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IL PIANO PAESISTICO? NON ACCETTIAMO NESSUN PIANO E NESSUNA DECISIONE CALATA DALL'ALTO

Non accettiamo nessun piano e nessuna decisone calata dall’alto.

Il piano paesaggistico ha una serie di zone grigie e di norme poco chiare che aumentano a dismisura il potere discrezionale.

Ciò che dovrebbe dettare regole certe spoglia la città dell’autogoverno e del potere decisionale,sul territorio e sul futuro delle attività economiche.

Il piano paesistico e le implicazioni che comporta nella vita di tutti i giorni e nelle attività ha portato i tecnici locali a sollevare l’attenzione senza farci intrappolare dalla demagogia e da chi non ha argomenti, volendo portare lo scontro al muro contro muro.

Gli attori del territorio come noi chiedono le regole e la certezza del diritto, su questo piano continueremo il dialogo con tutti, non possiamo e non vogliamo abdicare nei percorsi decisionali in favore di nessuno e sono di buona auspicio le affermazioni del Sindaco  che ha condiviso le nostre tesi “ Nessun Piano calato dall’alto”.

Su questi argomenti  riteniamo giusto avviare da subito il confronto con la Sovrintendenza di Siracusa e con l’assessorato Regionale ai Beni Culturali.

La definizione di Paesaggio fornita dalla Convenzione Europea (Firenze – 2000) rende impensabile scindere la pianificazione territoriale da quella del paesaggio, il Piano Paesaggistico deve indicare e inserire ciò che serve alla modernità in un contesto complesso, qualunque esso sia – centro storico, campagna, montagna – rispettandone i valori ambientali, identitari e storici. La sua efficacia dipende dalla capacità di interpretare le necessità e i fenomeni del presente offrendo indirizzi e orientamenti congruenti a tale rappresentazione e utili al governo della realtà.

In particolare nel nostro territorio non si ha ne chiarezza ne certezza che sia stata eseguita una esatta ricognizione,delimitazione e rappresentazione di tutte le aree soggette a tutela, sembra molto un lavoro fatto a tavolino con la complicità delle università.

Non si percepisce qual’è la disciplina paesaggistica propria del piano, come si integri il paesaggio nelle politiche di pianificazione territoriale ed urbanistiche , ambientali ed  agricole, sociali ed economiche.

Il Piano ingessa e non contiene gli elementi utili per la salvaguardia e la gestione del territorio nella sua globalità e non prevede come valorizzare il paesaggio nei processi di trasformazione territoriale e non presta attenzione alla competitività economica,per dirla in breve è uno strumento slegato dalla realtà.

Alla luce di quanto dichiarato come primo obiettivo dichiarato non può che esserci quanto già richiesto nel 2010 e nel 2011 dal Comune di Noto , “Il rispetto delle previsioni del Piano Regolatore Generale” e in aggiunta:

  • Una ricognizione puntuale ed una riperimetrazione delle aree di livello 3;

  • Conferma del livello di tutela 1  dove già previsto dalla legge Galasso;

  • Verifica dell’art.12 delle N.A. considerato che vi è più di qualche equivoco nell’applicazione del D.Lgs 227/2001 che definisce le aree boscate;

  • Applicazione corretta del D.lgs 227/2001 ed abbassamento dei livelli di tutela da 2 a 1 ;

  • Una corretta applicazione degli articoli  previsti dal Codice dei Beni Culturali.

La città e l’intero territorio vanno tutelati affinché il cittadino ne abbia un giovamento e non un danno, non possiamo portare al collasso le attività economiche  del territorio per un piano che va riformato profondamente.

L’agricoltura che già vive i suoi momenti di difficoltà verrebbe ulteriormente messa in ginocchio così facendo Noto e l’intera zona sud di Siracusa non hanno la possibilità di darsi un assetto moderno necessario per essere competitivi.

Come si può essere sereni quando le osservazioni proposte in via di concertazione preliminare sono state disattese?

Come si può accettare che vengano proposti vincoli di inedificabilità assoluta sulle aree già urbanizzate?

Come si può chiedere per le zone dei piani particolareggiati il recupero paesaggistico addebitando il disordine urbanistico quando questi recano il parer favorevole della stessa Sovrintendenza?

Perché non si hanno criteri certi nell’individuazione dei livelli di tutela? ?

Tutta una serie di domande a cui va data una risposta .

L’assessore Missineo ha sottolineato che “il piano e’ ancora migliorabile e in questo senso saranno fondamentali le osservazioni da parte dei soggetti interessati, che dovranno arrivare nei prossimi quattro mesi, per affinare il piano e renderlo completamente adeguato e rispondente alle esigenze del territorio”.

Daniele Manfredi

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