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IL GIORNO PIU’ LUNGO

giornopiuNell’antica Grecia viveva l’uomo più astuto del mondo, Ulisse, il re dell’isola di Itaca. In quel tempo le navi potevano muoversi solo se il vento soffiava sulle vele dal lato giusto, dando la spinta per la navigazione. Se il vento non soffiava, la nave non poteva partire; se era troppo forte, la nave non riusciva a fermarsi o a cambiare direzione: avere il vento dalla parte giusta era indispensabile per poter navigare e tornare a casa sani e salvi, senza naufragare.

E se il vento della politica italiana soffiasse dalla parte opposta? Sono giorni controversi per il centrodestra del nostro Paese, sono ore in cui l’immagine di compattezza che ha sempre contraddistinto l’area berlusconiana dei moderati comincia a vacillare. L’immagine di un gruppo politico coeso e imprescindibilmente unito sotto il verbo di un unico timoniere ad oggi appare sfaldarsi nelle parole dei suoi compagni di viaggio che hanno sempre navigato al suo fianco.

Quel viaggio del timoniere che è stato, fino ad oggi, la loro fortuna sembra terminare con le parole del suo segretario, il più fedele. Angelino Alfano a poche ore di distanza dalla scelta del timoniere Berlusconi di far dimettere i ministri del Popolo della Libertà dalla loro carica politica, decide di aprire la “sacca di Eolo” e far cambiare il vento, mentre Ulisse era certo della loro fedeltà. Con lui salpano anche Lupi, Quagliariello e Lorenzin.

Questa mossa avventata potrà essere quella decisiva per liberarsi dall’egemonia di un personaggio politico come Silvio Berlusconi, dando vita ad un nuovo centrodestra delle larghe intese, più europeista, più democristiano, magari cercando l’appoggio di personaggi come Enrico Letta, Casini, Monti, Montezemolo? Oppure, fedele all’epilogo di Omero, risulterà solo una mossa avventata che Alfano e i moderati pagheranno cara al cospetto del Cavaliere e di “Nuova Forza Italia”?

Di certo c’è che, dopo vent’anni di berlusconismo, nell’area dei moderati dove rientrano anche molti esponenti del Partito Democratico, la figura di Berlusconi è diventata un limite e non opportunità. Un limite dal quale volersi liberare a tutti i costi: anche a costo di tradire se stessi. Ma Silvio Berlusconi, ad oggi, risulta essere ancora l’anello di congiunzione dei moderati italiani o rappresenta l’handicap del Centrodestra, lontano da prospettive europeiste per volere del Cavaliere stesso?

Fatto sta che i fedelissimi gli stanno voltando le spalle, esprimendo l’esigenza di voler dare respiro a questo centrodestra oramai dipendente più dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi che da una reale identità politica (vedi Famiglia cristiana).

Una cosa è certa: l’Italia, come la storia ci insegna, non può fare a meno di un Partito Popolare, di un’area moderata compatta che riesca a scrollarsi di dosso l’egemonia politica ed individualista di un uomo che ha iniziato il suo viaggio come semplice imprenditore, con la pretesa di diventare un politico all’Aldo Moro, alla De Gasperi e all’Andreotti, ed oggi si ritrova ad essere in fin dei conti un imprenditore in difficoltà, ben lontano dai grandi uomini che hanno fatto la storia dei moderati italiani: un imprenditore che, tramite la politica, tende a tutelare le proprie imprese. Un uomo che, così facendo, ha provocato l’asfissia di un centrodestra che oggi esprime la grande esigenza di non essere più “Silvio Berlusconi –dipendente”.

Giunti a pochi passi da Itaca, questo tentato scacco del fedelissimo Segretario, come Omero ci insegna, in ogni caso risulterà essere decisivo. Se questa mossa permetterà la rinascita di un centrodestra, allora per Angelino sarà davvero valsa la pena di tradire chi, fino ad oggi, questa barca l’ha condotta fino alle rive dell’amata patria.


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