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IL SINDACO SI CANDIDA ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE?

AL VOTO, AL VOTO!

I rumors in città parlano del Sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, come candidato alle elezioni politiche che presumibilmente si svolgeranno nel marzo del 2018.

A Palazzo Ducezio l’attività è ancora più dinamica del solito!

I soliti informati raccontano che il nostro primo cittadino vorrebbe portare a conclusione gli affari correnti in sospeso prima delle sue necessarie dimissioni da primo cittadino.

Vedere i carteggi amministrativi più delicati a compimento, vedere almeno da primo cittadino il primo scrutinio della candidatura a Città Capitale d’Italia della Cultura 2020 o anche l’affaire del social housing dell’ex Fiat.

Quest’ultima una faccenda da quasi 9 milioni di euro più volte andata in Consiglio Comunale.

Sembra che il Sindaco, a conclusione del proprio percorso di avvicinamento, si voglia candidare nelle liste del Partito Democratico, non è ancora dato sapere se alla camera o al Senato e se nel proporzionale o nell’uninominale.

Ho assistito personalmente ad un classico cazzeggio da bar tra due avventori:

Il primo, un po’ stupito, sorseggiando un caffè:

Ma come Corrado Bonfanti, con il cuore notoriamente a destra, si candida in un partito di sinistra?

Il secondo, con fare ironico :

Il Sindaco è un uomo coerente perché è il Partito Democratico che è ormai una aggregazione di centro-destra.

Personalmente, se ciò dovesse accadere, auguro ogni fortuna elettorale a Corrado Bonfanti.

A questo punto mi è venuta la curiosità di conoscere i meccanismi che regolano la nuova legge elettorale, l’ormai famoso Rosatellum 2.0.

E così per dare un consenso magari più informato vi propongo quanto ho compreso.

Il sistema

Un sistema misto proporzionale e maggioritario, in cui un terzo di deputati e senatori è eletto in collegi uninominali: un solo candidato per coalizione, eletto il più votato) e i rimanenti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale di lista.

Lo sbarramento

La soglia di sbarramento del Rosatellum nella quota proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato che alla Camera, o una soglia minima del 10% per le coalizioni (all’interno del quale però almeno una lista deve aver superato il 3%).

Il candidato di un partito escluso dal riparto dei seggi perché non raggiunge il 3% ma eletto nel maggioritario ovviamente manterrà il suo seggio.

Le Circoscrizioni

La Sicilia è suddivisa in due circoscrizioni elettorali per l’elezione della Camera dei deputati: Sicilia 1- Occidentale e Sicilia 2 – Orientale.

Alla circoscrizione Sicilia 1 sono assegnati nove collegi uninominali e 16 seggi plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati (per un totale di 25 seggi).

Alla circoscrizione Sicilia 2 sono assegnati dieci collegi uninominali e 17 seggi plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati (per un totale di 27 seggi). I collegi uninominali Camera 2017 sono pari al numero di collegi uninominali Senato 1993.

Per il Senato della Repubblica sono assegnati alla regione Sicilia 9 seggi uninominali e 16 seggi plurinominali (per un totale di 25 seggi).

Nei collegi uninominali alla Camera 2017 ci si andrà a sfidare tra i candidati e verrà eletto solo un deputato.

Per esempio il collegio uninominale della Camera Sicilia 2 – 9 denominato Avola (per la maggiore concentrazione di popolazione), comprendente il comune di Noto, eleggerà un solo deputato.

In base alle ultime proiezioni e ai risultati delle ultime elezioni regionali questo seggio verosimilmente andrà assegnato al Movimento 5 Stelle.

Per quanto riguarda i collegi plurinominali (con liste bloccate, si scorre l’ordine di successione dei deputati collocati in lista rispetto ai seggi che scattano, senza preferenze).

Il comune di Noto rientra nel terzo collegio plurinominale Camera Sicilia 2 – 03 costituito dai collegi uninominali di Paternò (Sicilia 2 – 07), Ragusa (Sicilia 2 – 08), Avola (Sicilia 2 – 09) e Siracusa (Sicilia 2 – 10), con una popolazione totale di 1.021.525 a cui sono attribuiti 7 seggi.

Qui i calcoli sono un po’ complicati e sarà importantissimo per i pretendenti al titolo riuscire a spuntare delle posizioni nella lista bloccata del proprio partito quanto più vicino alla testa.

Anche qui comunque quelli che leggono la palla di vetro prevedono 4 seggi al centrodestra, 2 seggi al Movimento 5 Stelle e 1 seggio al Partito Democratico.

Per gli aspiranti eletti nel Partito Democratico non c’è molto da stare allegri.

Per il momento non trattiamo il senato e in seguito approfondiremo con alcune proiezioni numeriche.

Carmelo Filingeri


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