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IL METODO DELL’ONOREVOLE : IL SINDACO RIMETTA IL MANDATO AGLI ELETTORI DI NOTO

Sembrerebbe il titolo di un romanzo di Andrea Camilleri, invece è la plastica rappresentazione di un sistema in uso nelle competizioni elettorali e che l’apparato politico-amministrativo di Noto, attraverso le parole del Sindaco, ancora una volta cerca di derubricare a fatto personale che la Magistratura accerterà.

Un impressionante negazionismo inteso a preservare equilibri di potere monolitici nonostante gli scandali che in questi ultimi tempi si ripetono con troppa frequenza in città.

La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni e la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico” ( Enrico Berlinguer)

Interessa ancora a qualcuno la questione morale?

Qualcuno si ferma a riflettere su quale modello di etica della politica la nostra amministrazione sta  sdoganando?

Osservando le risposte ovattate e le normalizzanti reazioni di chi rappresenta le istituzioni a Noto sembrerebbe di no, sembrerebbe, la questione morale, ridotta solo ad un nostalgico amarcord, un post di facebook o confinata alla retorica doverosa delle manifestazioni a sostegno della legalità e contro la mafia.

Nessuna reazione da parte del Sindaco che, se sulle interviste ai giornali si dichiara rivale di Gennuso alle ultime regionali, ancora in Giunta si avvale del sostegno di due assessore in quota Gennuso, Giusi Solerte e Giusi Quartararo e di 2 consigliere in Consiglio comunale, questi ultimi entrambi candidati nella lista Impegno per Noto. La lista del Sindaco Bonfanti.

Nessuna reazione neanche da parte loro nonostante le gravissime imputazioni a carico del loro referente regionale facciano luce sulle modalità illecite della ricerca del consenso, smascherando un sistema, il metodo dell’onorevole: il voto di scambio politico/mafioso.

The show must go on.

Perchè invece le logiche sono altre, la questione morale è per gli ingenui e gli imbecilli.

Ciò che conta è amministrare, gestire potere, non abbandonare postazioni di comando. Rappresentare, recitare, mantenere la facciata e la cosiddetta onorabilità e buon nome dell’amministrazione.  

Tutto ciò è surreale!

Risuonano infatti come una campana a morto le sopracitate parole di Enrico Berlinguer, ultimo monito profetico, davanti al degrado della politica nazionale e all’attualità politica locale, resa ambigua e torbida dalle ultime vicende (l’accusa di firme false  a carico del Consigliere Cultrera, la determina che affida il servizio di trasporto della banda musicale comunale all’agenzia viaggi di cui è titolare la signora Pennavaria, Presidente del Consiglio comunale, il bonifico sospetto sul conto dell’autista del Sindaco Mina).

Realtà politico-amministrativa oggi compromessa in maniera eclatante dall’arresto del deputato regionale Pippo Gennuso, alleato del Sindaco Bonfanti, insieme al Partito Democratico, alle ultime elezioni del 2016.

Un’alleanza con Pippo Gennuso in questi giorni quasi disconosciuta e ipocritamente minimizzata dallo stesso Sindaco, nonché dai suoi uomini di fiducia del PD.

Di un pezzo del Partito Democratico.

Quel PD che però conta e che contò quando, nei mesi convulsi che precedettero l’avvio della campagna elettorale, si decisero alleanze e si configurarono le coalizioni con cui si sarebbe andati al voto dei cittadini.

Non possono esserci buone idee se camminano su pessime gambe!

Davanti alle richieste di una svolta verso una vera politica del cambiamento, pretendendo liste ineccepibili, attenzione più forte alla questione morale, da parte dell’allora assessora alla Cultura in quota PD Cettina Raudino, del consigliere Aldo Tiralongo e di una parte dei Giovani Democratici, davanti all’aut aut in cui si chiedeva al Partito di opporsi all’alleanza con chi rappresentava in città la  vecchia politica, clientelare e bara, i dirigenti del circolo netino, infischiandosene della questione morale, risposero che avrebbero appoggiato Bonfanti  SENZA SE E SENZA MA.

Nonostante cioè la presenza dell’alleato storico, il deputato Gennuso e del nuovo e futuro importante sostenitore, il Movimento Patto per Noto rappresentato da Corrado Cultrera, indagato e processato per brogli elettorali.

Si alzò per noi il muro invalicabile dell’accordo Marziano/Bonfanti/Gennuso/Cultrera.

Le strade si divaricarono, nacque così e per queste ragioni la lista Passione Civile e la candidatura di Cettina Raudino a Sindaca.

Un gesto estremo, non calcolato, forse non capito e certamente mistificato, testimonianza del coraggio di scegliere le vie della trasparenza e del totale rinnovamento della politica.

Non a parole, ma con i fatti.

Fummo denigrati e tacciati di essere partner politici inaffidabili. Costò questa scelta e tanto.

Non ci si può compiacere per essere state cassandre inascoltate se è in gioco il bene comune, la decenza e la reputazione politica cittadina, ma lo scenario che oggi si offre richiede una presa di posizione forte, non solo da parte di chi rappresenta le opposizioni, interne ed esterne al consiglio comunale, ma anche di chi siede in maggioranza.

E’ il momento dei passi indietro e delle ammissioni degli errori commessi.

Chiediamo pertanto al Partito Democratico di lasciare i banchi della maggioranza!

Chiediamo le dimissioni delle assessore Solerte e Quartararo espressione di Gennuso in questa amministrazione!

Al Sindaco Bonfanti chiediamo di riflettere su cosa significhi affidabilità politica e di fare un passo indietro: che si dimetta e rimetta nelle mani dei cittadini il suo mandato!


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One Response to IL METODO DELL’ONOREVOLE : IL SINDACO RIMETTA IL MANDATO AGLI ELETTORI DI NOTO

  1. avatar

    Roberto Bellassai Rispondi

    5 maggio 2018 at 22:11

    Si potrebbe dire, che questi Amministratori non sanno proprio cosa sia l’Etica.

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