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IL CASO “PATTO PER NOTO” APPRODA AL PARLAMENTO ITALIANO!

Il senatore Giarrusso del gruppo dei 5 stelle l’aveva preannunciata.

Il caso Corrado Cultrera approda al Parlamento Italiano!

Il testo dell’interrogazione  dei senatori 5 stelle al Ministro Minniti

 

“Senatori 5 Stelle – Al Ministro dell’interno –

Premesso che:

si apprende dalla testata giornalistica “laspia.it”, in un articolo redatto dal direttore Paolo Borrometi, del 4 settembre 2017, che a Noto sono in corso indagini della magistratura riguardanti il regolare svolgimento delle ultime elezioni comunali, oltre che altri filoni di indagini che riguarderebbero personaggi vicino ad ambienti della criminalità organizzata;

considerato che:

le suddette indagini riguarderebbero Corrado Cultrera, già noto agli inquirenti per essere stato indagato in passato su presunti brogli elettorali, tanto da essere stato destinatario nel 2002 di un provvedimento di custodia cautelare in carcere;

nell’attuale indagine Corrado Cultrera risulterebbe essere indagato anche per falso ideologico, in quanto nella sua qualità di pubblico ufficiale, avrebbe avuto un ruolo diretto nella alterazione delle firme di presentazione della lista “Patto per Noto”, essendo egli consigliere comunale uscente. Allo stesso si contesta l’alterazione delle firme della citata lista, in quanto le stesse non sono state riconosciute dai sottoscrittori e agli inquirenti appare verosimile che le stesse siano state apposte da un’unica mano. Ciò si evidenzierebbe anche dalla documentazione in possesso degli organi di stampa che hanno riportato la notizia;

la vicenda descritta evidenzia aspetti poco chiari anche in virtù del fatto che nella lista “Patto per Noto”, presentata con le firme contraffatte, risultano essere stati eletti sia il Corrado Cultrera che la propria consorte Veronica Pennavaria e i due attualmente ricoprono rispettivamente il ruolo di consigliere comunale (Corrado Cultrera) e presidente del consiglio comunale (Veronica Pennavaria);

il procedimento penale, per i fatti del 2002 a carico del Corrado Cultrera per presunti brogli elettorali, si è concluso con un non luogo a procedere in Cassazione per avvenuta prescrizione, nonostante quest’ultimo abbia subito condanne nei precedenti gradi di giudizio;

le inchieste giornalistiche sviluppate dal giornalista Paolo Borrometi, sulla testata “laspia.it”, hanno evidenziato i contatti e i collegamenti avuti durante la campagna elettorale laddove esponenti della lista “Patto per Noto” hanno avuto frequentazioni nel corso di meeting elettorali e comizi, come evidenziano le foto pubblicamente sul social Facebook, con alcuni esponenti della famiglia Trigilia; in particolare Gianfranco Trigilia fratello del boss Antonino Pinuccio Trigilia, già segnalato per contiguità con ambienti mafiosi, la moglie di Gianfranco Trigilia, Concita Vella, oltre a Valentina Di Raimondo, seconda moglie di Giuseppe Trigilia figlio di Corrado che è attualmente in carcere per mafia;

oltre ai sodali Trigilia, veniva documentata con foto nei raduni elettorali anche la presenza del clan degli zingari di Noto, i Caminanti, collettori di consistenti pacchetti di voti;

inoltre, è da evidenziare come il primo dei non eletti, tale Sebastiano Pannuzzo, oltre ad esser già noto alla Polizia locale, sia stato nominato a componente del consiglio di amministrazione dell’azienda comunale Aspecon, in data 11 gennaio 2016, da parte del riconfermato sindaco di Noto Corrado Bonfanti. Apparentemente nulla di illecito, se non per il fatto che Pannuzzo, sul social Facebook, non abbia mai negato la compiacenza e complicità con i Trigilia e il loro appoggio elettorale;

sempre nell’Aspecon, si segnala come anche un tal Giovanno Favaloro, cognato di Carmelo Triglia (fratello del capomafia Pinuccio), sia stato assunto come letturista, per poi esser trasferito nella ditta che gestisce la nettezza urbana;

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali provvedimenti intenda adottare a riguardo;

se non si intenda valutare i presupposti per attivare la procedura di cui all’articolo 141 e seguenti del Testo unico sugli enti locali (Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267) al fine di verificare la sussistenza di violazioni di legge nonché di fenomeni di infiltrazione mafiosa e/o elementi di condizionamento dell’amministrazione da parte di cosche mafiose;”


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One Response to IL CASO “PATTO PER NOTO” APPRODA AL PARLAMENTO ITALIANO!

  1. avatar

    vincenzo Rispondi

    19 ottobre 2017 at 20:16

    In verità non posso e non esprimo compiacimento….sono addolorato  e dispiaciuto per come la Città di Noto possa essere al centro di un attenzionamento che non Le fa onore.

    Avrei preferito che il Parlamento della Repubblica avesse potuto ascoltare parole di encomio per i Cittadini di Noto.

    Mi spiace che nella vicenda possano essere e/o venire coinvolte persone che in cuor mio potrebbero anche essere innocenti…. ma gli inquirenti sapranno fare la giusta pulizia fra i sospetti e le vere responsabilità.

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