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GIARDINI STORICI COMUNALI DI NOTO

giardiniA detta degli studiosi e dei ricercatori di Noto l’ultima costruzione tardo barocca della Città fu il Monastero di San Salvatore, ultimato non completamente intorno alla metà tra il Settecento e l’Ottocento, da allora il deturpamento della Città non ha avuto una fine, si continua a deturparla nonostante i vari poteri istituiti che dovrebbero impedirne sia i piccoli che i grandi scempi.
Il nostro riferimento è all’attuale intervento fatto ai Giardini Storici Comunali di Noto di cui l’Amministrazione Comunale “parla di riqualificazione“ ma che, secondo noi, il nuovo e attuale look non ci sembra per niente adeguato ai parametri che vanno rispettati e praticati nei confronti dei Giardini Storici.

Non siamo a conoscenza se è stata fatta una ricerca e uno studio sotto i vari aspetti, storico, tecnico, botanico, estetico prima di togliere le ringhiere in ferro che si trovavano lungo il viale alberato ora spostate ai margini del vecchio burrone alberato, lasciando i nudi Capitelli che delimitano gli spazi aperti al pubblico con delle piante di rosmarino lungo l’aiuola che vengono sistematicamente calpestate da chi entra dentro i Giardini.

Intorno alle aiuole circolari, sul terreno dove sono gli alberi, è stata messa della plastica forata, con sopra del breccialino bianco, che non permettono di fare respirare le piante, ne di assolvere alla funzione di drenaggio quando piove, mentre nelle altre aiuole circolari, dove sono collocati i busti degli uomini Illustri dello Scultore Giuseppe Pirrone, vi è un manto di erba all’inglese dove prima c’erano varie specie di fiori.

A parte le Palme tagliate fin sotto il tronco a causa del Punteruolo rosso l’aspetto estetico di questa ala dei Giardini si presenta come un guazzabuglio in cui l’equilibrio, l’ordine, l’armonia e la leggerezza non si vedono più ne si sentono perche prevale la confusione dei linguaggi.

Nell’ala del viale dietro i busti di Giuseppe Cassone e Corrado Avolio, busti che insieme agli altri caratterizzano simbolicamente la Storia e la Cultura della Città, hanno collocato dei giochi con scivoli per Bambini, più dei sedili in ferro.

Non siamo contro l’apertura di un Giardino Storico ma ci sembra una forzatura mettere i giochi con gli scivoli in uno spazio così angusto che stride fortemente con l’esistente, togliendo spazio, banalizzando il senso di quella parte del Giardino anche perchè a Noto non siamo a Villa Borghese ne  nel Giardino di Boboli, ma in una piccola area verde, con dei busti di personaggi Illustri locali, di conseguenza il concetto di apertura messo in pratica risulta essere fuori contesto, quindi una forzatura estetica che stride e stravolge l’idea dello stile liberty che in generale avevano i Giardini Storici di Noto.

Siamo portati a pensare che uno dei motivi per cui sono state spostate le ringhiere in ferro sia quella di fare ammirare l’orizzonte e il paesaggio ma, verificando sul luogo ci siamo resi conto che si vedono le antenne della palazzina dei Carabinieri, più le facciatee il retro di altre palazzine che ostruiscono l’orizzonte e non lo fanno vedere.

Anche la Villetta Ercole, in precedentza ha subito lo stesso trattamento, per fortuna qui non vi era lo spazio per i giochi, ma il guazzabuglio e la disarmonia estetica è troppo evidente.

I Giardini Comunali non sono un’appendice del centro storico ma sono legati al centro storico, sono un’unica cosa, parlano, ci raccontano la Storia della Città, ci danno sensazioni, ci trasmettono profumi, bellezza estetica.

Il nuovo look invece li impoverisce, li rende disarmonici, si avverte come un disorientamento spaziale a causa del cattivo gusto diffuso.

E’ stato ribaltato il concetto di Giardini Storici, che trasmettono Storia, Bellezza, Valori, in luoghi in cui ora non si intuiscono più i saperi che c’erano dietro.

Ma con quali parametri l’Amministrazione Comunale, quindi i Tecnici e’ intervenuta nei Giardini Storici, che richiedono una conoscenza, una ricerca storica, uno studio che permettono di intervenire adeguatamente nel rispetto di ogni suo aspetto!
A noi non sembra proprio che si siano adottati gli adeguati parametri tecnici e culturali nell’intervento fatto!
Sappiamo che i costi di questa cosiddetta “ riqualificazione “ sono di 149.449 euro, per noi denaro pubblico speso molto male!

Sappiamo anche che l’Amministrazione Bonfanti ha dato una parte del terreno dei Giardini in commodato d’uso gratuito a dei privati, riducendo di metri l’ala dei Giardini, così come siamo a conoscenza che alcune Associazioni, Comitati e Partiti, tra questi Notolibera, Notoambiente, SEL, Comitato per i Diritti del Cittadino, hanno denunciato agli organi di competenza quello che ritengono essere uno scempio.

La cosa che ci amareggia e ci infastidisce, che oltre al deturpamento e lo sconvolgimento dell’ala dei Giardini, è che a Noto, a parte le Associazioni sopra citate, si può deturpare ogni cosa tanto i Tecnici, gli Intellettuali che nei Convegni sul Barocco spaccano il capello in quattro, scrivono libri ma da buoni cortigiani che servono il sistema, come sempre, hanno la testa girata dall’altra parte!

Vittorio Sgarbi ha scritto: “…Giardini di Sicilia,come luoghi dove la natura si riposa,composta dalla ragione,che governa l’arte …”
A noi sembra proprio che per l’ala dei Giardini in questione,non si possa parlare più di ragione,ma di “ perdita della ragione,” e di perdita dell’arte,di conseguenza di perdita del dovuto gusto.
Roberto Bellassai
Comitato per i Diritti del Cittadino


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