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GUAI AI VINTI?

VINTIIl rinnovo del Consiglio Comunale si è completato. Sono state esaurite tutte le procedure protocollari, i giuramenti di rito, l’elezione del Presidente e del vice Presidente, e già si colgono i primi segnali inquietanti per le prospettive che si delineano per i prossimi cinque anni.
Avevo già visto qualcosa tramite i social network, ma non avendo potuto essere presente di persona alla prima seduta del Consiglio, ho voluto attendere la pubblicazione del relativo verbale per averne certezza.

Ho, così, avuto contezza della dichiarazione di investitura del nuovo Presidente del Consiglio Comunale, Veronica Pennavaria, di una sincerità disarmante, scevra almeno dalle affermazioni tanto rituali quanto ipocrite.
Il rito voleva che il nuovo presidente del consiglio esordisse confermando il suo ruolo di garanzia e di imparzialità. Non solo per ragioni di stile ma perchè così deve essere e così è disciplinato dal Regolamento del Consiglio Comunale: “sarò il presidente di tutti”.
Assolutamente no.
So, ha declamato, che mi spetta un ruolo di imparzialità e di garanzia, tuttavia ricordo che sono stata eletta con la lista di Patto per Noto e con la coalizione del sindaco Bonfanti, quindi non potrò essere equidistante.

Quando ci saranno posizioni contrastanti non potrò che far prevalere quella sostenuta dalla amministrazione.
Dichiarazione sconcertante con l’immediato sostegno da parte del consigliere Campisi: “lei è in primis il Presidente di questa maggioranza che l’ha votata”.
A parte il timido ma intelligente intervento del consigliere Rosa, della sparuta schiera dell’opposizione, tempestivamente tacitato dal marito della neo Presidente (“noi abbiamo vinto, voi avete perso”), il silenzio assoluto.
Il Partito Democratico? Silente. Neppure un sommesso richiamo a quelle che sono le più elementari regole della democrazia.
Il PD ha fatto una scelta -da me osteggiata perchè ritenuta eticamente e politicamente errata- sulla base di un assunto: alleiamoci con chiunque pur di essere presenti. Solo così potremo condizionare e controllare.
Cari amici del PD, adesso ci siete. Fatevi sentire. Alzate non la voce, ma semplicemente il ditino per rammentare la grammatica della democrazia.
Se non avete la capacità e il coraggio di fare almeno questo dimostrerete che la scelta alle scorse amministrative non era tatticismo ma rappresentazione di un partito che ha smarrito la propria identità politica e l’etica che ne era il fondamento.
Aldo Tiralongo  – Passione Civile


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