eleganza delle forme, degli spazi, è sotto gli occhi di chiunque, se ciò che è stato costruito in Sicilia nel ‘700 e nell’800 è così armonioso, opportuno, persino ciò che è più modesto, come i vecchi quartieri popolari e le vecchie case di campagna, come è possibile, dopo avere attraversato la bruttezza di ciò che abbiamo realizzato nel ‘900, come è possibile non avere appreso alcun insegnamento, nessuna lezione?

C’è da chiedersi se l’esuberanza del Barocco non portava già in sé, oltre il fatalismo e lo scongiuro della morte, anche il seme della volgarità, fino alla perdita di senso, l’assenza del più elementare buon senso, seme che sarebbe arrivato a germogliare ora, proprio ora in cui la città è uscita dal silenzio per entrare, spinta, nel vortice della modernità.

Questo è l’IPERBAROCCO: far divenire una parte della città parco di attrazione, supermercato, amministrare nell’urgenza Unesco/Turisti per fare della città un prodotto da consumare e esibire, senza che sia necessario riflettere sulla sostenibilità, sulle esigenza future degli abitanti, sull’opportunità di migliorare, di pensare più “alto”, che si presenta ogniqualvolta c’è un problema, anche il più piccolo, da risolvere. E poi soldi pubblici spesi male, frettolosamente, occasioni mancate…

Non avevo ancora visto i lavori eseguiti nei giardini pubblici della Villa Comunale. I giardini pubblici sono stati semplicemente deturpati. Eppure oggi esistono dei paesaggisti, degli architetti paesaggisti, e se il ricorso a tali competenze ci è estraneo, basta documentarsi un po’, sfogliare qualche libro, i giardini siciliani…
Che dire?
Collettivamente non abbiamo combattuto il Barocco, non abbiamo combattuto l’energia mortifera che lo animava, quel Barocco lo abbiamo subìto, detestandolo siamo comunque divenuti tutti aristocratici, individualisti, superbi e strafottenti; ora se vogliamo scongiurare questa volgarità, questa frettolosità, questa mancanza di semplice buon senso, dovremo allora iniziare a combattere l’Iperbarocco che si afferma sotto il pretesto del progresso e della modernità: un’occasione…

P.S.: Sottoscrivo quanto denuncia l’associazione Notolibera in merito ai lavori eseguiti nei giardini pubblici della Villa Comunale.

Stefano Alderuccio


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